LA PROPOSTA DELLA S.F.I. PER IL CURRICOLO DI FILOSOFIA

 

SOCIETA’ FILOSOFICA ITALIANA

Commissione Didattica Nazionale

PROPOSTE PER UN CURRICOLO DI FILOSOFIA

NEL QUADRO DELLA RIFORMA DEI CICLI

 

Premessa

La Società Filosofica Italiana, anche in ragione delle responsabilità derivanti dal protocollo d’intesa stipulato con il M.P.I., intende contribuire al processo di costruzione del curricolo di una nuova scuola secondaria superiore che risponda in modo adeguato ai bisogni formativi delle nuove generazioni. La Sfi, tenendo conto delle le linee definite dal M.P.I., del dibattito sviluppatosi nella comunità scientifica, culturale e civile del nostro paese, propone un modello possibile di curricolo per l’insegnamento della filosofia nel quinquennio del ciclo secondario.[1]

La Sfi ritiene che l’insegnamento filosofico sia in grado di offrire un contributo importante all’arricchimento della formazione culturale, umana e civile delle nuove generazioni. La  forma mentis, le conoscenze, le competenze e le capacità che lo studio della filosofia concorre a promuovere, in collaborazione con le altre discipline, corrispondono ai bisogni formativi individuati dalla Commissione dei saggi.

Per questo sembra molto opportuno prevedere l’estensione dell’insegnamento filosofico a tutti gli indirizzi del ciclo secondario lungo tutto il quinquennio con articolazioni diversificate dei curricoli. La crescita civile della nostra società, la scolarizzazione di massa e la partecipazione allargata alla produzione di cultura rendono ingiustamente discriminante la destinazione dell’insegnamento della filosofia soltanto agli allievi degli attuali indirizzi liceali. La scelta di proporre per tutti l’insegnamento della filosofia è di portata storica: tuttavia - soprattutto per la novità costituita dall‘insegnamento al biennio - richiede un forte impegno di creatività, di ricerca e di sperimentazione, di costante monitoraggio.

 

1)    Finalità Generali

L’insegnamento filosofico contribuisce al conseguimento delle finalità cognitive e formative generali della scuola del ciclo secondario:

1.    educando in modo peculiare a porre, discutere e risolvere razionalmente questioni di senso, di valore e di verità. Educa, pertanto, a pensare in modo autonomo e complesso e a motivare le proprie scelte, attingendo al ricco patrimonio di contenuti e forme di ricerca della tradizione disciplinare;

2.    formando negli allievi una "soggettività propositiva e critica", consapevole, aperta al dialogo e alla cooperazione, capace di partecipare all'esercizio autonomo, creativo e responsabile della cittadinanza;

3.    educando a comprendere criticamente il presente nei suoi legami con il passato e le relazioni esistenti tra l’identità personale e collettiva con la storia e la cultura di appartenenza.

Più in particolare, in concorso con le altre discipline, l’insegnamento filosofico contribuisce alla comprensione e alla produzione del discorso parlato e scritto, nella pluralità delle forme e dei generi, sia in vista dell'efficacia della comunicazione sia in relazione al controllo di validità dei processi di pensiero.

Consente, inoltre, di accedere ai diversi ambiti di conoscenza e di esperienza (scientifico, tecnologico, estetico, ecc.) e di porli in relazione, acquisendo consapevolezza sulle implicazioni di senso, di valore e di verità, implicite nei vari saperi del curricolo. 

 

2)    Nuclei fondamentali

I nuclei fondamentali del curricolo di filosofia sono costituiti da elementi concettuali e metodologici, che caratterizzano l’identità della disciplina e che hanno valore strutturante e generativo della sua peculiare conoscenza. La loro individuazione scaturisce sia dall’identità storico-epistemologica della disciplina sia dalla considerazione delle esigenze di apprendimento degli studenti.

Tali nuclei sono stati individuati sul piano della caratterizzazione dei contenuti (2.1) e dei metodi e degli strumenti di ricerca della filosofia (2.2).

2.1 Atteggiamenti e problemi filosofici [2]

L'intenzionalità filosofica si esprime e si esercita attraverso l'esercizio della domanda filosofica e attraverso la ricerca razionale su questioni di senso, di valore e di verità relative ad aspetti dell’esistenza e della coesistenza umana. Questa intenzionalità delimita i settori di esperienza e di conoscenza che sono oggetti precipui dell'indagine e della ricerca filosofica.

