SILSIS A.A. 2006-2007

 

Laboratorio di Filosofia

 

Prof. G.G. Piazza

 

 

UNITA’ DIDATTICA

 

 

J. DEWEY

 

COME PENSIAMO

 

 

Una proposta di lettura

 

 

 

A cura di:

Giuseppina Capone

Silvia Cassani

Giacomo Ghidoni

 

 

Premessa

 

L’autore

 

Dewey applica il pensiero pragmatico agli ambiti della pedagogia e della politica. La realtà non ha struttura e fini rigidamente fidati e immutabili, ma è interazione tra uomo e natura, che in tale rapporto si costruiscono e si determinano. L'esperienza è il luogo di questo incontro, in cui la dimensione logica si fonde con quella pratica. Lo strumentalismo gnoseologico sostenuto da Dewey nega il carattere puramente passivo del processo conoscitivo, sottolineando, al contrario, come quest'ultimo sia già, in sé, un agire.
Conoscere è lo strumento dell'agire efficace, utile per raggiungere il controllo di determinate situazioni e individuare soluzioni a problemi di carattere pratico. In ambito etico, Dewey nega la distinzione tra mezzi e fini: l'uomo non ha un fine ultimo, ma trova soddisfazione solo nella continua attività, libera e intelligente, perché i fini vengono giudicati dagli effetti che producono.
L'intelligenza ha il compito di riorganizzare senza posa l'esperienza, pertanto, riguarda non solo il piano gnoseologico, ma anche quello della deliberazione e della valutazione. Il pensiero per Dewey comporta l’acquisizione di attitudini e di disposizioni morali oltre che di conoscenze ed abilità.

 

Fonti

John Dewey, Come pensiamo, 1961, La Nuova Italia.

·        Parte Prima

II-2.Le tendenze che hanno bisogno di essere costantemente controllate.

·        Parte Seconda

VII-2.Le funzioni essenziali dell’attività riflessiva.

 

Aristotele-Etica B, 1 e 6.

 

Nietzsche-Volontà di potenza-515.

 

L’opera

 

Come pensiamo (prima edizione 1910,seconda edizione 1933) si presenta come il testo in cui Dewey descrive le varie fasi del pensiero, qui sintetizzate e schematizzate in cinque punti:

1. La suggestione: nel momento in cui si presenta una situazione confusa e problematica, l’azione è costretta a fermarsi momentaneamente, almeno fino a che il problema non è stato in qualche modo risolto. Nonostante la pausa, però, esiste una tendenza a proseguire l’azione che si manifesta, anziché come azione diretta, come idea o suggestione. Se la suggestione che “viene in mente” è unica, questa verrà accettata e si agirà in conformità con essa; ma, nel caso in cui si dovessero presentare due o più suggestioni, queste entrerebbero in contrasto tra loro, provocando una confusione maggiore, e ponendo così la necessità di una ulteriore indagine.

2. L’intellettualizzazione: il problema posto dalla situazione esperita può essere identificato e definito solo nel momento in cui si intravede la via per la sua soluzione, o per una delle sue possibili soluzioni, e ci si impegna a risolverlo. Fino ad un certo punto, infatti, la comprensione del problema rimane piuttosto vaga e indeterminata. La suggestione, o le suggestioni, ci costringono ad osservare attentamente le condizioni che caratterizzano la situazione, che costituiscono la difficoltà e che bloccano l’azione diretta. In questo modo il problema diventa un vero problema, un problema intellettuale.

3. L’idea come guida, o ipotesi: le suggestioni, come abbiamo visto, accadono, vengono in mente automaticamente. L’uso che si fa, poi, delle suggestioni costituisce l’elemento intellettuale. Attraverso l’osservazione delle condizioni della situazione presente, oltre a definire il problema, si comincia via via a delineare in misura sempre maggiore anche la sua soluzione. La suggestione si trasforma, così, in una vera e propria ipotesi, in una idea-guida per l’azione.

