LABORATORIO DIDATTICO DI FILOSOFIA

 

 

ELABORATO A CURA DI: CHIARA BIANCO , GRAZIA CASSARISI , GIORGIO DIMITRIADIS , CAMILLO MATTAVELLI

 

 


 

SINTESI DEL PERCORSO IN CUI S’INSERISCE L’UD

 

 

Il problema della conoscenza alle origini del pensiero moderno è stato studiato – dagli storici della filosofia – a partire da molteplici prospettive che hanno comunque valorizzato, prevalentemente, soprattutto – se non esclusivamente – le questioni dell’origine, del fondamento e del metodo.

Nella seconda metà del Novecento, tuttavia, alcuni studi hanno permesso di gettare una nuova luce su questo ambito di ricerca. Prima di tutto, la pubblicazione nel 1962 della Struttura delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn, che rappresentò una svolta verso la contestualizzazione dei criteri di scientificità e validità, dando origine alle diverse forme di socializzazione dell’epistemologia. In secondo luogo, in seguito ai lavori di Ernest Sosa e Linda Zagzebski, l’epistemologia ha affiancato ai suoi tradizionali oggetti di valutazione – facoltà, credenze, metodi – quello delle virtù del soggetto conoscente. Le due svolte teoriche sopraccitate costituiscono il quadro di riferimento teorico che sta alla base del verosimile percorso entro cui viene a collocarsi la presente Unità Didattica.

Il percorso proposto si snoda in due moduli:

Il primo, proponibile ad una classe quarta liceo, in chiusura del secondo quadrimestre (maggio-giugno) è dedicato a Le Virtù della conoscenza ed in esso vengono discussi diversi possibili percorsi didattici che introducono – mediante un approccio critico-problematico – gli studenti ai problemi epistemologici già storicamente affrontati nel corso dell’anno scolastico precedente e di quello in corso. In particolare il modulo 1 prevede unità didattiche che mettono a fuoco il nesso virtù-conoscenza negli autori previsti dai programmi scolastici (da Aristotele a Tommaso d’Aquino, da F. Bacone a I. Kant).

Il secondo modulo del percorso – da svolgersi nel corso del secondo quadrimestre dell’ultimo anno di studi – si propone quale percorso tematico dal titolo T. Kuhn e le origini dell’epistemologia comunitaria ed ha l’intento di integrare la lettura didattica dell’opera kuhniana del 1962 – un classico della filosofia della scienza del Novecento – con una rapida rassegna di alcune aree di studio rese possibili dalla svolta comunitaria, di sicuro interesse per studenti liceali, quali le epistemologie islamiche e le epistemologie femministe.

In entrambi i moduli verrà tenuto presente il fatto che lo stesso apprendimento della filosofia accade all’interno di una comunità caratterizzata dalla pratica del con-filosofare.

 

 

 

MODULO 1: LE VIRTÙ DELLA CONOSCENZA

UD 3

FRANCIS BACON: VIRTÙ INTELLETTUALI VERSUS VIRTÙ MORALI?

 

CRITERI DI SELEZIONE DEI CONTENUTI:

·                  rilevanza storico-problematica del pensiero dell’autore proposto;

·                  coerenza dell’UD con gli obiettivi generali dei Programmi Ministeriali, nonché aderenza al percorso in cui è inserita;

·                  scelta di brani leggibili, comprensibili e caratterizzati da compiutezza argomentativa e rilevanza storico-problematica in rapporto dinamico con la tradizione filosofica e culturale.

 

OBIETTIVI:

Area cognitiva:

L’obiettivo principale della presente UD è più rivolto alle competenze che alle conoscenze in quanto i brevi brani scelti sono significa­tivi più per la mobilitazione problematica che per l’attivazione di contenuti veri e propri (peraltro già acquisiti dagli allievi nel corso dell’anno scolastico); le competenze da far acquisire sono di tipo destrutturativo (dei documenti), ricostrut­tivo (nel saper ricostruire i nessi tra parole), di emergenza (delle parole chiave), di enumerazione (dei singoli passaggi di un discorso); le capacità consisteranno nella sintesi delle tesi centrali dei documenti, nel riconoscimento dell’intenzione del filosofo, nel saper elaborare considerazioni personali a partire da una concezione data, nell’uso della lingua italiana per commentare in modo piano i documenti. Non verrà sottovalutata la capacità critica nella revisione delle tesi proposte.

