L'ASCESA AL POTERE DI HITLER

Terza liceo classico indirizzo artistico

Questa unità didattica si è svolta dopo il giorno della Memoria. In quest’occasione la classe ha svolto un approfondimento sull’antisemitismo in Germania. Sin dalla prima liceo, inoltre, all’ interno del programma di storia si è cercato di evidenziare il ruolo giocato dagli stereotipi negli eventi storici, con particolare riferimento ai vari progrom.

La classe deve aver affrontato le problematiche inerenti alla fine della prima guerra mondiale con riferimento alla situazione della Germania. In particolar modo è necessario che sia radicata la visione di crisi degli anni venti-trenta nel mondo.

Deve padroneggiare il concetto di totalitarismo.

Arte : le avanguardie. La pittura di regime. Cinematografia nazionalsocialista. Analisi di Olympia sulle Olimpiadi di Berlino di Leni Riefensthal (1938)

Italiano: critica alla rivista surrealista "Littérature" (1919)

Critica alle opere di Thomas Mann

Filosofia: Heidegger, Sartre.

Questa lezione, collocandosi nell’ambito di una programmazione generale, ha come finalità di concorrere al consolidamento della formazione negli allievi di una mentalità storica.

L’orientamento è quello di sviluppare un’interconnessione fra piano storico, politico e culturale al fine di promuovere una visione problematica degli eventi, attraverso l’analisi dell’interpretazione di alcune fonti storiche (documenti)

Lo sviluppo delle capacità critiche è finalizzato ad una comprensione maggiore del proprio tempo.

Acquisire una visione chiara dal punto di vista storico, politico e culturale degli anni che vanno dal 1933 al 1938 in Germania.

a) Essere in grado di riproporre in modo autonomo gli eventi analizzati, aiutandosi con i testi.

b) Inserire l’ascesa di Hitler al potere in un quadro storico più ampio

c) Cogliere l’importanza della strategia del consenso attraverso l’utilizzo dei mass-media

d) Operare un confronto critico col presente

 

La lezione è di tipo frontale, nella prima fase e dialogica, supportata dai testi nella seconda.

I nodi problematici da affrontare:

a) piano economico:

Grazie alla sua elevata cultura industriale, la Germania nonostante le clausole pesanti

del Dicktat, dimostrò notevole capacità di ripresa. L’occupazione franco-belga della Rhur determinò gravi conseguenze all’economia tedesca, e fu l’inizio dell’affermarsi del nazionalsocialismo.

Gli Stati Uniti intervennero con il piano Dawes (una manovra finanziaria con cui l’America mise la Germania in condizione di pagare i debiti verso gli alleati. Esso fu attuato a partire dal ‘24 e prevedeva che i francesi sgombrassero la Rhur, ed un finanziamento di 800 milioni di marchi oro. Le riparazioni sarebbero state pagate dalla Germania a rate annuali crescenti.

Con la crisi americana del ‘29, i prestiti furono ritirati e la Germania rimase "fuori controllo". Tra il 1930 ed il ‘32 la produzione industriale subì una involuzione produttiva del 50%. La disoccupazione aumentò. I nazisti sostenuti dai finanziamenti dei grandi trust iniziarono la loro ascesa.

b)piano politico:

fallimento Rep. Di Weimer

La Repubblica di Weimer era estremamente avanzata dal punto di vista costituzionale, ma non riuscì a mantenere il consenso a causa della rovinosa situazione finanziaria.

All’interno del paese si rafforzarono le organizzazioni paramilitari di estrema destra come le S.A. (sezioni d’assalto)naziste. Ben presto divenne una "Repubblica senza repubblicani".

Hindenburg (Presidente della Repubblica) chiamò Hitler a presiedere un governo di coalizione con altre forze della destra nazionalistica. Affinchè il Reichstag avesse una composizione omogenea lo sciolse ed indisse nuove elezioni. Nella campagna le le la polizia fu utilizzata come strumento repressivo dell’opposizione.

Fu inscenato l’incendio doloso del Reichstag per farne ricadere la responsabilità sui comunisti, subito imprigionati. Hitler emanò un decreto per la difesa dello Stato che limitò gravemente i diritti dei cittadini. Il Parlamento, privato di forza fu costretto a concedere pieni poteri ad Hitler. I partiti e sindacati furono vietati e si sciolsero. Il 1 dicembre si declamò l’unità fra stato e partito. Alla morte di Hindenburg (1934), vi fu l’unificazione delle cariche di presidente e di cancelliere nelle mani di Hitler.

Gli industriali per fornire il loro appoggio a Hiltler vollero che si eliminassero le forze eversive all’interno del partito, rappresentate dalle S.A. Gli organi dirigenti delle SA erano infatti favorevoli a statalizzare le strutture economiche e a subordinare al controllo politico l’esercito.

La notte del 30 giugno 1934 i reparti delle SS assassinarono gli uomini dello stato maggiore delle SA

Nel 1935 furono varate le Leggi di Norimberga che sancirono la discriminazione razziale. Gli ebrei furono privati dei diritti politico-civili.

L’8 ed il 9 novembre del 1938 s’organizzo un progrom che portò alla devastazione di case e negozi.

c) piano culturale:

Il potere di Hitler s’affermò basandosi soprattutto sugli stereotipi ed i pregiudizi sedimentati nel popolo tedesco.

