DODICESIMO INCONTRO

6 ottobre 2004

FORME DI ORALITA' NELLA DIDATTICA DELLA FILOSOFIA, 2

Finalità e obiettivi dell'uso della comunicazione orale nell'apprendimento della filosofia

Gli usi effettivi della comunicazione orale nell'insegnamento della filosofia - Un questionario

Forme di dibattito in rete - Forum di filosofia

1. Abbiamo visto nell'incontro precedente come alcuni studiosi di didattica della filosofia propugnino l'uso irrinunciabile di forme di comunicazione e interazione orale nella didattica della filosofia.

Questa tesi potrebbe sembrare banale: dopo tutto, da Gentile in avanti, la filosofia è una materia "orale". Si è visto, però, che i sostenitori di questa tesi non riducono la comunicazione orale alla lezione e all'interrogazione tradizionali, che arrivano a definire forme di "oralità inautentica", ma la allargano alla discussione, al dibattito organizzato, al dialogo, e così via.

Ora, dialoghi, discussioni, dibattiti sono presenti in quasi tutte le aule. Ci si chiede se essi abbiano una valenza educativa propria, oppure abbiano una funzione puramente strumentale (ad esempio, creando motivazione nello studente), o se, infine, non possano essere un ostacolo al raggiungimento delle finalità e degli obiettivi della filosofia, ad esempio sottraendo tempo allo svolgimento del programma, creando situazioni di "disordine" in classe, o incoraggiando la "faciloneria" degli studenti, data la difficoltà di controllare il rigore degli interventi.

2. Le critiche all'uso di forme di oralità "autentica" possono essere rigettate: anche un'esperienza limitata nel tempo, purché esemplare, può essere formativa (anche una sola ora di lezione vissuta con autenticità può valere un intero anno scolastico); anche il disordine - come affermava Bergson - è una forma di ordine, e tra le diverse forme di ordine conviene scegliere quelle che sono più produttive; la faciloneria può coesistere con forme convenzionali di insegnamento: ciò che conta è il rapporto che si crea tra il docente, che interviene a correggere dove è il caso, e la spontaneità dello studente.

Resta il problema se le forme di oralità autentica abbiano una loro valenza formativa, distinta da quella che possono avere la lezione del docente o l'interrogazione dello studente.

3. Proporrei alla discussione una tavola degli obiettivi che possono essere conseguiti con l'uso regolare, ancorché diluito nel tempo, almeno per quanto riguarda il dibattito organizzato, di forme autentiche di oralità in filosofia.

 

Conoscenze

Competenze

Atteggiamenti

Lezione dialogata Conoscenza dei termini e delle motivazioni di un problema, di una teoria o di un'argomentazione Capacità di rilevare un problema, di ipotizzare e valutare delle soluzioni Ascolto critico
Dibattito Conoscenza dei termini e delle motivazioni di un problema.

Conoscenza delle diverse possibili soluzioni ad uno stesso problema.

Capacità di argomentare e di confutare una tesi, di riformulare concetti, tesi ed argomentazioni alla luce delle critiche ricevute Rispetto delle idee altrui, responsabilità nel sostenere le proprie, ricerca collaborativa di significati e verità

4. Credo che possa essere di un certo interesse valutare se di fatto questi obiettivi siano perseguiti dai docenti e in che misura siano raggiungiungibili, con l'aiuto del seguente questionario:

1.Quali obiettivi di conoscenza, competenza e atteggiamenti possono essere specificamente perseguiti attraverso forme di comunicazione e interazione orale nell'insegnamento della filosofia?

2.Quale delle seguenti forme di comunicazione e interazione orale sono più frequentemente praticate in classe:

2.1. La lezione dialogata:
a) il docente incoraggia o sollecita il dialogo? Si limita a rispondere alle eventuali domande e obiezioni degli studenti? Di fatto, elude o scoraggia le “interruzioni”?
b) La classe raccoglie gli stimoli del docente? Propone questioni ed obiezioni?
c) Il dialogo è tra il docente e singoli studenti? Si costituisce una comunità d'apprendimento che coinvolge la maggioranza o la totalità della classe?

