CESARE BECCARIA

Dei delitti e delle pene

[I fondamenti della filosofia politica di Beccaria: stato di natura, alienazione di diritti, stato sociale]

I. Origine delle pene

Per spiegare l’origine delle pene, Beccaria descrive l’origine della società a partire dallo stato di natura.

Lo stato di natura è uno stato…

Per uscire dallo stato di natura gli uomini alienano…

Nella società gli uomini conservano ancora dei diritti? Qual è la differenza rispetto allo stato di natura?

Che cos’è la sovranità di una nazione?

Che cosa sono le leggi?

A che cosa servono le pene?

II. Diritto di punire

Da dove deriva il diritto di punire?

Quando una pena è ingiusta?

[Conseguenze dei principi enunciati]

III. Conseguenze

Chi ha il diritto di decretare le pene? Perché?

Il sovrano ha un potere assoluto sugli individui o limitato? Perché?

L’atrocità delle pene è non solo inutile, ma contraria “alla giustizia ed alla natura del contratto sociale”. Perché?

IV. Interpretazione delle leggi

Il giudice deve interpretare le leggi? Perché?

“In ogni delitto si deve fare dal giudice un sillogismo perfetto: la maggiore dev’essere la legge generale, la minore l’azione conforme o no alla legge, la conseguenza la libertà o la pena”. Spiega quest’affermazione, eventualmente costruendo un esempio.

Oscurità delle leggi

In questo capitolo, che sviluppa i concetti precedenti, ricorrono alcuni temi caratteristici della critica illuministica. Puoi metterne in rilievo alcuni:

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[Delitti e pene]

Proporzione fra i delitti e le pene

Beccaria enuncia il principio: “E’ interesse comune che […] i delitti […] siano più rari a proporzione del male che arrecano alla società”. Le pene sono “ostacoli politici” ai delitti. Quale conseguenza deriva dal principio precedente circa l’entità delle pene?

Il metodo usato dal Beccaria esemplifica in modo molto chiaro la “razionalità” illuministica. Puoi metterne in luce gli aspetti che ti sembrano più significativi?

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Errori nella misura delle pene

Il principio precedentemente enunciato, benché fondato sulla ragione, non è stato universalmente riconosciuto. Ne sono derivati alcuni errori tipici nella misura dei delitti. Individua questi errori e cerca di portarne degli esempi:

Errore Ragione dell’errore Esempio
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XII. Fine delle pene

Dopo aver ripreso i temi precedenti, Beccaria afferma che “quelle pene dunque e quel metodo d’infliggerle deve esser prescelto che, serbata la proporzione, farà una impressione più efficace e più durevole sugli animi degli uomini, e la meno tormentosa sul corpo del reo”. Ricostruisci l’argomentazione con cui Beccaria giunge a questa conclusione.

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XVI. Della tortura

[La tortura è non solo ingiusta, ma anche inutile o controproducente rispetto ai fini per cui è utilizzata]

Quali sono le ragioni per cui si fa uso della tortura?

a)……………………………………………………………………………………………………………………………

b)……………………………………………………………………………………………………………………………

c)……………………………………………………………………………………………………………………………

d)……………………………………………………………………………………………………………………………

Quali sono le ragioni per cui la tortura è ingiusta?

“Un uomo non può chiamarsi reo prima della sentenza del giudice”. Ne consegue che la tortura è ingiusta perch酅…………………………………………………………………………………………………………………

La tortura è ingiusta perché esige che “un uomo sia nello stesso tempo accusatore ed accusato”.

Il dolore (o meglio la resistenza al dolore) è un criterio di verità inattendibile. Spiega questa affermazione, illustrandola con l’esempio portato da Beccaria.

La tortura non può essere “purgazione dell’infamia”. Spiega questa critica di Beccaria:

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Beccaria ritorna quindi sul tema dell’inattendibilità (inutilità) della tortura come strumento per la ricerca della verità. Spiega la sua critica, sottolineando le frasi che ti sembrano più significative.

