L'EVOLUZIONE DEI PROGRAMMI DI FILOSOFIA NELLA SCUOLA ITALIANA

Istruzioni per l'insegnamento della filosofia nei licei
(dai Programmi del 1867)
L'insegnamento della filosofia elementare si compartirà nel modo seguente 1] Verrà dato in due anni a due classi di studenti. perché sebbene la sobrietà e facilità delle materie potesse far credere bastante un anno, tuttavia dovendosi mescolare gli esercizi alle lezioni, più tempo abbisogna; e inoltre per acquistar l'abito di riflessione interna si richiede non poca ripetizione d'atti.
2] Nel primo prevarrà l'insegnamento della teorica, nel secondo la pratica o gli esercizi; perciò gli esercizi liberi del pensiero più riescono, quanto più è innanzi l'ammaestramento; s'opera meglio intorno a una cosa, quanto più la cosa è nota.
3] In ogni anno adunque vi saranno lezioni e conferenze d'esercizi.
4] Ogni lezione sarà preceduta dalla ripetizione dei giovani, perché la ripetizione dei giovani, utile in ogni studio, nella filosofia elementare sembra vieppiù necessaria, dovendosi acquistare la padronanza del proprio pensiero.
5] Nel primo anno a due lezioni di cattedra terrà dietro una lezione di esercizio o conferenza.
6] Nel secondo anno due lezioni d'esercizi o conferenze seguiranno una lezione di cattedra.
7] Gli esercizi poi si faranno in tre modi:
Scegliendo da un filosofo greco, nelle traduzioni latine migliori (se nel testo non si potesse), o da un filosofo latino, massime da Cicerone, un luogo filosofico da esaminare, acciocché lo studio della filosofia meglio cooperi allo studio delle lettere antiche; il quale esercizio sarà principale tra gli altri.
Proponendo un quesito logico, per cui venga esercitato il giovane, così a voce, come in iscritto, a ben distinguere la forma genuina del ragionamento della sofistica, e sollevarsi alla definizione dei più importanti concetti.
Proponendo la soluzione di qualche difficoltà sulle teoriche già esposte.

Indicazioni del ministro Gentile per gli esami finali di Filosofia (1923)

Prova orale. -Dura non meno di 20 minuti e si svolge nel seguente modo:
1. Relazione di uno dei testi compresi nelle serie 3° e 4° del seguente elenco (A). Il candidato deve dare prova di averlo studiato direttamente, e di averne inteso il contenuto e lo spirito.
2. illustrazione critica di un passo, scelto dalla commissione esaminatrice, di uno dei testi compresi nella serie 1° e 2° e studiati dal candidato. Il quale passerà quindi ad esporre in modo analitico e ragionato il testo relativo nel suo svolgimento e logico organismo e risponderà ad interrogazioni sugli antecedenti e sulle conseguenze storiche della dottrina esposta, con opportuni riferimenti e notizie occasionali circa la vita, gli scritti e le dottrine principali di filosofi maggiori e di celebri scuole filosofiche.
Il candidato deve avere studiato sei testi, uno per ciascuna delle prime due serie. e due per ognuna delle altre due (si considerano come un solo testo quelli elencati nello stesso numero), e un sommario di storia della filosofia.
È data facoltà al candidato di studiare degli autori compresi nel seguente elenco altre opere o altre parti delle stesse opere ivi indicate, purché le une e le altre riguardino i problemi della conoscenza e i problemi morali.
Sono consentite le traduzioni.

II.