2.1.a) Le domande su questioni di senso e di valore delimitano e individuano:

problemi etici, problemi politici, il problema religioso e del senso della vita, il problema estetico, il problema della scienza e della tecnica; il problema della comprensione storica;

2.1.b) le domande su questioni di verità individuano e delimitano:

problemi di logica e di epistemologia, problemi gnoseologici, problemi ontologici, metafisici, teologici.

Intorno alle questioni indicate vanno operate le scelte di autori e opere della tradizione, che soddisfino l'aspetto teorico-problematico e l'aspetto storico delle stesse questioni, secondo criteri descritti nei paragrafi successivi.

2.2) Strumenti e metodi della ricerca filosofica

2.2.1) Strumenti della ricerca

La ricerca filosofica trova il proprio spazio operativo e formativo nelle opere dei filosofi. E’ a partire da esse, sia nella loro forma integrale, sia in brani significativi nel contesto e posti in relazione con il pensiero e con lo stile di ogni filosofo, che si sviluppa l’attività di comprensione dei concetti filosofici, della costruzione di argomentazioni, della conquista di un’abilità filosofica (fare filosofia). Da ciò deriva il ruolo attivo e propositivo che i metodi impiegati debbono assegnare allo studente e alla centralità dei testi come laboratorio, intorno ai quali si svilupperanno operazioni e rielaborazioni.

Dai testi lo studente ricaverà i concetti e gli strumenti dell’argomentazione, raggiungendo gradualmente una loro comprensione generale, in modo da poterli applicare ad altri ambiti e ad altri saperi, come strumenti per una comprensione razionale della propria esperienza e della complessa realtà contemporanea, anche nelle sue componenti storiche. In questo contesto acquistano particolare importanza i seguenti aspetti.

  1. Concetti, teorie e metodi razionali presenti nelle opere dei filosofi, argomentazioni, confutazioni, discorsi logicamente strutturati;
  2. testi filosofici e testi di rilevanza filosofica [3] (la filosofia "abita" nei testi dei filosofi e si rinnova a partire dalla loro interpretazione);
  3. contesti, in quanto ambiti nei quali si pongono le domande di senso e si definiscono e risolvono i problemi filosofici;
  4. strumenti di discussione critica e di valutazione (testi di storiografia filosofica, saggistica, ecc.).

Tutti gli strumenti della ricerca filosofica nei diversi contesti educativi vanno introdotti secondo un piano di crescente complessità.

 

2.2.2) Natura dell’approccio filosofico

La ricerca filosofica presenta caratteristiche che le conferiscono una particolare valenza formativa. Esse dovranno essere valorizzate dal metodo didattico e poste a fondamento dell’apprendimento della filosofia. Si sottolineano in particolare le seguenti:

Attraverso l’esercizio delle domande e dell’approccio filosofici sono posti in questione i vari aspetti dell’esistenza e della coesistenza umana, mirando alla costruzione di una visione unitaria da discutere e condividere con gli altri.

2.2.3) Metodi della ricerca filosofica

Molti sono i metodi di ricerca e molti i modelli di razionalità usati dai filosofi e consolidatisi nella tradizione. A scuola - attraverso esperienze di pratica filosofica - è opportuno apprenderne diversi e di differente impostazione. A titolo esemplificativo se ne indicano alcuni tra quelli ritenuti più importanti[4]: metodo dialogico–confutativo, metodo dialettico, metodo fenomenologico, metodo geometrico, metodo sperimentale, metodo analitico-linguistico, metodo ermeneutico, metodo trascendentale.

 

3)    Condizioni didattiche vincolanti

Orientamenti generali

·         L’apprendimento della filosofia, inteso come processo di costruzione partecipata di conoscenza e non soltanto come "risultato", richiede una sorta di "formazione filosofica", conseguibile attraverso esperienze protette di ricerca filosofica, a partire dai testi dei filosofi e da problemi concreti. Le questioni filosofiche hanno origine dalla realtà e si definiscono all’interno del tessuto teorico-concettuale, problematico e critico della disciplina, costituitosi nella tradizione.