4. Il ragionamento: una volta venute in mente, le suggestioni sono suscettibili di notevole sviluppo da parte della mente stessa. Se la suggestione emerge in una mente «ricca di esperienza» e «bene informata», essa verrà elaborata in modo che si abbia, alla fine, un’idea completamente diversa da quella di partenza.
Abbiamo già visto che il tipo di suggestioni che vengono alla mente dipende dalle esperienze e dalle conoscenze pregresse dell’individuo, oltre che dalla cultura del tempo in cui egli vive. Ma anche la capacità di rielaborare in modo fecondo le idee dipende direttamente da questi aspetti. E’ importante, quindi, l’influenza dell’ambiente strettamente individuale, caratterizzato dalle esperienze personali, ed è importante anche l’influenza dell’ambiente in senso più ampio, caratterizzato dalle esperienze e dalle conoscenze collettive, patrimonio dell’umanità intera, che vengono trasmesse all’individuo, a partire dal suo ingresso nel mondo, attraverso l’educazione e l’istruzione.
L’estensione dei collegamenti che il ragionamento porta alla luce dipende, naturalmente, dalla scorta di conoscenze che la mente già possiede. E questa dipende non solo dall’esperienza precedente e dalla particolare educazione dell’individuo che conduce l’indagine, ma anche dallo stato della cultura e dalle condizioni della scienza dell’epoca e del luogo. Il ragionamento aiuta ad ampliare le conoscenze, ma nello stesso tempo dipende da ciò che già si conosce e dalla facilità che esiste nella comunicazione delle conoscenze e nella possibilità di farne una risorsa pubblica e aperta a tutti.
Il ragionamento permette di sviluppare le suggestioni in modo da trasformarle in idee feconde e appropriate. Oltre a ciò, aiuta a recuperare elementi nuovi o intermedi che uniscono in un tutto coerente termini che in partenza sembravano in contrasto fra loro, perché portavano la mente ad inferenze opposte.

5. Il controllo dell’ipotesi mediante l’azione: inizialmente l’idea, l’ipotesi, viene controllata o verificata in via esclusivamente teorica. Attraverso il ragionamento si può prevedere che, accettando quella determinata ipotesi, si potrebbero ottenere certe conseguenze. Tuttavia, le conclusioni, a questo punto, sono ancora ipotetiche e condizionali. L’idea va corroborata anche attraverso l’azione (che si riduce ad una osservazione diretta nei casi più banali, o si trasforma in esperimento nelle situazioni più complesse) mettendo in atto l’ipotesi formulata e osservandone i risultati. Se le conclusioni sperimentali coincidono con quelle teoriche, l’ipotesi viene accettata come valida e viene definita come significato o come concetto. Sotto questa forma potrà poi essere utilizzata come strumento per le esperienze e per le riflessioni future e, quindi, per l’acquisizione di nuove conoscenze.

Dewey fa seguire all’analisi puntuale del pensiero riflessivo l’esemplificazione della “logica della mente” come logica della condotta, della deliberazione, della valutazione e della scelta consapevole a cui si perviene coltivando attitudini quali:

1.     “apertura mentale”, ossia “ospitalità a nuovi argomenti, fatti, idee e problemi…attivo desiderio di dare ascolto a più di una parte; di badare ai fatti…di prestare piena attenzione a tutte le possibilità alternative”

2.     “sincera adesione totale”, ossia agire “di cuore, o con tutto il cuore…invece di dover usare la sua energia nel tenere attenta all’argomento…è il materiale che regge e sostiene la mente e dà così un impulso in avanti al pensiero”

3.     “responsabilità”, ossia “Essere intellettualmente responsabili significa considerare le conseguenze di un passo progettato…la responsabilità intellettuale assicura l’integrità, vale a dire la coerenza e l’armonia nella credenza”. 