I. Il Problema della conoscenza. –Il candidato commenterà passi da una delle seguenti opere o gruppi di opere, inquadrando storicamente e teoricamente la dottrina esposta:

Serie A:
Platone, Eutifrone e Teeteto.
Id. Protagora e Menone.
Id. Ippia maggiore, Ione e F edro.
Id. Filebo e Politico.
Aristotele, De Anima (estratti).
Id. Metafisica (estratti).
Bacone, Novum Organum (estratti).
Descartes, Discorso sul Metodo, e I libro dei Principi i filosofia.
Id. Meditazioni, ed estratti dalle Obbiezioni e risposte.
Spinoza, Etica, parte I ed estratti dalla II.
Vico, Estratti dall'Autobiografia e dalla Scienza Nuova.
Kant, Critica della ragion pura (estratti).
Id. Prolegomeni.
Hegel, Enciclopedia (Introduzione, preliminari §§ 19-78 ed estratti dalla parte III).

2. Il candidato esporrà una delle seguenti opere e parti di opere, inquadrando sempre storicamente e teoricamente la dottrina esposta:

Serie B:
Lucrezio, De rerum natura (lib. II a V).
Giordano Bruno, De la causa, principio e uno.
Galilei, Antologia.
Bacone, Cogitata et visa, e lo schema del De Dignitate, lib. II-IX.
Locke, Saggio sull' intelletto umano (estratti).
Leibniz, Nuovi saggi. Prefazione e lib. I.
Berkeley, Trattato sui principii della conoscenza umana.
Hume, Trattato sulla natura umana (un libro, con estratti dei Saggi).
Condillac, Trattato delle sensazioni (estratti).
Galluppi, Estratti dalle Lettere filosofiche e dalle Lezioni.
Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, lib. I.
Rosmini, Introduzione alla filosofia (estratti).
Id. Nuovo saggio (estratti).
Gioberti, Introduzione allo studio della filosofia (estratti).
Id. Protologia (estratti).
Herbart, Introduzione alla filosofia (Preliminari e Logica).

3. Il Problema morale. -Il candidato commenterà passi scelti di una delle seguenti opere o gruppi o parti di opere, inquadrando storicamente e teoricamente la dottrina esposta:

Serie C:
Platone, Critone, Alcibiade maggiore, Gorgia.
Id. Convito e Fedone.
Id. Repubblica (estratti).
Aristotele, Etica a Nicomaco (estratti),
Kant, Critica della ragion pratica (estratti),
Id, Fondazione della metafisica dei Costumi (estratti),

4, Il candidato esporrà una delle seguenti opere inquadrando storicamente l'autore prescelto:

Serie D:
Aristotele, Politica (estratti)
Cicerone, Tusculane, lib. IV ed estratti degli altri libri; De officiis
Seneca, ,Lettere Scelte a Lucilio, ed estratti dai Trattati morali
Epitteto, Manuale,
Epicuro, Massime capitali
Marco Aurelio, Ricordi
Antologia dal Nuovo Testamento,
Hobbes, Leviatano (estratti),
Leibniz, Teodicea (estratti dalla I e III parte),
Rousseau, Contratto Sociale,
Bentham, Deontologia (estratti),
Manzoni, Appendice al cap. III della Morale Cattolica
Fichte, La missione del dotto
Guglielmo di Humboldt, I limiti dell’azione dello Stato
Hegel: Filosofia del diritto (estratti),
Rosmini, Principii della Scienza morale e Storia comparativa e critica dei sistemi intorno ai principi della morale (estratti),
Spaventa, Principi di Etica

Oltre questa prima forma di esame, ne è ammessa una seconda nella quale il candidato esporrà quattro delle opere sopra elencate (leggendo e commentando alcuni passi a scelta dell'esaminatore) come documento di quattro fondamentali indirizzi filosofici (p. es. intellettualismo, empirismo, criticismo, idealismo), inquadrando storicamente gli autori prescelti).