·         La formazione filosofica è centrata sul dialogo con gli autori attraverso il testo filosofico.  I temi di attualità o comunque attinenti all’orizzonte di esperienza degli studenti devono essere approfonditi mediante il riferimento alla storia della filosofia, attraverso i testi, e finalizzati all’analisi dei problemi filosofici. La circolarità presente-passato-presente realizzata attraverso la mediazione dei testi opportunamente contestualizzati, garantisce sia di attingere alla ricchezza della tradizione per interpretare il presente sia di relativizzare l’orizzonte di senso della quotidianità dello studente.

·         Temi e problemi, testi filosofici e di rilevanza filosofica devono essere selezionati con criteri di pluralismo e di rigore. Al discente deve essere offerta una pluralità di problemi e temi filosofici e di soluzioni possibili, una pluralità e varietà di metodi di ricerca e di modelli di razionalità, per ragioni sia scientifiche sia etico-pedagogiche: infatti, devono essere rappresentativi e rispettosi sia dell’identità storico-epistemologica della disciplina sia della libertà di coscienza del discente, che deve poter conoscere posizioni alternative.

·         La forma del laboratorio e del lavoro di ricerca in gruppo sembra la più adeguata a consentire esperienze di filosofia: gli allievi possono apprendere operativamente gli elementi costitutivi della filosofia, ripercorrendone i momenti più significativi e imparando a servirsi consapevolmente delle competenze acquisite. In rapporto a questo scopo vanno definite le dimensioni qualitative dello spazio e del tempo scolastici per l’insegnamento della disciplina.

·         Un insegnamento della filosofia che valorizzi al massimo le potenzialità formative della disciplina esige un’adeguata formazione disciplinare e didattica dei docenti.

 

4) Insegnamento della filosofia nel Biennio Conclusivo dell’obbligo

4.1) Finalità formative specifiche

L'insegnamento filosofico nel biennio obbligatorio della scuola secondaria favorisce:

1.    l'acquisizione di strumenti razionali di comprensione della realtà e di autonomo orientamento in essa;

2.    lo sviluppo di individualità disponibili alla riflessione e al dialogo.

4.2) Competenze e capacità

Alla fine del breve corso di filosofia nel biennio dell'obbligo lo studente dovrebbe essere in grado di:

4.1) Condizioni vincolanti

L’insegnamento filosofico nel biennio mira all’arricchimento della formazione culturale, umana e civile. Alla luce degli "Orientamenti generali" già definiti (paragrafo 3), si sottolinea che lo specifico disciplinare deve essere certamente salvaguardato, proprio perché la filosofia, presentata nelle forme opportune, contiene in sé risorse utili alla formazione di base. La massima flessibilità nelle scelte dei contenuti e nelle forme didattiche dell’insegnamento filosofico deve coniugarsi con il rigore della proposta filosofica  e con il pluralismo delle posizioni.

Altresì sembra opportuno:

·         Porre attenzione a tutte le forme di esperienza filosofica nella scelta dei temi e dei metodi che la tradizione mette a disposizione di docenti e studenti. Tenendo conto dell’età degli studenti, vanno privilegiate quelle vie verso la concettualizzazione e verso l’acquisizione di capacità di comunicazione che passano attraverso la concretezza dell’esperienza, il senso comune, i diversi linguaggi quotidiani, cui i filosofi nelle loro opere ricorrono peraltro continuamente. Vanno, inoltre, valorizzati i diversi metodi della prassi filosofica, riservando un adeguato spazio sia alle forme dell’oralità (dialogo, esame delle argomentazioni, ricerca in comune e così via) sia alle forme della scrittura (riflessione, analisi e così via).

·         Porre attenzione al rapporto tra filosofia e media. Le potenzialità degli studenti possono essere sviluppate attraverso forme di comunicazione filosofica che utilizzano diversi media, rispettosi della pluralità dei linguaggi e degli stili cognitivi. Inoltre, lo studio della filosofia può costituire l’ambito per porre interrogativi sulla pluralità dei linguaggi della comunicazione e per discutere criticamente sul loro rapporto con la totalità dell’esperienza umana. Questo anche al fine di consentire ai giovani di "difendersi da messaggi truccati in termini di verità e di valore", secondo l’indicazione del Documento dei saggi sui  "saperi essenziali".

·         Valorizzare l’approccio Interdisciplinare e l’apertura problematica. Sembra opportuno preferire l'insegnamento per questioni in connessione con i contenuti delle altre discipline, in modo da presentare la filosofia come pratica di ricerca nel suo legame con i problemi reali. L’insegnamento filosofico infatti può porsi come luogo per la ricerca  del confronto e del dialogo fra la pluralità dei settori di esperienza e fra i saperi, contribuendo all’unitarietà del curricolo della scuola secondaria.