Prerequisiti

 

La lettura dei passi citati si inserisce all’interno di un percorso inerente la riflessione sulla “morale” nel corso del Novecento, i cui elementi sono:

 

·        Nagel

·        Mac Intyre

·        Weber

·        Habermas

·        Dewey

·        Uso pertinente dei termini “virtù”, “dovere”, “legge morale”, “intenzionalità”, “attitudine”

·        Individuazione della struttura argomentativa e degli elementi fondamentali di un testo

·       Individuazione delle analogie e delle differenze tra autori sull’asse sincronico e diacronico

·       Saper rilevare le conseguenze sul piano etico del pensiero di Dewey.

 

Finalità ed obiettivi d’apprendimento

 

La lettura del testo va programmata sulla base della competenza lessicale (comprensione dei termini), semantica (approfondimento di idee e dei nodi problematici) e sintattica (ricostruzione dei procedimenti argomentativi), pertanto, è verosimile che gli alunni siano in grado di cercare nell’opera:

 

·        La struttura argomentativa dell’autore

·        Le tesi esposte

·        Gli elementi di confutazione e di “ripresa” del pensiero di altri filosofi

·        Gli elementi di difesa della posizione assunta dal filosofo

·        Il lessico (generale della disciplina).

·        Distinzione dell’approccio filosofico dall’approccio socio-politico

·        Individuazione e valutazione dell’originalità del pensiero dell’autore.

 

 

Strumenti

 

La scelta degli strumenti ricade su:

 

·        Dewey Come pensiamo

Selezione.

·        Questionari specifici di verifica da consegnare agli studenti dopo la lettura delle fonti

·        Vocabolario filosofico

 

Metodi

 

·        Si attueranno le lezioni attraverso un metodo che preveda la lettura delle fonti (preceduta da una presentazione dell’autore e dell’opera) e la loro discussione.

 Il docente presenterà una traccia per la lettura del testo (individuare il tema centrale, la rete gerarchica dei concetti, lo schema, il problema…), successivamente, si affronterà l’analisi orale in cui la discussione guidata solleciti riflessioni, approfondimenti e conduca gli studenti ad enucleare le problematiche presenti nel testo.

·        Si coinvolgeranno gli alunni nell’esposizione analitica delle tematiche del testo, nell’elaborazione di brevi componimenti critici; si confronterà il filosofo con altri già noti

·        Si somministreranno questionari o si porranno domande che abbiano come riferimento il testo letto.

 

Destinatari

 

Classe V/III Liceo Classico.

 

 

 

 

 

Tempi

 

Tre lezioni.

 

Prima lezione: presentazione dell’autore e dell’opera; lettura guidata dei passi scelti mediante le seguenti domande:

1.     Si esemplifichi, brevemente, il contenuto di Come pensiamo di J. Dewey

2.     Si descrivano, sintetizzandole, le diverse “fasi” del pensiero secondo Dewey

3.     Quali sono, secondo Dewey, le principali “attitudini” da coltivare?

4.     Quale definizione fornisce Dewey di “apertura mentale”?

5.     Quale definizione fornisce Dewey di “sincera adesione totale”?

6.     Quale definizione fornisce Dewey di “responsabilità”?

7.     Si indichi la maniera attraverso cui, secondo Dewey, le “attitudini” si acquisiscono. 

 

Seconda lezione: analisi del testo.

 

Terza lezione: verifica scritta.

 

Verifica

 

La verifica sarà articolata come segue:

 

somministrazione di un questionario a risposte “aperte”, i cui quesiti saranno:

 

1.     Si individui la ragione per cui le “attitudini” citate si riferiscono sia all’ambito etico che gnoseologico.

2.     Il discorso sulle “attitudini” in quale “modello” etico reputi possa rientrare? Per quale motivo?

3.     Si indichino nel testo i passi che sembrano suffragare le tue risposte.

4.     Individua analogie e differenze tra il testo di Aristotele (vedi allegato) ed il passo di Dewey (Come pensiamo-L’influenza degli abiti altrui).

5.     Individua analogie e differenze tra il testo di Nietzsche (Volontà di potenza-515) ed i passi di Dewey (Come pensiamo-l’unione dell’attitudine ed un metodo di ricerca).