AVVERTENZE

Poiché studiare filosofia non significa già studiare certa determinata materia, ma sollevarsi a considerare filosoficamente certi problemi, non c' è nella filosofia una parte elementare diversa da quella propriamente dottrinale e sistematica. Ci sono, invece, problemi fondamentali (conoscenza e moralità) e atteggiamenti fondamentali dello spirito (intellettualismo, empirismo, criticismo, idealismo). Si ammettono i due tipi d'esame. Uno che faccia svolgere e chiarire i due problemi della conoscenza e della moralità; l'altro che faccia esporre e valutare i quattro atteggiamenti fondamentali di cui sopra.
In ogni caso, i problemi mostrano tutto il loro valore nella trattazione che ne han fatta i grandi filosofi, i quali li hanno vissuti con tutta l'originalità e la profondità del loro spirito, laddove si inaridiscono negli espositori di seconda mano. E poiché filosofare è soprattutto esercitare la libertà del pensiero, anzi formarla nel riconoscimento e nella instaurazione delle intime leggi dello spirito, non si richiederà mai nell'esame di filosofia uno sforzo della memoria impegnata in astratte affermazioni e negazioni, ma si vorrà la penetrazione del pensiero altrui che sia slancio e moto del pensiero stesso del candidato.

Programmi di insegnamento per i licei (1944) - Filosofia
Il corso di filosofia deve essere preceduto da un'introduzione la quale miri a porre in luce che la filosofia non è qualcosa di avulso dalla vita, ma è anzi la vita stessa che vuol farsi consapevole di sé, onde realizzare gradualmente il processo verso la liberazione. Tutti gli uomini si pongono il problema filosofico, ma solo nella coscienza filosofica questo assume quella piena consapevolezza che non ha nella coscienza comune. Occorre accennare ai caratteri peculiari della filosofia, per cui essa si distingue dalle scienze speciali e dalle altre forme di attività spirituali, nonché ai legami imprescindibili che a queste la uniscono. A tale introduzione deve seguire nel triennio una trattazione storica, non limitata al solo inquadramento degli autori letti, ma diretta ad approfondire la genesi delle singole dottrine e i loro rapporti reciproci, mettendo cioè in rilievo che la successione storica è lo stesso sviluppo del pensiero.
Inoltre lo svolgimento del pensiero filosofico dev'essere considerato in continuo rapporto con l'evoluzione politica, sociale ed economica, vale a dire con la storia tutta che rimane essenzialmente una anche attraverso la varietà dei cosiddetti "fattori" che la compongono.

I Classe: La ricerca di un elemento unitario universale come causa prima del pensiero greco, presofistico. Impossibilità di trovare tale causa prima fra gli elementi della natura. Il delinearsi della dialettica dell'essere e del divenire. La convinzione naturalistica della necessità di un approfondimento della conoscenza della natura perché tale sintesi possa effettuarsi; l’atomismo.

L'insufficienza del naturalismo. Il merito dei sofisti: il problema dell'uomo. Il loro demerito: la perduta coscienza dell'esistenza unitaria universale. La ripresa di tale coscienza con la socratica teoria del concetto; sintesi dell'importanza dell'universalità affermata dal naturalismo presofistico e dell'importanza della soggettività affermata dai sofisti.

Insufficienza del concetto socratico. L'idea platonica. La reminiscenza. Critica aristotelica del dualismo platonico. La necessaria immanenza della forma sostanziale nelle cose. L'universale. Il concetto di potenza e di atto. Il primo motore.

Decadenza della potenza speculativa: analisi dei sistemi dei maestri (accademici e peripatetici). Il prevalere dell'interesse etico (storici ed epicurei). L'assurdo del pensiero che vuole stabilire limiti a se stesso (scetticismo).

Approfondimento dell'interesse etico e aspirazioni al trascendente. L'importanza di Alessandria. La "metafisica religiosa" e la formazione del neoplatonismo di Plotino. La rivelazione cristiana e i fondamenti dottrinali del Cristianesimo. La Patristica, S. Agostino.

Misticismo e razionalismo nel pensiero del Medioevo. La questione degli universali. L'aristotelismo e S. Tommaso. La reazione volontaristica da Duns Scoto a Occam.