·         Valorizzare la modularità: l’insegnamento filosofico può essere concepito per moduli sulla base di un progetto organico definito nel quadro complessivo del POF del singolo Istituto. I moduli devono essere sufficientemente ampi, e distribuiti nei due anni, in modo da poter perseguire le finalità dell’insegnamento filosofico in tempi che consentano la riflessione, il recupero e la sedimentazione delle esperienze filosofiche svolte.

4.2) Elementi generali per la scansione del curricolo nel biennio dell’obbligo

Nel biennio occorre organizzare il sapere curricolare intorno a temi e problemi, particolarmente significativi per l’età degli studenti e tuttavia rappresentativi della tradizione disciplinare, quindi riferiti ai principali  ambiti di indagine individuati nel paragrafo 2 ("Nuclei fondamentali").

Temi e problemi devono essere discussi con il supporto di testi filosofici o di testi di interesse filosofico (letterari, poetici, scientifici), di facile lettura e caratterizzati da efficacia comunicativa. 

Sarebbe opportuno sviluppare 4 moduli su tematiche filosofiche (a seconda del monte ore a disposizione), di cui almeno:

·         1 riguardante questioni etiche (questioni di senso e di valore)

·         1 riguardante questioni logico-linguistiche (questioni di verità).

La progettazione dei moduli deve comprendere il ricorso a una pluralità di posizioni e fare riferimento a differenti momenti della filosofia nella sua storia ed a differenti ambiti culturali. L’unità del percorso modulare nei due anni deve essere garantita ferma restando la pluralità degli ambiti tematici trattati, in modo che l’acquisto organico e unitario di strumenti razionali nella pluralità delle loro forme possa essere messo concretamente alla prova dagli studenti in ambiti diversi.[5]

 

5) Insegnamento della filosofia nel Triennio terminale della scuola Secondaria Superiore

5.1) Finalità formative specifiche

L'insegnamento filosofico consente:

·         di chiarire e interpretare razionalmente l'orizzonte dell'esperienza, di costruire la propria identità e la propria visione del mondo, di individuare posizioni di valore esplicite ed implicite;

·         di riflettere con rigore sulle questioni di senso e di valore, di verità e, quindi, di cogliere i nessi tra i saperi e favorire il dialogo e del confronto tra le discipline;

·         di sviluppare la capacità di pensare in modo autonomo, critico e consapevole, secondo una pluralità di metodi di indagine e di ricerca e una pluralità di modelli di razionalità, desunti dalla tradizione disciplinare, acquisendo flessibilità e polivalenza nel pensare;

·         di promuovere sia lo sviluppo di capacità di riflessione, di comprensione, di analisi, di costruzione consapevole di ipotesi di soluzione dei problemi, sia lo sviluppo di capacità di controllo di validità dei discorsi, rendendoli, attraverso l’esercizio del rigore e la correttezza del ragionamento argomentato, disponibili alla comunicazione e alla discussione critica.

 

5.2) Competenze e capacità

Alla fine del ciclo del triennio della scuola superiore lo studente dovrebbe essere in grado di sapere:

·         selezionare gli elementi pertinenti per porre correttamente questioni di senso, di valore e di verità, analizzarle, discuterle, valutarle e proporre soluzioni razionali, utilizzando concetti, teorie e metodi di ricerca della tradizione disciplinare;

·         utilizzare consapevolmente una pluralità di linguaggi e di metodi caratterizzati da razionalità, nelle diverse accezioni con cui questo termine è utilizzato in filosofia, svelandone e valutandone lo spessore storico

·         organizzare un discorso logico e argomentato a sostegno delle proprie tesi, controllandone la validità, comunicarlo in forme diverse (orale, scritta, ipertestuale, ecc.), confrontarsi in modo dialogico e critico con gli altri (autori studiati, propri pari e insegnanti)

·         confrontare le risposte dei filosofi ad uno stesso problema; analizzare testi filosofici di diversa tipologia; problematizzare le teorie filosofiche studiate valutandone la capacità di risposta agli interrogativi del presente e l’applicabilità in contesti differenti.