L’antisemitismo dilagante fu un’ottimo motivo per accusare il popolo giudaico dei problemi della nazione. Obiettivo era appropriarsi degli ingenti beni degli ebrei tedeschi.

I nazisti si presentarono come gli unici rappresentanti del popolo tedesco.

Grazie all’abilità di Goebbels, una gigantesca macchina propagandistica fu messa in azione. Egli intuendo il potere della radiofonia l’utilizzò per una capillare opera d’indottrinamento ideologico. L’obiettivo fu quello di creare una "comunità popolare" caratterizzata dalla purezza della razziale. L’appello ad integrarsi in questa comunità è uno dei maggior elementi di coesione ideologica.

Il Fronte del Lavoro è l’organismo (1933) che meglio esprime questa concezione. Nato come strumento d’integrazione fra imprenditori ed operai in realtà esso tutelò solo gli interessi dei primi, diventando un potente strumento di mobilitazione alla guerra.

L'Hitlerjugend è l’organizzazione parallela al partito che inquadra i giovani tedeschi dai 10 ai 18 anni. Il suo compito è quello d’instillare loro i fondamenti ideologici del nazismo. Attraverso una continua mobilitazione di carattere paramilitare

il cinema si dimostrò da subito il medium più efficace della capillare propaganda nazista, non tanto come veicolo di comunicazione del messaggio, quanto strumento di adesione collettiva che affondò le sue radici nell’irrazionale, rafforzando il livello di fanatismo già raggiunto attraverso stampa e radio. L’ascesa al potere del nazismo portò quindi a una fondamentale ‘restaurazione’ della struttura cinematografica, a partire dall’istituzione del Ministero della propaganda con a capo Joseph Goebbels, che volle sia l’epurazione di tutti gli individui giudicati sospetti sia un accurato controllo di tutte le fasi di produzione attraverso la censura. Lo stesso concetto di critica cinematografica venne sostituito dal ‘racconto del fenomeno artistico’ e s’istituì la cosiddetta attribuzione di predicato, una sorta di qualificazione a opera della censura che premiava, anche mediante agevolazioni fiscali, i prodotti più esplicitamente legati alla propaganda di regime.

Il cinema divenne uno degli strumenti di educazione del popolo, e come tale mise al bando ‘l’arte degenerata’ dell’espressionismo e della nuova oggettività, in favore di un naturalismo a metà strada tra stilizzato e illustrativo. Il risultato fu una semplificazione al massimo grado del tessuto narrativo a favore della cosiddetta Schwarzweißdramaturgie, la ‘drammaturgia in bianco e nero’, esasperatamente manichea, che contrapponeva il sano eroe tedesco dalle fattezze ariane, al nemico del popolo o al parassita sociale, in un simbolismo del tutto stereotipato, sullo sfondo di una Germania idilliaca. Si creò il Wochenschau (‘cinegiornale’) e si affermarono i documentari, il cui apice fu Triumph des Willens (Il trionfo della volontà, 1934) di Leni Riefenstahl Proliferarono i film storici d’ispirazione prussiana, come Fridericus (1936) di Johannes Meyer che, oltre a legittimare lo sforzo bellico, tracciarono un’ideale continuità tra Federico il Grande e Hitler.

Anche l’architettura era volta ad affermare la grandezza del regime. Speer creò dei giochi di luce sofisticati come sfondo ai comizi di Hitler. I palazzi mutarono divenendo massicci ed imponenti. Troneggiavano riferimenti al potere e all’impero come l’uso dell’aquila. Tutto doveva essere esagerato nella forma e spartano nelle linee.

Tutti i brani sono presenti nel libro di testo adottato. Questo è derivato dalla necessità di stimolare gli alunni ad utilizzare il manuale in modo strumentale per l’acquisizione di una conoscenza storica. All’interno di questa sezione vi sono altri brani altrettanto interessanti. E’ produttivo citarli in modo "informale", presentando per ognuno qualche aspetto di rilievo al fine di accrescere l’interesse per una lettura autonoma e personale.

a) lettura di un brano del "secondo libro" di Hitler (1928)

"Il libro segreto di Hitler", trad. Di A. Pellegrini, Longanesi, Milano 1964, pp 66-76

Questo brano è introdotto nel momento in cui si chiariscono le idee guida del nazionalsocialismo.

Si dovrà porre in rilievo :

b) Brano di un discorso di Hitler sulla cultura tenuto al raduno annuale del partito nazionalsocialista del 1937.

A. Teut,"L’architettura del Terzo Reich", trad. Di R. Tatafiore, Mazzotta, Milano 1976, pp 80-82.

Questo brano è da inserire durante la presentazione dell’importanza dell’immagine per il nazionalsocialismo.

Propone la presa di coscienza di come il linguaggio artistico, in questo caso architettonico, dovesse trasmettere un concetto politico.

c) Lettera ad un artista degenerato

W. Hofer, "Il nazionalsocialismo, trad. Di S. Bologna, Feltrinelli, Milano, 1964, pp80-81 .

Per creare una connessione interdisciplinare con arte è utile citare l’idea della repressione dei movimenti artistici d’avanguardia da parte di Hitler.

immaginario contadino del popolo tedesco

L’argomento sarà compreso nella verifica scritta a saggio breve sulla comparazione del fascismo italiano e del nazionalsocialismo tedesco

Interrogazione orale

2 ore di lezione ed una d’interrogazione.