- lo studente deve mostrare di conoscere e di comprendere il significato concettuale dei termini: volontà, affetti, intelletto, mente, opinione, verità, ricerca;

- deve mostrare di saper fare l'analisi dei testi di Bacone;

- deve mostrare di comprendere e di operare una sintesi organica del pensiero di Bacone attraverso la lettura dei testi proposti;

- deve applicare a contesti della sua vita i contenuti dei testi e cercare di valutarli.

Area affettiva:

L’obiettivo principe è di motivare all’interesse degli allievi per un tema – quello della dimensione intrinsecamente problematica del nostro conoscere – che, spesso, non viene neppure problematizzato, aderendo lo studente al luogo comune che ‘siccome le cose le vedo, esse sono così come si presentano a me’.

- incrementare l’interesse e il coinvolgimento rispetto alla proposta didattica ricevuta e discussa;

- sviluppare la disponibilità al lavoro di gruppo, dell’intera classe e con gli insegnanti.

 

ARTICOLAZIONE DELLE LEZIONI

L’articolazione delle lezioni della presente UD è così schematizzabile:

1. una prima visione d’assieme del tema;

2. sua problematizzazione attraverso la lettura dei testi;

3. analisi del testo con enucleazione del tema centrale del documento e/o delle posizioni del filosofo in quel contesto (le esercitazioni che seguono ogni testo di questa UD sono state pensate come esercizi di ricapitolazione che lo studente prima può affrontare in classe con un dibattito condotto dal docente);

4. la richiesta di assegnazione di un titolo ai documenti per verificare immediatamente se è stato colto il nucleo centrale;

5. laboratorio, inteso o come dibattito con tutta la classe (come si vedrà, i documenti testuali proposti non sono mai lunghi e questa scelta è nata dal fatto che essi hanno un carattere funzionale al lavoro da compiere, s’intende, infatti proporre temi filosofici da problematizzare);

6. eventuali esercitazioni di recupero per casa, con traccia sempre assegnata, dei contenuto dibattuti in classe.

 

PIANO DI LAVORO E ARTICOLAZIONE DELL’UD:

 

1. Analisi delle risorse e dei vincoli dedotti dall’osservazione della classe:

 

La classe IV F del Liceo per le Scienze Sociali è formata da 18 alunni. Buoni il grado di socializzazione e di maturità individuale. Gli alunni, nel complesso, partecipano attivamente al dialogo educativo-didattico. Per quanto riguarda le abilità e le competenze logico-linguistiche generali e disciplinari specifiche, circa metà della classe possiede livelli discreti o buoni, la restante parte, livelli complessivamente sufficienti.

 

2. Prerequisiti:

·                    Buona conoscenza del pensiero del filosofo/scienziato Bacone – considerato dagli storici della filosofia uno dei padri, con Cartesio e Galilei, della filosofia moderna – e dell’ immagine di fondo da lui fornita rispetto alla nascente di scienza nel ‘600;

 

·                    Conoscenza delle operazioni fondamentali di lettura/analisi del testo filosofico e capacità di compiere l’analisi di testi di filosofi – nel corso delle precedenti UD del modulo si sono già riportate esemplificazioni e fatte esercitazioni in merito ed è stata fornita un esempio di scheda per la valutazione della capacità di comprensione del testo filosofico – attraverso le operazioni di: paragrafazione, titolazione, riconoscimento e definizione delle "parole chiave", dei termini e concetti filosofici della tesi principale sostenuta dall'autore e delle argomentazioni addotte per sostenere le tesi.

 

3. Interventi in classe:

Il nostro lavoro, sul piano didattico, sarà articolato nei seguenti momenti:

 

 

FASE 1 (prima 1/2 ora di lezione)

 

Richiamo delle conoscenze pregresse (formulazione sintetica ed essenziale dei termini teorici del problema affrontato, situato entro l’orizzonte storico di riferimento)

 

Francis Bacon ha fornito alla scienza nascente del '600 alcuni punti fermi ed una immagine di fondo – che scaturisce dall’intento di riformulare la storia naturale eliminando ogni aspetto mitico per una sua autentica descrizione – per cui va considerato uno dei padri, con Cartesio e Galilei, della filosofia moderna.

Bacone vede la scienza come un sapere da ordinare sulla base delle facoltà - senso, memoria ed intelletto - e non più come il sapere enciclopedico medievale di tipo aristotelico ordinato gerarchicamente a modello d'un mondo gerarchizzato. Inoltre, in polemica con l'aristotelismo universitario dell'epoca e la tradizione magico-alchimistica, afferma che il sapere scientifico deve spingersi verso nuove conoscenze e fondarsi su prove di cui si pubblicizzano e si discutono i risultati. Ideatore con Cartesio del metodo scientifico, in particolare del metodo induttivo – il cui ruolo però viene spesso ad essere sopravvalutato – Bacone non lo considerava normativo ma solo una tecnica per rimediare agli errori ed ai limiti connaturati della mente umana, non avendo il filosofo una visione quantitativa della realtà.