Leggere e commentare un'opera (o estratti di un'opera organicamente collegati) di autori classici appartenenti al periodo studiato, in modo da darne una chiara idea. A semplice titolo indicativo si dà il seguente elenco di autori e di opere; ma si lascia libertà di scelta al di fuori di esso:

Platone: Un dialogo, Protagora, Gorgia, Repubblica (estratti), Fedro, Fedone, Teeteto, Parmenide, Sofista, Filebo, Timeo; Aristotele: Dall'anima (estratti); Aristotele: Metafisica (estratti); Aristotele: Poetica (estratti); Seneca: Lettere scelte a Lucilio ed estratti dei trattati morali; S. Agostino: De Vera Religione; S. Agostino: De Civitate Dei (estratti); S. Agostino: Confessioni (estratti); Anselmo d'Aosta: Monologo; Tommaso d'Aquino: De Unitate intellectus; Tommaso d'Aquino: Summa theologica (estratti).

Dai programmi Brocca (1992)
Finalità

Le finalità dell'insegnamento della filosofia sono:
1. La formazione culturale completa di tutti gli studenti del triennio attraverso la presa di coscienza dei problemi connessi alle scelte di studio, di lavoro e di vita, ed un approccio ad essi di tipo storico-critico-problematico.
2. La maturazione di soggetti consapevoli della loro autonomia e del loro situarsi in una pluralità di rapporti naturali ed umani, implicante una nuova responsabilità verso se stessi, la natura e la società, un'apertura interpersonale ed una disponibilità alla feconda e tollerante conversazione umana.
3. La capacità di esercitare la riflessione critica sulle diverse forme del sapere, sulle loro condizioni di possibilità e sul loro "senso", cioè sul loro rapporto con la totalità dell'esperienza umana.
4. L'attitudine a problematizzare conoscenze, idee e credenze, mediante il riconoscimento della loro storicità.
5. L'esercizio del controllo del discorso, attraverso l'uso di strategie argomentative e di procedure logiche.
6. La capacità di pensare per modelli diversi e di individuare alternative possibili, anche in rapporto alla richiesta di flessibilità nel pensare, che nasce dalla rapidità delle attuali trasformazioni scientifiche e tecnologiche.

Obiettivi di apprendimento
1. Riconoscere e utilizzare il lessico e le categorie essenziali della tradizione filosofica (ad es. natura, spirito, causa, ragione, principio, fondamento, idea, materia, essere, divenire, esperienza, scienza, diritto, dovere, individuo, persona, società, Stato).
2. Analizzare testi di autori filosoficamente rilevanti, anche di diversa tipologia e differenti registri linguistici (dal dialogo al trattato scientifico, alle "confessioni", agli aforismi).
3. Compiere, nella lettura del testo, le seguenti operazioni:
3.1. definire e comprendere termini e concetti;
3.2. enucleare le idee centrali;
3.3. ricostruire la strategia argomentativa e rintracciarne gli scopi;
3.4. saper valutare la qualità di un'argomentazione sulla base della sua coerenza interna;
3.5. saper distinguere le tesi argomentate e documentate da quelle solo enunciate;
3.6. riassumere, in forma sia orale che scritta, le tesi fondamentali;
3.7. ricondurre le tesi individuate nel testo al pensiero complessivo dell'autore;
3.8. individuare i rapporti che collegano il testo sia al contesto storico di cui è documento, sia alla traduzione storica nel suo complesso;
3.9. dati due testi di argomento affine, individuarne analogie e differenze;
4. Individuare analogie e differenze tra concetti, modelli e metodi dei diversi campi conoscitivi, a partire dalle discipline che caratterizzano i diversi indirizzi di studio.
5. Confrontare e contestualizzare le differenti risposte dei filosofi allo stesso problema (ad esempio ai problemi indicati nei "nuclei tematici" opzionali).
6. individuare e analizzare problemi significativi della realtà contemporanea considerati nella loro complessità (anche per l'individuazione di questi si suggerisce il ricorso ai "nuclei tematici" opzionali).

