UNITA’ DIDATTICA

 ROUSSEAU E IL DISCORSO SULLE SCIENZE E LE ARTI

a cura di Truglia Tito e Semaforico Isabella

 

DESTINATARI: studenti del IV anno del Liceo Scientifico.

Tale unità si inserisce nella programmazione della seconda parte dell’anno scolastico.

TEMPI: 3 ore.

PREREQUISITI: conoscenza del contesto storico, culturale e politico dell’Illuminismo e del dibattito filosofico dell’Encyclopédie.

OBIETTIVI:

- conoscenza del pensiero filosofico di Rousseau  e del suo atteggiamento nei confronti delle diverse problematiche del tempo (progresso culturale, corruzione morale);

- enucleare le idee centrali del testo;

- ricostruire la strategia argomentativa e rintracciarne gli scopi;

- riassumere, in forma sia orale che scritta, le tesi fondamentali;

-ricondurre le tesi individuate nel testo al pensiero complessivo di Rousseau;
- individuare i rapporti che collegano iil testo al contesto storico;

- individuare e analizzare problemi significativi della realtà contemporanea considerati nella sua complessità.

CAPACITA’:

- di lettura e di analisi di brani filosofici;

- individuazione delle varie tesi e argomentazioni;

-capacità di comprendere il senso del messaggio rousseauiano attraverso la lettura dei testi;

-saper ricostruire le fasi principali dell’itinerario filosofico di Rousseau;

- saper mettere in relazione le tesi filosofiche rousseauiane con l’attuale dibattito relativo al progresso.

COMPETENZE E ABILITA’:

- saper analizzare il testo filosofico;

-saper formulare domande;

- saper definire le idee centrali e gli scopi centrali del  testo;

- saper contestualizzare;

- saper tematizzare diacronicamente una problematica filosofica scientifica (rapporto tra progresso sociale e progresso scientifico, artistico e letterario).

ATTEGGIAMENTI:

- capacità di problematizzare i temi affrontati legandoli al periodo storico;

- sviluppare una posizione personale fondata.

METODI:

Lettura individualizzata e guidata dei brani, commento e discussione, lezione frontale espositiva e dialogata, dibattiti a tema.

STRUMENTI:

Brani tratti  Discorso sulle scienze e le arti (tr.it. di M.Garin, in J.J. Rousseau, Scritti politici, I, Bari 1971), libro di testo, strumenti informatici.

VERIFICHE:

Le verifiche si effettueranno al termine dell’unità didattica e comprenderanno:

-attività di piccolo gruppo nella produzione dei temi trattati in videoscrittura con breve esposizione;
-prova scritta con la somministrazione ddi un questionario predisposto dal docente ( quesiti con risposte multiple e domande aperte). Vedi scheda

 

 QUALI TESTI LEGGERE E COME?

 Gli argomenti saranno affrontati attraverso la lettura, individualizzata e guidata dall’insegnante, del Discorso sulle scienze e le arti, considerato in sezioni particolarmente significative.  Per evitare la frammentarietà, tali sezioni saranno brevi e scelte in modo unitario e completo. I criteri per la scelta  dei testi saranno la leggibilità e l’accessibilità dei contenuti da parte degli  studenti.

 Per individuare il problema centrale saranno proposti i seguenti brani in cui è evidente una contraddizione:                                                   

 

“E’ uno spettacolo grande e bello vedere l’uomo che esce in qualche modo dal nulla coi propri sforzi; che dissipa coi lumi della ragione le tenebre in cui la natura l’aveva avvolto; che si eleva al di sopra di se stesso; si slancia con lo spirito fino alle regioni celesti; percorre a passi di gigante, come il sole, l’ampia distesa dell’universo”.

 

“Quanti pericoli! Quante strade sbagliate nella ricerca scientifica! Per quanti errori mille volte più pericolosi di quanto la verità non sia utile dobbiamo passare per arrivare a lei! Il danno è manifesto: il falso è suscettibile un’infinità di combinazioni, mentre la verità non ha che un modo essere. Chi, d’altronde, la cerca con schietta sincerità? E, con la miglior volontà di questo mondo, per quali segni certi possiamo riconoscerla? In questa folla di pareri diversi quale sarà il nostro criterium per un retto giudizio? E, cosa più difficile fra tutte, se per fortuna alla fine la scopriamo, chi di noi saprà farne buon uso?