2.2. L'interrogazione:
a) il docente tende ad accertare il possesso di nozioni, la comprensione degli argomenti, o sollecita e valorizza la riflessione personale dello studente?
b) la classe si disinteressa all'interrogazione? La segue memorizzando domande e osservazioni del docente? Tende a partecipare agli eventuali spunti di discussione?

2.3. La discussione: In una lezione, uno specifico tema trattato può suscitare una discussione non prevista.
a) il docente tende a valorizzare la discussione, come occasione per meglio articolare la questione trattata e favorire la comprensione? Tende a frenarla per esigenze di tempi e di completezza del programma?
b) durante la discussione, l'atteggiamento del docente è quello di chi vuole imporre il proprio punto di vista, forte delle proprie conoscenze e competenze, se non dei propri strumenti di potere? Oppure quello del facilitatore, che media la comunicazione e favorisce una riflessione di ordine metacognitivo da parte degli studenti (ad esempio, segnala oscurità o incongruenze, invitando lo studente a riformulare il proprio pensiero)? O quello del ricercatore, che partecipa ad una indagine collettiva, modificando anche il proprio punto di vista?
c) durante la discussione gli studenti tendono a rivolgersi al docente o ai propri compagni? Tendono a far prevalere il proprio punto di vista o a collaborare ad una ricerca comune? Alla discussione partecipa – attivamente o passivamente – la maggioranza degli studenti?

2.4. Il dibattito preparato
Sono organizzati dibattiti? Su quali temi? Con quali modalità? Quale è l'atteggiamento del docente (v. 2.3)?

2.5. Forum
Una forma di discussione organizzata è rappresentata dai forum telematici. Le classi partecipano a forum di questo tipo? A livello d'istituto o con altre scuole? Su quali temi, in quali forme organizzative e con quali risultati?

2.6. Dialogo
Ci sono ore in cui il dialogo prevale su altre forme didattiche? In quali occasioni (lettura e analisi di testi, introduzione di un problema, valutazione conclusiva di un autore...)? (cfr. 2.3).

5. Se si tiene conto che l'oralità autentica è caratterizzata da una ricerca comune, in cui l'interazione modifica il punto di vista dei partecipanti, si può sostenere che lo scambio diretto (guardandosi negli occhi) può essere sostituito da forme di comunicazione scritta in cui mittente e destinatario si scambiano le parti continuamente e a breve distanza di tempo. La partecipazione a forum telematici è una forma di comunicazione prossima all'oralità di cui si è finora parlato.

Da alcuni anni opera all’interno dello SWIF (www.swif.it) un Forum dedicato ai seminari online di filosofia, che ha visto la partecipazione di esponenti di punta della ricerca filosofica italiana, tra i quali Paolo Parrini, Enrico Berti, Ermanno Bencivenga, Danilo Zolo, Carlo Cellucci, Maurizio Ferraris, Roberta De Monticelli.
Il successo e l’ampio consenso incontrati da questa iniziativa hanno ispirato un progetto specificamente rivolto al variegato mondo della scuola secondaria superiore italiana. Nel mondo della scuola è infatti spesso avvertita l'esigenza di una più stretta collaborazione con il mondo della ricerca.

Diamo conto di questo progetto attraverso la presentazione che ne fornisce lo stesso sito.

Il fine dei Forum per le scuole è quello di soddisfare almeno in parte questa esigenza, offrendo un ambiente interattivo che possa fare da ponte tra le due realtà. Cio' avviene attraverso una serie annuale di seminari on-line dedicati agli insegnanti ed agli studenti delle scuole secondarie superiori.
In questi seminari è possibile dibattere con il filosofo ospite e con le altre classi partecipanti, su aspetti significativi della ricerca filosofica attuale.