4.2.5/4.3.1. Indirizzo classico
Contenuti
Terzo Anno
Il docente, nell'ambito della programmazione didattica, dovrà trattare:
A) 1. Platone
2. Aristotele
B) Almeno tre nuclei tematici tra quelli sottoindicati, a titolo di esempio, ferma restando la possibilità di costruire altri percorsi:
1. La nascita della filosofia in Grecia.
2. La filosofia greca e le culture dell'antico Oriente.
3. La filosofia e la polis: i Sofisti e Socrate.
4. Individuo e cosmo nell'età ellenistico-romana: epicureismo-stoicismo-scetticismo.
5. Filosofia e scienza nel pensiero antico.
6. L'incontro tra la filosofia greca e le religioni bibliche.
7. Il neoplatonismo.
8. Agostino d'Ipponia.
9. Filosofia e scienza nelle civiltà araba ed ebraica.
10. Tommaso d'Aquino.
11. Teologia, filosofia e scienza nel secolo XIV.
Tutti gli argomenti dovranno essere affrontati a partire dalla lettura dei testi, secondo una scelta calibrata per ampiezza, praticabilità e leggibilità. Non si potrà, ovviamente, prescindere da un inquadramento storico degli argomenti e dalla ricostruzione dei nessi che li collegano.
[...]
Indicazioni didattiche (comuni a tutti gli indirizzi)
Le scelte metodologiche rispondono alla convinzione che l'insegnamento della filosofia nella scuola secondaria superiore sia da intendersi non come trasmissione di un sapere compiuto, ma come educazione alla ricerca, cioè acquisizione di un abito di riflessione e di una capacità di dialogare con gli autori, che costituiscono la viva testimonianza della ricerca in fieri.
È compito specifico della programmazione tradurre in pratica di insegnamento i programmi, attraverso la loro distribuzione temporale in unità e sotto-unità didattiche, rendendo compatibili gli obiettivi stabiliti, da intendersi in ogni caso come vincolanti, con i limiti di spazio e di tempo disponibili.
In particolare il docente dovrà curare e motivare l'approccio degli studenti al pensiero ed al linguaggio filosofico, realizzando la continuità tra l'esperienza dei giovani e la tradizione culturale. La didattica ha, infatti, un ruolo decisivo nella funzione di mediazione tra i testi dei filosofi e il mondo culturale giovanile, caratterizzato dalla forte presenza di linguaggi non verbali. Attraverso la lettura del testo va esplicitata la struttura della disciplina in termini sia semantici (linguaggi-concetti-teorie), sia sintattici (modalità di argomentazione e controllo delle ipotesi), sia storico-critici (con riferimento al contesto), in modo da attivare, nel contempo, processi di apprendimento che pongano strutture della disciplina in rapporto con la struttura conoscitiva del discente, sviluppando apprendimenti di diverso livello. A tale proposito sarà utile coinvolgere gli studenti nella programmazione.
Si offrono pertanto alcune indicazioni essenziali, che scaturiscono dalla nuova qualità dell'insegnamento della filosofia nel curricolo scolastico di tutti gli indirizzi:
1. Gli argomenti dovranno essere affrontati attraverso la lettura dei "testi", cioè delle opere dei filosofi studiati, considerati nella loro interezza o in sezioni particolarmente significative. Queste dovranno essere scelte in modo non troppo frammentario, cioè secondo dimensioni di ampiezza tale da assicurare al testo una sua unità, completezza e comprensibilità. È da escludersi il ricorso a semplici riassunti o sillogi.
La scelta dei testi (opere o sezioni di opere) dovrà inoltre tener conto della loro leggibilità, cioè dell'accessibilità del linguaggio e dei contenuti commisurata al grado di conoscenze posseduto dallo studente.
2. La lettura del testo va programmata sulla base della competenza lessicale (comprensione dei termini), semantica (approfondimento delle idee e dei nodi problematici) e sintattica (ricostruzione dei procedimenti argomentativi).
3. Il testo dovrà essere letto ed interpretato nel suo contesto storico, inteso sia secondo una dimensione sincronica, cioè come risposta alle problematiche del proprio tempo ed in relazione ai testi degli altri campi disciplinari coevi, sia secondo una dimensione diacronica, cioè come momento particolare di un processo cronologicamente più esteso.
A tale proposito si suggerisce l'opportunità di adoperare oltre alle edizioni o traduzioni di testi "classici", una varietà di strumenti (manuali, antologie, dizionari filosofici, monografie critiche con la storia delle interpretazioni dell'autore), che consentano di ricostruire, pur attraverso percorsi differenziati, i termini e gli interlocutori essenziali del confronto delle idee.
4. Per la verifica i docenti sono autorizzati a fare uso dei seguenti strumenti:

