SEDICESIMO INCONTRO

24 NOVEMBRE 2004

SCRIVERE DI FILOSOFIA

1. Dalla lettura alla scrittura filosofica

2. L'esercizio della scrittura nella scuola italiana dalle origini agli anni Novanta

3. L'esercizio della scrittura nella scuola francese

 

Dalla lettura alla scrittura filosofica

Capire la filosofia significa essere in grado di prendere in mano un testo filosofico, leggerlo con attenzione e alla fine della lettura, che dovrà essere corredata da sussidi indispensabili come note a margine, schede e riepiloghi, saperne parlare con ordine seguendo i temi principali e le loro argomentazioni, e, ancora meglio, essere in grado di scriverne” (F. PAPI, Capire la filosofia, p. 33)

L'esercizio della scrittura nella scuola italiana

I programmi del 1867

Una sperimentazione degli anni Ottanta - Gli obiettivi

(A. COSTANTINI SGHERRI,     Savona. L'uso della "dissertazione" in un'esperienza di rinnovamento dell'insegnamento filosofico, in ROBERTO PASINI, GISELLA TARIZZO, Prospettive dell'insegnamento della filosofia, ISEDI, Milano 1980, pp. 83-93) 

  1. Sviluppo delle capacità di lettura critica, per acquisire gli strumenti di individuazione del linguaggio, dell'argomentazione, del problema contenuti nel testo

    Discussione sul linguaggio, sulla tecnica argomentativa, la problematica del testo al di là del testo stesso. Ciò comporta l'individuazione del registro linguistico dell'autore, quindi la sua comprensione storica.

    Esperienza filosofica diretta attraverso l'analisi e la discussione su problemi scaturiti dalle letture o dall'esperienza reale. Gli allievi sono spinti così a porre essi stessi dei problemi, portarli avanti e concluderli. In questo modo si sviluppa la creatività del giovane, ma anche la sua riflessione critica, in quanto il giovane non è sollecitato solo ad esprimere le proprie idee, ma le deve anche mettere alla prova, cioè legittimarle.

    Indirizzare questa problematica verso le forme di un discorso razionale, coerente e disciplinato attraverso la dissertazione scritta.

Una sperimentazione degli anni Ottanta - La programmazione

 

Anno Letture Dissertazioni

Primo

Frammenti orfici

Esiodo, Le opere e i giorni (antologia)

Frammenti e testimonianze di Anassimandro, Eraclito, Parmenide, Zenone, Democrito, Protagora e Gorgia

Dialoghi di Platone: Apologia (modello di lettura in classe), Protagora, Gorgia, Menone, Fedone, Fedro, Simposio, Repubblica, Parmenide, Sofista, Politico (lavori di gruppo)

Mito e logos

Il problema della neutralità del linguaggio rispetto a fini e valori

La cultura rende l'uomo più libero o più responsabile?

Verità e dialogo

Secondo

Scienza e filosofia: Aristotele, Analitici I (libri I e II), Categorie, Metafisica, Politica, Etica nicomachea, Etica Eudemia; Bacone, Novum Organum; Galilei, Lettere e Dialogo sui massimi sistemi; Cartesio, Discorso sul metodo.

Scienza e utopia: Hobbes, De cive e Leviatano; Spinoza, Tractatus Theologico-politicus; Locke, Trattato sul governo civile; Rousseau, Contratto sociale.

Dialogo e socialità.

I valori su cui ognuno fonda il proprio comportamento sono della stessa natura, in quanto fondamenti, dei principi delle scienze?

“Le prime idee religiose non nascono dalla contemplazione delle opere della natura, ma dall'interesse per gli eventi della vita, dalle speranze e dai timori che continuamente agitano lo spirito umano” (Hume).

Rapporti tra potere e diritto alle origini della convivenza sociale.

“La vita e la morte non sono due categorie formali, ma due concezioni della vita che corrispondono al doppio che è l'uomo. Secondo l'una, lo scopo della vita è nel vivere, nel godere la vita e impegnare tutto per questo. Per l'altra concezione, il significato della vita è nel morire” (Kierkegaard).

Terza

Varie a seconda dei temi di ricerca scelti dai diversi gruppi costituiti nella classe (Criteri di legittimità e fondamenti del discorso scientifico – L'interpretazione del mondo nella fisica classica e contemporanea – Il dibattito sulla metafisica – Stato e società nella filosofia dell''800 e del '900 – L'etica nella filosofia dell''800 e del '900).

Si può essere senza avere?

Definire utopia una teoria politica significa condannarla?

Libertà ed uguaglianza sono compatibili?

È possibile rifiutare la filosofia senza filosofare?

I programmi Brocca

Per la verifica i docenti sono autorizzati a fare uso dei seguenti strumenti:

1. la tradizionale interrogazione;

2. il dialogo e la partecipazione alla discussione organizzata;

3. prove scritte quale la parafrasi, il riassunto ed il commento di testi letti, la composizione di scritti sintetici che esprimano capacità argomentative;

4. i "tests" di comprensione della lettura (risposte scritte a quesiti predisposti dall'insegnante e concernenti letture svolte).

Il ricorso a questa ampia gamma di prove è giustificato dal fatto che l'educazione filosofica richiede il possesso sicuro degli strumenti della comunicazione sia orale che scritta, espressioni rispettivamente della capacità argomentativa e dell'impegno di riflessione tipici della disciplina.

È inoltre opportuno richiamare l'attenzione sulla distinzione tra le verifiche formative, che dovranno essere tempestive e frequenti, essendo finalizzate al recupero delle carenze, e le valutazioni sintetiche, che si riferiscono ai livelli conoscitivi raggiunti nelle fasi conclusive".

 

Il modello francese

Questione Inventario Definizione Parallelo Commento

La filosofia è un puro gioco di idee?

L'angoscia è un fenomeno patologico?

La pietà è virtù o debolezza?

Il fatto sociologico è una costruzione?

La simpatia deve essere considerata un modo di conoscenza?


 

Natura, valore e limiti del flirt.

Ruolo dell'orgoglio nella vita morale.

Che cos'è l'esperienza?

L'assurdo

L'oggetto


 

Istinto e intelligenza

Democrazia e demagogia

Essenza ed esistenza


 

“Non ci sono verità prime; ci sono solo errori primi” (G. Bachelard)

“Pensare è un'arte che si impara come tutte le altre, anche con maggiore difficoltà” (J.J. Rousseau)



 

“L'arte è fatta per turbare, la scienza rassicura” (G. Braque)