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Beccaria non solo ritiene che la tortura sia inattendibile come metodo per la ricerca della verità, ma aggiunge che addirittura essa conduce più facilmente alla falsità che alla verità (a giudicare innocente il reo, o reo l’innocente). Individua e ricostruisci l’argomento.

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In questo capitolo si trova un riferimento alle concezioni politiche dell’Illuminismo. Quale?

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XVIII. Dei giuramenti

[“Una contradizione fralle leggi e i sentimenti naturali dell’uomo nasce dai giuramenti che si esigono dal reo, acciocché sia un uomo veridico, quando ha il massimo interesse di essere falso”].

La richiesta di giuramenti è ingiusta e inutile, perché:

ingiusta: ………………………………………………………………………………………………………………………… inutile: ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

XIX. Prontezza della pena

[“Quanto la pena sarà più pronta e più vicina al delitto commesso, ella sarà tanto più giusta e tanto più utile”]

Il principio della prontezza della pena è una delle maggiori acquisizioni dell’opera del Beccaria.

Quali sono le ragioni per cui “quanto la pena sarà più pronta, tanto sarà più giusta”?

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Quali sono le ragioni per cui se la pena è pronta, essa è più utile?

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In generale, qual è l’utilità del carcere preventivo?

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Che cosa afferma Beccaria sulla durata dei processi?

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XXI. Pene dei nobili

[Le pene “esser debbono le medesime pel primo e per l’ultimo cittadino”]

XXII. Furti

[“Questo non è per l’ordinario che il delitto della miseria e della disperazione”]

Quale giudizio dà Beccaria del diritto di proprietà?

Quale pena spetta a chi, commettendo un furto, viola il diritto di proprietà?

XXVI. Dello spirito di famiglia

[La società deve essere un’unione di uomini, non di famiglie]

Qual è la differenza tra la struttura della repubblica e quella della famiglia?

Perché una società libera (una repubblica) deve essere considerata un’associazione di uomini e non di famiglie?

XXVII. Dolcezza delle pene

[“Uno dei più gran freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma l’infallibilità di esse”]

In questo capitolo troviamo enunciata ed argomentata un’altra tesi centrale dell’opera: la condanna delle pene crudeli.

Quando una pena è efficace?

Chi commette un delitto compie una sorta di calcolo dell’utilità attesa dal delitto stesso e dalla pena che ne consegue. Utilità e danno in che termini sono misurati? Dipendono solo dal piacere e dal dolore che ne possono conseguire o anche da altri parametri?

Perché e quando una pena mite può essere più utile di una crudele?

La pena mite è anche più giusta? Perché?

Trovi altre critiche alla crudeltà delle pene?

XXVIII. Della pena di morte

[La pena di morte non è “né utile né necessaria”]

La pena di morte non è giusta. Beccaria argomenta ciò appellandosi ai fondamenti della sovranità e delle leggi. In particolare utilizza due argomenti che fanno riferimento all’alienazione originaria dei diritti. L’uomo non può lasciare ad altri “l’arbitrio d’ucciderlo” perché:

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se anche l’avesse voluto, non avrebbe potuto perch酅……………………………………………………………

Quali sono le ragioni per cui la pena di morte è considerata necessaria?

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Beccaria respinge in generale queste ragioni o le ammette in circostanze particolari?

La pena di morte è inutile: Beccaria lo argomenta per due vie, una storica e l’altra teorica. Riassumile brevemente:

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XXIX. Della cattura

[“La sola legge determini i casi nei quali un uomo è degno di pena”]

XXXI. Delitti di prova difficile

[“Non si può chiamar precisamente giusta una pena di un delitto, finché la legge non ha adoperato il miglior mezzo possibile nelle date circostanze d’una nazione per prevenirlo”]

Gli esempi portati da Beccaria sono l’adulterio, l’omosessualità e l’infanticidio. Quale giudizio dà di essi Beccaria? Qual è la loro origine? Come possono essere prevenuti?