 

 5.3) Condizioni vincolanti

·         Gli "Orientament generali" già definiti (paragrafo 3) e i principi generali già descritti per il biennio, fatte le dovute contestualizzazioni, valgono anche per gli studenti per il triennio.  L'insegnamento nel Triennio va concepito in stretta relazione al Biennio e come approfondimento tematico e metodologico; andrà quindi approfondita rispetto al biennio l’intera gamma dei temi filosofici, in modo da legarsi alle domande tipiche dell’adolescenza e alle questioni connesse al curricolo generale degli allievi.

·         Le modalità di presentazione delle tematiche filosofiche potranno essere sia di natura storica sia di natura problematica e tematica (ferma restando la collocazione storica delle questioni), in connessione con le caratteristiche dei diversi indirizzi di studio e in armonia con le scelte del Piano dell'Offerta Formativa di Istituto.

      In ogni caso due esigenze devono essere entrambe tenute in valore:

a)       la necessità che la filosofia sia presentata rispettando la sua identità disciplinare e che, quindi, i contenuti:

1)       siano proposti in accordo con la tradizione sedimentata nelle opere filosofiche o di interesse filosofico;

2)       siano scelti in modo da rappresentare tutti i fondamentali problemi filosofici attraverso una pluralità di posizioni;

b) la necessità che le questioni e i temi filosofici siano presentati contemperando con gradazioni diverse l’esigenza della contestualizzazione storica e l’esigenza dell’approccio problematico e che siano trattati in continuità/discontinuità con l’orizzonte psicologico-culturale degli studenti.

 

5.4) Elementi generali per la scansione del curricolo.

L'insegnamento nel triennio va concepito in stretta relazione al biennio e come approfondimento tematico, metodologico e storico della formazione filosofica acquisita.

·         La scelta dei contenuti, di autori, di percorsi, di temi e di problemi deve riferirsi in modo equilibrato ai principali ambiti di indagine individuati nel paragrafo sui nuclei fondamentali (questioni di verità, di senso e di valore) e deve riservare spazio adeguato, specie nell’ultimo anno di corso, alla filosofia del ‘900. 

·         L’insegnamento va presentato contemperando con gradazioni diverse l’esigenza della contestualizzazione storica e l’esigenza dell’approccio problematico. In questo quadro i principali momenti  e i filosofi più rappresentativi della storia della filosofia potranno essere studiati anche mediante percorsi tematico/problematici storicamente definiti (sia che il percorso coinvolga filosofi appartenenti alla stessa realtà storica, sia che confronti teorie maturate in epoche storiche differenti)[6].

La selezione di tali percorsi deve avvenire in modo che:

1.    siano rappresentati i diversi ambiti in cui si è mossa la tradizione filosofica;

2.    siano rappresentate le teorie, i modelli di razionalità e i concetti fondamentali, che strutturano la tradizione filosofica[7]

Nello studio della filosofia deve avere una parte rilevante il ricorso diretto ai testi filosofici e di interesse filosofico in forma antologica o, dove possibile, integrale.

 

5.5) Indicazioni specifiche per le singole aree della scuola  secondaria

Il curricolo dovrà garantire una formazione filosofica comune pur nella specificità degli indirizzi. I contenuti comuni a tutte le aree, e quindi la trattazione generale della filosofia come insieme unitario di problemi e di metodi, andranno trattati per ciascuna area con particolare attenzione alle seguenti tematiche:

a) Area classico-umanistica: in coerenza con le caratteristiche dell’area classico-umanistica, la selezione del percorso storico e dei temi e problemi deve avvenire con particolare attenzione al mondo classico, alla circolarità presente/passato/presente[8] e alla ricostruzione della personalità intellettuale dei filosofi più rappresentativi di ciascuna epoca. E’ opportuno inoltre che in questa area, un congruo spazio venga riservato alla riflessione sulle forme della comunicazione filosofica e sui generi testuali della filosofia (poema filosofico, dialogo, trattato, aforisma, meditazioni, ecc.);

b) Area scientifica: in coerenza con le caratteristiche dell’area scientifica, la selezione del percorso storico e dei temi e problemi deve comprendere la filosofia della scienza e la riflessione filosofica sull’uomo e sulla società in rapporto alla scienza, con particolare riferimento all’epistemologia del Novecento; dovranno inoltre essere approfondite le tematiche relative alla conoscenza umana, anche nei suoi aspetti logico-linguistici; la filosofia va poi presentata come riflessione critica sull'uomo e sulla società, anche in rapporto all'importanza per la società contemporanea della scienza e della tecnica, ponendo attenzione anche al rapporto tra etica, scienza, tecnica e arti;