Il progetto

L'idea di fondo, che ispira il progetto, è già nel suo titolo: la partecipazione al forum si presenta simile ad un metaforico viaggio nel “laboratorio delle idee” in cui operano i filosofi, viaggio che rende possibile un contatto diretto con gli strumenti , le metodologie e le scuole di pensiero attraverso cui la ricerca filosofica viene realizzata. Il forum si propone come una sorta di visita virtuale all'officina del filosofo ospite, che offre agli insegnanti ed agli studenti l' opportunità di esaminare e discutere in prima persona e in modo interattivo le procedure tipiche del suo lavoro intellettuale, osservate nella loro concreta applicazione ad un problema determinato.

A chi si indirizza

Il forum è aperto a chiunque sia interessato a discutere o anche semplicemente approfondire come spettatore i temi filosofici in programma. Chiunque può iscriversi, una singola studentessa, un insegnante, un docente in pensione, un gruppo di genitori, un'intera scuola. Un invito speciale è tuttavia diretto agli insegnanti che volessero partecipare dirigendo il lavoro delle loro classi scolastiche.

"L'officina dei filosofi" nasce dalla certezza che in tante scuole italiane vi sia la curiosità ed il desiderio di tentare nuove strade per l'insegnamento e l'apprendimento della filosofia, attraverso le enormi potenzialità offerte dalla rete. Il forum si indirizza dunque soprattutto a quanti hanno fiducia nella possibilità di piccole e significative innovazioni nella pratica didattica, nonostante i disagi e le difficoltà del lavoro quotidiano in classe. Si tratta di evitare aspettative velleitarie in miracolose palingenesi, e di mostrare come l'uso accorto delle nuove tecnologie offra un'opportunità prima inimmaginabile di apertura e comune arricchimento delle proprie realtà locali.

Gli obiettivi

Gli obiettivi del Forum sono fondamentalmente due:

a) portare le classi delle scuole superiori a contatto con la ricerca filosofica attuale attraverso il dialogo diretto con coloro che la realizzano;

b) offrire l'opportunità di un esercizio diretto delle abilità argomentative, sollecitando così negli studenti le capacità di comprensione reciproca, di confronto dialettico, di analisi critica e di elaborazione costruttiva.

Modalità di svolgimento

Ogni seminario del Forum avrà il seguente formato:

1) Il filosofo ospite metterà a disposizione un suo breve testo - che sarà argomento della discussione - circa un mese prima dell'inizio. La redazione del Forum metterà il testo online e inserirà eventuali schede ed indicazioni di approfondimento, così da permettere un fruttuoso lavoro didattico all'interno delle classi partecipanti.

2) I partecipanti al Forum avranno l'opportunità di leggere e discutere il testo prima del dibattito, se lo desiderano.

3) Durante la settimana in cui avrà luogo il dibattito, la discussione con il filosofo ospite e gli altri partecipanti si svolgerà attraverso l'invio di e-mail da parte delle scuole partecipanti, con commenti, obiezioni, richieste di chiarimenti, etc. La discussione sarà moderata dal direttore del Forum solo ai fini di evitare possibili incidenti di comunicazione.

4) Già al momento dell'iscrizione gli insegnanti e le classi potranno indicare la loro disponibilità a svolgere la funzione di classe-discussant nel dibattito. Il compito della classe discussant consiste nel lanciare la discussione con un intervento critico introduttivo e quindi nel raccogliere il senso complessivo della discussione in un intervento conclusivo, alla fine del seminario.

5) E’ auspicabile che questa nuova esperienza didattica di comunicazione tra realtà scolastiche fisicamente lontane, ma accomunate da una identica disponibilità e curiosità culturale, serva a realizzare contatti e scambi tra le classi e tra i docenti che vi partecipano.
Anche dopo la conclusione dei diversi seminari, nel Forum resterà a disposizione una bacheca nella quale gli insegnanti e le classi potranno comunicare gli ulteriori sviluppi del loro lavoro didattico sugli argomenti affrontati nella discussione on-line.

6) Tutti i seminari e le relative discussioni resteranno disponibili on-line.

La struttura dell'insieme è volutamente semplice, trasparente e flessibile. Il fine è quello di restituire nella maniera più efficace l'essenza genuina del lavoro filosofico, quella che merita più di ogni altra cosa comunicare agli studenti di oggi.