1. la tradizionale interrogazione;

2. il dialogo e la partecipazione alla discussione organizzata;

3. prove scritte quale la parafrasi, il riassunto ed il commento di testi letti, la composizione di scritti sintetici che esprimano capacità argomentative;

4. i "tests" di comprensione della lettura (risposte scritte a quesiti predisposti dall'insegnante e concernenti letture svolte).

Il ricorso a questa ampia gamma di prove è giustificato dal fatto che l'educazione filosofica richiede il possesso sicuro degli strumenti della comunicazione sia orale che scritta, espressioni rispettivamente della capacità argomentativa e dell'impegno di riflessione tipici della disciplina.
È inoltre opportuno richiamare l'attenzione sulla distinzione tra le verifiche formative, che dovranno essere tempestive e frequenti, essendo finalizzate al recupero delle carenze, e le valutazioni sintetiche, che si riferiscono ai livelli conoscitivi raggiunti nelle fasi conclusive.
Indicazioni didattiche supplementari per gli indirizzi tecnologici ed economici
L'insegnamento della filosofia in questi indirizzi raggiungerà le sue finalità e gli obiettivi, generali e comuni a tutti gli indirizzi, soltanto tenendo conto del tipo e del livello di formazione che già si è fortemente predeterminata negli studenti del secondo e terzo anno del triennio, ai quali è rivolto, ad opera delle discipline specifiche e caratterizzanti. In questa ottica si comprenderà come la strumentazione concettuale e le pratiche didattiche, proprie della filosofia, trovino la più utile collaborazione nelle attività di analisi-sintesi e di ricostruzione storico-culturale che favoriscono la comprensione riflessa delle basi cognitive ed operative già acquisite dagli alunni.
A questo scopo le tematiche indicate nel programma costituiscono un'ampia e densa intelaiatura concettuale e di prospettive storiche, in riferimento alla quale il ricorso alla lettura diretta del testo filosofico è in grado di fornire una ricca gamma di termini e di formulazioni, quali spunti di riflessione e strumenti di conoscenza. Ma non si raggiungerebbero esiti corrispondenti a quegli obiettivi che ci si prefigge nelle scelte dei temi, senza una strategia di composizione ben connessa, da predisporre sulla base di una griglia essenziale di concetti sottesa alla complessità dell'argomento. Su tale griglia vanno costruiti uno o più percorsi lungo lo sviluppo argomentativo e logico del tema, mediante l'uso di termini-chiave che ne segnino le tappe e gli snodi determinanti.
L'insegnante avrà quindi cura di programmare le sue scelte provvedendo dapprima all'opportuna ricognizione del campo che intende trattare, per rilevare soprattutto l'interrogativo che l'ha aperto e l'articolazione successiva delle tesi relative. In seguito l'insegnante procederà, secondo criteri di chiarezza, semplicità e coerenza, alla predisposizione delle letture necessarie, e adotterà le opportune ed essenziali modalità di approccio al lessico ed al contenuto di ciascuna opera. Volendo conseguire trattazioni più ampie e al tempo stesso più sintetiche di un argomento, si possono anche connettere vari percorsi in continuità su di uno stesso tema, o intrecciare tra di loro i percorsi costruiti su temi affini.