c) Area tecnica e tecnologica: in coerenza con le caratteristiche dell'area tecnica e tecnologica, la selezione del percorso storico e dei temi e problemi deve comprendere la riflessione filosofica sull’etica, sulla scienza e sulla tecnica, ed in specifico la riflessione sulle conseguenze per l’uomo e per la società dei modelli economici, sociali, produttivi, nonché degli attuali modelli di comunicazione; andranno poi approfondite le tematiche estetiche, anche in relazione alla produzione tecnologica e alla multimedialità.

d) Area artistica e musicale: in coerenza con le caratteristiche dell’area artistica e musicale, la selezione del percorso storico e dei temi e problemi deve comprendere in modo ampio la riflessione estetica in tutte le sue dimensioni, anche sociali; devono inoltre essere sottolineati gli aspetti della filosofia come riflessione critica sulla società, sull’uomo, sui suoi linguaggi nella loro pluralità, nonché il contributo che essa può dare allo sviluppo della creatività nel mondo delle arti e della tecnica (comprese le nuove dimensioni della multimedialità, del cinema, e così via).

 

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[1] La Sfi si rende fin da ora disponibile a precisare ulteriormente la proposta presentata in rapporto alla collocazione della filosofia nella scuola secondaria e in rapporto alla definizione dei criteri di elaborazione dei nuovi curricoli.

[2] Nella definizione dei temi (2.1) e dei metodi (2.2.3)  dei nuclei fondanti ci si è riferiti  in modo sostanziale alle proposte del prof. E. Berti, in E.. BERTI-A. .GIROTTI, Filosofia, La Scuola Ed., Brescia 2000, pp.10-112.

[3] Appartenenti all'ambito della ricerca scientifica e della creazione artistica, ecc., da cui tuttavia scaturiscono domande o riflessioni di natura filosofica.

[4] Anche l’indicazione di questi metodi è da attribuire al prof. Berti,. Cfr.  E.BERTI-A.GIROTTI, Filosofia, cit., pp.62-101

[5] Esempi di moduli : Come si pensa e come si ragiona? / Sono davvero libero? Il libero arbitrio: volontà individuale e condizionamenti psicologici e sociali/ Io e gli altri: l’identità personale e i problemi relazionali nella società contemporanea./ Che cosa è giusto? Le teorie della giustizia, la distribuzione delle risorse, uguaglianza e pari opportunità/ Cosa è bene, come devo agire? I valori e le scelte: il relativismo e le proposte di fondazione di un’etica universale/  Il futuro è dietro l’angolo. La mente e il pensiero: teorie della mente e intelligenza artificiale. L’uomo e le macchine./ La politica: questa sconosciuta. Grammatica della democrazia (l’uguaglianza, la partecipazione, la democrazia, il condiionamento sociale, l disubbidienza civile,ecc.)/ Noi e la legge: la legge, la norma giuridica, la  norma etica e la norma culturale. Che sta accadendo al nostro pianeta? Il  futuro della terra. L’ecologia e l’etica "della responsabilità"./

Quando un ragionamento è corretto?/  Che cosa è bello? L’arte, l’immagine e il problema estetico nel mondo contemporaneo./ Il progresso tecnico e il nostro modo di lavorare domani. La tecnica e il lavoro: alienazione, spersonalizzazione o realizzazione

[6] A titolo esemplificativo si propone un elenco di percorsi tematici:

[7] A titolo meramente esemplificativo: sarebbe difficilmente pensabile escludere dal curricolo elementi chiave del pensiero di Platone e di Aristotele per la filosofia antica o elementi chiave del pensiero di Kant e di Hegel per la filosofia moderna

UN PERCORSO DIDATTICO SU MENTE E CORPO

TESTI

ERACLITO - Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell’anima: così profondo è il suo logos (DK B 45).

IPPOCRATE - Da null'altro si formano i piaceri e la serenità e il riso e lo scherzo, se non dal cervello [...] e soprattutto grazie ad esso pensiamo e ragioniamo, vediamo ed udiamo, e giudichiamo sul brutto e sul bello, sul cattivo e sul buono, sul piacevole e sullo spiacevole (Morbo sacro).