Pur avendo prefigurato il carattere liberatorio, quasi salvifico, della tecnologia, Bacone non va, infatti, letto come il filosofo dell'età industriale poiché fondava il valore della scienza nella "carità" verso l'intero genere umano. Fu proprio Francesco Bacone a teorizzare, assecondando il suo originario animus cristiano, che la scienza e i suoi portati tecnologici vanno finalizzati alla possibilità di poter coltivare la contemplatio rerum, e non solo alla realizzazione pratica del regnum hominis sulla creazione, sia pure per il bene comune di tutti.

Bacone condannava, inoltre, la superbia intellettuale nella filosofia e nella scienza e invitava all'umiltà nel leggere "Il libro della natura", con ciò richiamando il filosofo ad uno dei compiti più impegnativi della carità intellettuale: sostentere la complementarità di scienza ed etica, carità e verità, insieme chiamate a servire l’uomo e non ad esserne servite.

 

Segue apertura-dibattito

 

 

FASE 2 (successiva ½ ora ed ora seguente di lezione)

 

Lettura di brani scelti tratti dal Novum Organum (la lettura verrà in parte guidata, cioè svolta in classe con l’aiuto del docente, e in parte libera, cioè affidata direttamente agli studenti e successivamente discussa analiticamente in classe attraverso disamine collettive e riformulazioni argomentative)

 

<<Coloro che trattarono le scienze furono o empirici o dogmatici. Gli empirici, come le formiche, accumulano e consumano. I razionalisti, come i ragni, ricavano da se medesimi la loro tela. la via di mezzo è quella delle api, che ricavano la materia prima dai fiori dei giardini e dei campi, e la trasformano e la digeriscono in virtù della loro propria capacità. Non dissimile è il lavoro della vera filosofia che non si deve servire soltanto o principalmente delle forze della mente; la materia prima che essa ricava dalla storia naturale e dagli esperimenti meccanici, non deve esser conservata intatta nella memoria ma trasformata e lavorata dall'intelletto. Così la nostra speranza è riposta nell'unione sempre più stretta e più santa delle due facoltà, quella sperimentale e quella razionale, unione che non si è finora realizzata.>> (F. BACONE, Novum Organum, aforisma95)

 

Lavoro per lo studente:

 

Esercitazione

1. Trasferisci il discorso di Bacone in una mappa logica.

2. Dal brano letto emerge, fra le righe, un giudizio morale che Bacone dà delle differenti tipologie di approccio conoscitivo alla realtà cui corrispondono i tre animali. Sulla base delle recenti conoscenze della biologia, approfondite con il docente di scienze e riportate in ALLEGATO:

A) Critica l’analogia usata da Bacone

B) Prova tu a ricostruire l’argomentazione baconiana utilizzando altre immagini – a tuo avviso più appropriate – tratte dal mondo della natura.

 

Commento del docente:

Bacone, in questo brano, partendo dalla natura ed in particolare dal comportamento di alcuni animali, affronta il problema del rapporto tra esperienza e teoria, tra empirismo e razionalismo. Gli empiristi, tramite il metodo induttivo, partono dall'esperienza, dalla natura, dal mondo circostante, per trarne la legge generale.  Come le formiche accumulano il cibo, essi accumulano nozioni su nozioni senza però elaborarle. Al contrario i razionalisti si possono paragonare ai ragni in quanto seguono un metodo deduttivo e la legge non si basa unicamente sui sensi, ma parte da idee innate, dall'universale si arriva quindi al particolare. Infatti noi uomini dotati di intelletto, non dobbiamo limitarci ad usare i nostri sensi per capire la natura e ad accontentarci di ciò che vediamo e sappiamo, ma non possiamo neanche fidarci delle idee (e neppure delle scienze degli antichi) senza attenerci a delle esperienze e a dei fatti. Il filosofo, paragonato da Bacone alle api, deve quindi, basandosi sulle sensate esperienze, su degli esperimenti, arrivare a formulare con l'intelletto una legge che raccolga dei fatti affini tra loro, solo così si possono imparare cose nuove, osservando, formulando - a volte sbagliando - senza creare una divisione tra mondo concreto e teoria. Questo richiede, tuttavia, una singolare disposizione dell’intelletto stesso, un <<impeto, … un’inclinazione>> (aforisma CIV), <<una tendenza che gli è propria>> (a. XLV), una <<meravigliosa virtù>> (a. XCIX) – come dirà, più avanti, lo stesso Bacone – che consentirà al filosofo di giungere ad una nuova interpretazione del libro della natura.