XXXII. Suicidio

[“La legge che imprigiona i sudditi nel loro paese è inutile ed ingiusta. Dunque lo sarà parimenti la pena del suicidio”]

Per dimostrare che le leggi che puniscono i suicidi (rivalendosi sugli eredi) sono inutili e ingiuste, Beccaria si basa su un’analogia tra chi lascia il proprio paese emigrando e chi lo lascia uccidendosi.

Beccaria afferma che chi emigra è di maggior danno alla società di chi si uccide. Perché?

Ritiene comunque che le pene siano inefficaci come freno alle migrazioni. Quali sono i mezzi a cui una società deve ricorrere?

XXXV. Asili

[“Ma se sia utile il rendersi reciprocamente i rei fralle nazioni, io non ardirei decidere questa questione finché le leggi più conformi ai bisogni dell’umanità, le pene più dolci, ed estinta la dipendenza dall’arbitrio e dall’opinione, non rendano sicura l’innocenza oppressa e la detestata virtù; finché la tirannia non venga del tutto dalla ragione universale, che sempre più unisce gl’interessi del trono e dei sudditi, confinata nelle vaste pianure dell’Asia”]

Spiega, eventualmente con esempi, il problema di cui si occupa questo capitolo e esponi sinteticamente la soluzione di Beccaria:

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XXXVII. Attentati, complici e impunità

[“Ma invano tormento me stesso per distruggere il rimorso che sento autorizzando le sacrosante leggi, il monumento della pubblica confidenza, la base della morale umana, al tradimento e alla dissimulazione”]

Beccaria considera il seguente fatto: “Alcuni tribunali offrono l’impunità a quel complice di grave delitto che paleserà i suoi compagni”.

Afferma che questo fatto comporta vantaggi e svantaggi:

Quali sono gli svantaggi?

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Quali sono i vantaggi?

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Qual è il giudizio che Beccaria dà su questa pratica?

XXXVIII. Interrogazioni suggestive, deposizioni

[“Le nostre leggi proscrivono le interrogazioni che chiamansi suggestive…qual interrogazione più suggestiva del dolore?”]

XXXIX. Di un genere particolare di delitti

[“…un genere di delitti che ha coperto l’Europa di sangue umano e che ha alzato quelle funeste cataste, ove servivano di alimento i vivi corpi umani…”]

A quali delitti fa riferimento Beccaria? Perché non vi si sofferma?

[La prevenzione dei delitti]

XLI. Come si prevengono i delitti

[“Fate che le leggi sian chiare, semplici, e che tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle, e nessuna parte di esse sia impegnata a distruggerle”]

XLII. Delle scienze

[“Fate che i lumi accompagnino la libertà”]

In questo capitolo, in cui non mancano riferimenti impliciti a Rousseau, viene delineato il progresso dell’umanità. Vi si possono distinguere alcune grandi epoche:

Prima epoca: ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Epoca di passaggio:

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Epoca attuale:

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XLIII. Dei magistrati

[“Interessare il consesso esecutore delle leggi piuttosto all’osservanza di esse che alla corruzione”]

XLIV. Ricompense

[“Ricompensare la virtù”]

XLV. Educazione

[“Il più sicuro ma più difficil mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l’educazione”]

Ricostruisci le proposte pedagogiche di Beccaria e confrontale con quelle a te note di Rousseau:

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XLVI. Delle grazie

[“Siano dunque inesorabili le leggi, inesorabili gli esecutori di esse nei casi particolari, ma sia dolce, indulgente, umano il legislatore”]

Beccaria è favorevole o contrario alla concessione della grazia ai condannati?

XLVII. Conclusione

[“Perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev’essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a’ delitti, dettata dalle leggi”].