GRIGLIA DI ANALISI DELL’APOLOGIA DI SOCRATE DI PLATONE

DOMANDE GUIDA

 

DOMANDE GENERALI: [Gli studenti sono invitati a rispondere a queste domande ogni volta che gli sia affidata la lettura di un brano dell’Apologia; al termine della lettura dell’opera sarà  poi richiesta una riflessione più organica su queste stesse domande]

1.       DOMANDE GENERALI SUL TESTO:

1.1   Qual è il genere letterario dell’opera?

1.2   Qual è il suo stile argomentativo?

1.3   Come parla il protagonista? Come gli interlocutori? Che ruolo hanno i vari personaggi che emergono nell’opera?

2.       DOMANDE GENERALI SU ATENE (LUOGO DELL’AZIONE NARRATA):

2.1   Come viene presentata l’Atene dell’epoca?

2.2   Quali sono i suoi personaggi più significativi?

2.3   Quali situazioni storiche e politiche emergono sullo sfondo dell’azione narrata da Platone?

2.4   Quale contrasto ideologico e politico si può intravedere attraverso le parole di Socrate?

3.       DOMANDE GENERALI SU SOCRATE:

3.1   Quali tratti salienti emergono nel personaggio di Socrate?

3.2   Quali sono gli episodi biografici più significativi che vengono presentati? Perché proprio questi?

3.3   Quali sono i suoi valori? Quali le sue idee di bene e male?

3.4   Individua i tratti specifici del suo modo di esprimersi (immagini, metafore, tono ironico o serio, ecc.)

3.5   Quale rapporto dice di avere Socrate con le leggi e la giustizia?

3.6   Qual è la sua visione dell’attività politica?

4.       DOMANDE GENERALI SULL’IMMAGINE DELLA FILOSOFIA COSI’ COME EMERGE DAL TESTO:

4.1   Individua i momenti più significativi in cui Socrate presenta la sua visione della sapienza e della filosofia

4.2   Questa sapienza come si relazione ad altre forme di sapere (il sapere antico dei poeti, quello tecnico degli artigiani, quello dei sofisti)?

4.3   Quale possibilità di trasmissione ha questo sapere? Qual è la visione dell’insegnamento che Socrate propone?

4.4   Quale considerazione assumono le parole (degli accusatori e di Socrate stesso) in rapporto ai fatti? Quale idea della verità emerge quindi? In che rapporto sta la verità con la retorica?

 

DOMANDE SULLA PRIMA PARTE DEL TESTO (17a-24b):

1.       Quali sono le due categorie di accusatori di Socrate? Si fa riferimento a personaggi specifici?

2.       Tenendo conto che non abbiamo ancora affrontato lo studio dei sofisti, cosa significa secondo te “rendere più forte il ragionamento più debole”? A quale pratica retorica ci si potrebbe riferire?

3.       A che tipo di sapienza mira Socrate? A chi si rivolge? A quali oggetti di ricerca?

4.       Con quali sapienti entra in contrasto Socrate? Da chi e perché Socrate dice di essere odiato?

 

DOMANDE SULLA SECONDA PARTE DEL TESTO (24b-34b):

1.       Quali sono le due principali accuse a Socrate?

2.       Qual è l’idea dell’educazione espressa da Socrate? A chi si rivolge il suo insegnamento? A quali altre interpretazioni dell’educazione sembra opporsi?

3.       Quale visione della divinità ha Socrate? Con quale concezione tradizionale entra in contrasto? Di quali altre concezioni innovative e moderne parla Socrate? A chi le attribuisce?

4.       Cos’è il demone? Che ruolo ha per Socrate?

5.       Qual è la vita degna di essere vissuta per Socrate? Che ruolo ha in essa la paura della morte? Cosa significa secondo te “vivere facendo filosofia”? In quali azioni concrete si esplica il fare filosofia nella vita di Socrate? Come si applica ciò nel comportamento quotidiano di Socrate  rispetto ai suoi concittadini?

6.       A quale animale si paragona Socrate? Sulla base di quali analogie?

7.       Qual è la partecipazione di Socrate alla vita politica? Quale morale segue in pubblico Socrate? Come si comporta?