L’elaborazione dell’esperienza è definita, infatti, da Bacone “arte di interpretare la natura”, che egli distingue dall’anticipazione della natura. Questa deriva da una lettura della natura a partire dalle idee non ricavate dalla natura stessa, mentre le interpretazioni penetrano all’interno della natura, ricavando da essa stessa i principi mediante i quali è possibile spiegarla e trasformarla.

 

Nel far questo, l’intelletto umano non agisce, << non è un lume secco, ma riceve alimento dalla volontà e dagli affetti e ciò dà luogo a ciò che si potrebbe chiamare “le scienze come uno le desidera”. Infatti l’uomo crede più facilmente vero ciò che preferisce sia vero. Respinge dunque le cose difficili perché è impaziente nella ricerca; respinge le cose semplici perché limitano la speranza; le più profonde della natura per superstizione; la luce dell’esperienza per arroganza e orgoglio e perché non sembri che la mente si occupi di cose vili e transitorie; respinge i paradossi per rispetto all’opinione volgare. Insomma gli affetti, in innumerevoli e talora impercettibili guise, penetrano nell’intelligenza e la corrompono>> (Aforisma 49).

 

 

Lavoro per lo studente:

 

Esercitazione

1. Il lessico usato da Bacone nell’aforisma citato introduce dei termini sui quali occorre prestar attenzione; definiscili prima cercandoli nel diziona­rietto filosofico, poi indicandoli con tue parole:

volontà:

affetti:

ricerca:

mente:

opinione comune:

intelletto:

2. Nell’aforisma proposto, Bacone cita una sentenza attribuita ad Eraclito <<Luce secco, anima la più saggia>>. Da quanto sinora detto, per sostenere quale tesi argomentativa?

a. respingere le influenze del sentimento e della volontà sull’intelletto.

b. sottolineare il rapporto che unisce il temperamento del corpo con i costumi dell’anima.

c. evidenziare il legame tra virtù intellettuali e disposizioni morali.

 

 

FASE 3 (1 ora di lezione)

 

Problematizzazione dei testi attraverso un possibile collegamento interdisciplinare (durante l’ora di compresenza con la disciplina di Scienze Sociali)

 

Il docente di filosofia fa un rapido richiamo alla teoria degli Idola.

L’analisi degli idola – in Bacone – si sviluppa in due direzioni complementari: da un lato è una riflessione sui fattori soggettivi, connessi alla natura umana (idola tribus) o alle specificità individuali (idola specus), dall’atro lato, è una radicale problematizzazione del sapere precedente, sia di quello che fa ormai parte del senso comune e delle convenzioni sociali ed è veicolato dal linguaggio stesso (idola fori) sia di quello derivante dalle filosofie del passato (idola teatri).

Si propongono, poi, tre brevi stralci: il primo – sugli Idola Tribus – è di Bacone, sempre tratto dal Novum Organum, il secondo è tratto da K. G. Jung, Tipi psicologici, il terzo nuovamente da Bacone.

 

<<Gli idoli della tribù sono radicati nella stessa natura umana e nella stessa tribù o razza umana. Erroneamente infatti si asserisce che il senso umano è la misura delle cose: anzi, tutte le percezioni, sia del senso che della mente, derivano dall’analogia con l’uomo, non con l’universo; e, rispetto ai raggi delle cose, l’intelletto umano si comporta come uno specchio diseguale, che mescola la sua natura nella natura delle cose,contraffacendola e deformandola.>> (aforisma XLI)

 

Commento del docente di filosofia:

Gli Idola tribus, appaiono, dunque, come “idee collettive” e non, piuttosto, come “idee” – o immagini – individuali, che accoglierebbero i contenuti provenienti da acquisizioni personali. Immagini o idee scaturienti <<dalla possibilità ereditaria di una capacità funzionale psichica, cioè dalla struttura ereditaria. Sono i contenuti mitologici, i motivi, le immagini che possono nascere in ogni momento e in ogni luogo, senza tradizione o riproduzione storica.>> (K.G. Jung Tipi psicologici)

 

 

Commento del docente di scienze sociali:

Per Jung – che nel brano propone un’importante distinzione, quella tra idee personali ed idee collettive – l’espressione tipica dell’inconscio collettivo sono le immagini primordiali che Jung chiamerà “archetipi”, ossia immagini proprie di un’epoca o di tutta l’umanità, che si manifestano nell’individuo attraverso i sogni, nell’immaginazione o, a livello collettivo, attraverso miti, leggende, opere d’arte, o, ancora, se vogliamo, <<penetrano nell’animo degli uomini dai vari dogmi delle filosofie (…) trame presentate sulla scena e recitate, che hanno prodotto mondi fittizi e teatrali.>> (Bacone, N. O. Aforisma XLIV)