POLIBO - Io affermo che se l’uomo fosse uno, in nessun modo soffrirebbe: non vi sarebbe infatti alcun agente e causa del quale soffrirebbe una realtà unitaria: e se tuttavia soffrisse, di necessità anche la terapia sarebbe una sola: e invece sono molte […]. Il corpo dell’uomo ha in sé sangue, flegma, bile gialla e nera: questi costituiscono la natura del suo corpo e per causa loro soffre o è sano […]. Secondo natura le loro forme sono separate e il flegma non è affatto simile al sangue, né il sangue alla bile, né la bile al flegma. Come infatti potrebbero assomigliare l’un l’altro cose che non presentano alla vista uguali colori, né appaiono uguali al tatto? E neppure sono ugualmente calde, né fredde, né secche, né umide […]. [Il corpo] soffre… quando uno di essi [umori] sia in difetto o in eccesso o si separi nel corpo e non sia temperato con tutti gli altri (La natura dell’uomo).

IPPOCRATE - V’è infatti nell’uomo il salato, l’amaro, il dolce, l’acido, l’astringente, l’insipido, e mille altre cose dotate di proprietà diversissime sia per qualità sia per forza […]. Esse [quando sono mescolate tra loro] si contemperano l’un l’altra e […] non sono evidenti e non causano dolori […]. Sarebbe assai futile prescrivere a un malato di prendere qualche cosa di caldo: subito infatti domanderà ‘che cosa?’ […]. Non hanno infatti scoperto, penso, alcuna sostanza che in sé sia il ‘caldo’, il ‘freddo’, il ‘secco’, ‘l’umido’, e che non comunichi con nessun’altra forma […]. Se poi qualcosa di caldo si trovasse ad essere astringente, qualcosa di caldo insipido, qualcos’altro di caldo causa di flatulenza (vi sono infatti molte cose calde e hanno molte proprietà fra loro contrastanti) sarà certo difficile propinare ciò che è caldo e astringente, o ciò che è caldo e insipido o ciò che è insieme freddo e stringente (vi sono anche cose di tal genere) o ciò che è freddo e insipido: poiché io so che da ciascuna di queste cose provengono effetti assolutamente opposti, non solo per l’uomo, ma anche per il cuoio o per il legno e per molte altre cose che sono meno sensibili dell’uomo […]. Dicono alcuni medici e sapienti che non sarebbe possibile sapere la medicina per chi non sa che cos’è l’uomo; ma è questo che deve comprendere chi dovrò correttamente curare gli uomini. Il loro discorso tende così alla filosofia, come per Empedocle e per altri che, intorno alla natura, hanno scritto a partire dal principio che cos’è l’uomo e come si formò dapprima e com’è costituito. Ma io, da una parte, tutte le affermazioni di questi sapienti o di questi medici o quanto è scritto intorno alla natura, considero che meno attengano all’arte medica che a quella della pittura, e penso che non sia possibile attingere conoscenze evidenti intorno alla natura altro che dalla medicina (Antica medicina).

BIBLIOGRAFIA

La storia dell’insegnamento della filosofia in Italia

J. CHARNITZKY, Fascismo e scuola. La politica scolastica del regime (1922-1943), La Nuova Italia, Firenze 1996 (ed. originale tedesca 1994).

VEGA SCALERA, L’insegnamento della filosofia dall’Unità alla riforma Gentile, La Nuova Italia, Firenze 1990.

Per un percorso didattico su mente e corpo

JULIAN JAYNES, Il crollo della mente bicamerale e la nascita della coscienza (1976), Adelphi, Milano 1984.

GIOVANNI REALE, Corpo, anima e salute. Il concetto di uomo da Omero a Platone, Cortina, Milano 1999.

ERWIN ROHDE, Psiche (1893), Laterza, Bari 1989.

BRUNO SNELL, La cultura greca, Einaudi, Torino 1963.

Per un modulo sulla storia della medicina antica

IPPOCRATE, Testi di medicina greca, Rizzoli, Milano 1983 (Antica medicina, La malattia sacra, Arie, acque e luoghi).

IPPOCRATE, Opere scelte, a cura di MARIO VEGETTI, UTET, Torino 1976 (La natura dell’uomo)

PAOLA MANULI, a cura di, Medicina e antropologia nella tradizione antica, Loescher, Torino 1980