8.       Perché secondo te Socrate continua a ripetere di affermare la verità? E’ solo una convenzione legata alla circostanza (il processo e la possibile condanna) o la verità assume un valore più profondo?

 

DOMANDE SULLA TERZA PARTE DEL TESTO (34b-42a):

1.       Come si comporta Socrate rispetto alla perorazione per la sua difesa? Con quali motivazioni dice di non temere la morte? In che rapporto dice di essere con la giustizia della città?

2.       Con che tono si esprime Socrate a proposito della pena e del premio e a proposito di un ipotetico esilio? Perché secondo te utilizza l’ironia?

3.       Qual è il bene più alto per l’uomo secondo Socrate? Come dovrebbe essere condotta la vita?

4.       Cosa capiterà di negativo alla città dopo la morte di Socrate? Quale potrebbe essere il senso di questa “previsione”? (Rifletti sul fatto che, quando Platone scrive l’Apologia, Socrate è effettivamente già morto e si sono verificati già alcuni dei fatti predetti: si tratta di una vera e propria previsione o di una critica del presente fatta dall’autore dell’opera? Quale considerazione potrebbe avere Platone dei valori espressi dal suo maestro Socrate e di un’etica che rischia di perdersi con la sua morte e la crisi morale di Atene?)

5.       In quali casi specifici si manifesta la voce del demone? Come si è comportata durante il processo?

6.       Quale concezione della morte emerge alla fine dell’Apologia? Che relazione si crea tra la morte e la vita vissuta facendo filosofia? Quali analogie e differenze si potrebbero vedere tra questa idea della morte e quella cristiana? (Rifletti sul fatto che nel Medioevo le opere di Platone vengono considerate una sorta di anticipazione di alcuni aspetti della morale del Cristianesimo).

7.       Come si comporta Socrate con i giudici fino alla fine dell’opera? Qual è il valore che attribuisce al dialogare e alla “passione della ricerca” alla luce del suo comportamento?

8.       L’Apologia ha una conclusione aperta, aporetica o assertoria? Cosa si può dire della vita filosofica e dell’immagine della filosofia alla luce dell’ultima frase dell’opera?

 

VERIFICA SOMMATIVA

Trattazione sintetica di un argomento (25 righe):

 

Alla luce della lettura dell’Apologia di Socrate di Platone e sulla scorta dell’analisi, approfondita in classe, dell’opera, leggi questo breve passo tratto dal Critone. Anche in questo dialogo, Platone presenta la fase finale della vita di Socrate: il filosofo, dopo la condanna a morte, è in carcere in attesa dell’esecuzione.

 

Socrate: “Allora considera la faccenda da questa angolatura: se a noi, mentre tentiamo di tagliare la corda da qui o in qualunque altra maniera si debba denominare questa azione, ci venissero incontro le Leggi ed il comune della città e, postisi di fronte a noi, ci chiedessero: «Dimmi, Socrate, cos’hai in mente di fare?A che altro pensi con questa azione che ti accingi a compiere, se non distruggere noi, le leggi e tutta la città, almeno per la parte che ti riguarda? […]

Dunque, Socrate, ubbidendo a noi, tue nutrici, non stimare i figli, la vita, né alcuna altra cosa più della giustizia, sì che tu giunto nell’Ade abbia a difenderti in tutte queste cose di fronte a coloro che comandano là. […]Ora tu ti allontani dalla vita avendo subito un’ingiustizia, se decisi di morire, non da parte di noi Leggi, ma da parte di uomini. Se invece fuggi di qui così vergognosamente ricambiando con un’ingiustizia un’ingiustizia e con un male un male, passando sopra alle intese e ai patti che avevi con noi e facendo del male a coloro cui meno si dovrebbe fare, cioè a te stesso, agli amici, alla patria e a noi, noi ti saremo ostili finché tu vivrai e le nostre sorelle, le Leggi nell’Ade, non ti accoglieranno benevolmente sapendo che hai tentato di trarci in rovina, per quanto stava in te»”.

Platone, Critone (50a-50b e 54b-54c)

 

Dopo aver letto attentamente il passo, rifletti sulla concezione della giustizia e dei valori morali (nella vita pubblica e privata), mettendo in relazione quanto emerge nella citazione con ciò che abbiamo messo in luce nella lettura dell’Apologia.