 

Dopo un breve richiamo alle teorie junghiane, già note agli allievi, si apre, la discussione critica, guidata dai due docenti ed avente come nuclei centrali da far emergere quelli sottoelencati:

 

-                     la mente è organizzatrice del sapere;

-                     la mente può anche sbagliare (idola come naturali errori della mente umana), ma è proprio dagli errori che si possono trarre le future precisazioni;

-                     è anche vero, però, che non tener conto della “visione del mondo”, della “mappa del mondo” del soggetto coinvolto nel processo di conoscenza appare una forma di “realismo ingenuo”

-                     la mente, dunque, quando conosce, coordina i contenuti secondo schemi logici che mettono assieme contenuti legati ad un certo periodo storico.

 

 

FASE 4 (1 ora di lezione)

 

Elaborazione di un giudizio personale da parte degli allievi (momento di verifica).

Ritenendo che l'insegnamento della filosofia tende a rendere possibile nei giovani il ripetersi dell'esperienza della ricerca filosofica, si concentreranno, ora, i nostri sforzi nel guidare la classe nel processo di scoperta dei problemi filosofici emersi dalla lettura dei brani, individuandone la linea di continuità con i problemi emergenti nei due differenti contesti disciplinari. Nella seconda fase - l'incontro con il testo – gli studenti avevano avuto modo di appropriarsi dei concetti, idee, teorie e delle forme del ragionare del filosofo Bacone, attraverso i quali – a seguito della lettura dei brani – si è tentato di definire ambiti problematici e discuterli, successivamente, nella terza fase, con altri interlocutori della classe (ossia i compagni e la docente di Scienze Sociali). Ora, nella fase della valutazione e dell’elaborazione creativa dei contenuti, il problema studiato nei brani verrà rimesso in gioco e restituito alla riflessione e alla valutazione personale di ciascun componente del gruppo classe al fine di consentire a ciascuno l’integrazione dei contenuti appresi all'interno del proprio patrimonio cognitivo-esperienziale, valoriale e l’eventuale ristrutturazione di ambiti importanti della propria personalità.

 

Lavoro per lo studente:

 

Verifica valutativa

Scegli una fra le due proposte di lavoro sottoelencate:

 

1. Facendo uno sforzo creativo, riproduci il genere letterario usato dall'autore – l’aforisma – per argomentare una fra le seguenti tesi:

  1. respingere le influenze del sentimento e della volontà sull’intelletto
  2. sostenere il legame tra virtù intellettuali e disposizioni morali

 

2. Elabora una posizione ragionata in confronto con le tesi sostenute dall’autore nei brani letti in classe, in un dialogo immaginario con Bacone che ti consenta di confilosofare con lui.


 

ALLEGATO:

 

 

 

Ragni

 

Di solito si pensa che l’unica preoccupazione di un ragno è di rimuginare nel suo interno sostanze per poter produrre il filo di seta con il quale tesse la sua ragnatela.

Ma un ragno può fare di più di quello che si pensa. Gli ultimi studi della specie indicano chiaramente che fra il ragno e il suo ambiente esiste un legame profondo che va oltre le perfette forme geometriche le quali possono essere simulate con l’evoluzione della sezione aurea.

 

In particolare si sottolinea la straordinaria capacità del ragno  a verificare le condizioni ambientali in termini non solo spaziali ma anche temporali creando un “idea” dell’ambiente in cui si è immerso. Così per esempio riesce a conoscere le variazioni di temperatura, la geomorfologia dell’ambiente in cui ritrova, a calcolare le distanze ed il grado di tensione del filo sufficiente per sopportare esso e la sua preda. In poche parole la costruzione della tela è parzialmente inscritta nel suo codice genetico ma le parametri e le condizioni ideali per architettare la sua tela le deve valutare il ragno stesso. Esempio: date due estremità ( di variabile distanza) il ragno può costruire un filo guida su cui comincia a tesserla. Ma la tessitura comincia sempre dal punto di mezzo del filo guida. Come il ragno può verificare quale sia il punto che divide a metà un segmento è ancora una questione aperta.

 

Un secondo elemento di indubbio interesse è la sua capacità di produzione filo di varie qualità adatto per ogni ambiente. In altre parole: la stessa specie di ragno in diversi ambienti produce filamenti diversi sia in termini di resistenza sia in termini di qualità della fibra.