Se le nostre scienze sono vane nei fini che propongono, anche più pericolose sono negli effetti che producono”.

 

 

ARTICOLAZIONE SISTEMATICA DEI CONTENUTI

 

·        Discussione finalizzata a proporre il tema del progresso come problema ( a partire da una evidente contraddizione che emerge dai testi letti).

·        Presentazione di Rousseau (brevi cenni biografici) e del primo Discorso nell’ambiente storico dell’Illuminismo  (successi della scienza, ascesa economica e sociale della borghesia; teismo e tolleranza; fiducia nell’autonomia della ragione; fiducia nel progresso scientifico e morale – coraggio intellettuale, sapere aude- impegno alla diffusione della cultura, al miglioramento della società, al perseguimento del benessere individuale e collettivo).

·        Presentazione dello sviluppo del suo pensiero sottolineando l’unità del suo pensiero caratterizzato dall’intreccio e dalla continuità di tematiche antropologiche, sociali, economiche e politiche. Nel primo periodo dunque Rousseau inizia il suo percorso filosofico e pone i problemi che verranno approfonditi e risolti nel Contratto sociale.

 

1^ PERIODO: Discorso sulle scienze e le arti (1750)

                        Discorso sull’origine della disuguaglianza (1755)

 

2^ PERIODO DELLE GRANDI OPERE: Contratto sociale

                                                                     Emilio

 

ATTIVITA’ SUL TESTO

 

Le tematiche da esaminare e approfondire nell’unità didattica sono:

 

·        Contrapposizione tra essere e apparire determinata dalle scienze e le arti che solo apparentemente avevano migliorato l’uomo,  ma in realtà, avevano contribuito allo sdoppiamento dell’uomo in se stesso. L’uomo non appariva per quello che era , ossia quello che appariva dell’uomo non corrispondeva a quello che esso era veramente. L’apparire era contrapposto all’essere perché apparire significava estraniarsi da sé per mostrarsi diversi da ciò che si era.

 

“Oggi che ricerche più sottili e un gusto più fine hanno ridotto in formule l’arte del piacere, nei nostri costumi regna una vile e ingannevole uniformità e tutti gli spiriti sembrano usciti dallo stesso stampo… Non si osa più mostrarsi come si è; e in questa perpetua costrizione gli uomini che formano il gregge chiamato società faranno tutti, nelle stesse circostanze, le medesime cose, a meno di esserne distolti da motivi più potenti. Così non si saprà mai bene con chi si ha a che fare: per conoscere il proprio amico bisognerà dunque aspettare le grandi occasioni, aspettare cioè che il momento buono sia passato, dato che per queste occasioni sarebbe stato essenziale conoscerlo”.

 

·        Visione distorta dell’uomo che aveva la sua origine nel progresso delle scienze, delle lettere e delle arti perché esse avevano provocato le apparenze. La negatività del progresso, sottolineata da Rousseau, non significava certo che egli rifiutasse la società e la cultura del suo tempo. In realtà rifiutava una cultura specifica, ossia quella scientifica e artistica, essendo essa stessa fondata essenzialmente sulle apparenze.

 

“Dove non c’è l’effetto non c’è da cercare la causa: ma qui l’effetto è certo, la depravazione è reale e le nostre anime si sono corrotte via via che le nostre scienze e le nostre arti progredivano verso la perfezione. Diremo che si tratta di una disgrazia propria del nostro tempo? No, signori; i mali causati dalla nostra vana curiosità sono vecchi come il mondo. Il quotidiano alzarsi ed abbassarsi delle acque dell’oceano non è soggetto al corso dell’astro che la notte ci illumina, più regolarmente di quanto i costumi e le probità dipendano per la loro sorte dal progresso delle scienze e delle arti. Man mano che la loro luce si levava sul nostro orizzonte si è vista la virtù dileguarsi e lo stesso fenomeno è stato osservato in tutti i tempi e in tutti i luoghi”.

 

·        Problema epistemologico: da dove e perché sono nate le scienze e le arti. Le scienze e le arti erano particolarmente insidiose perché, essendo nate dai nostri vizi (lusso, ozio) fermentavano negli uomini sentimenti egoistici ed individualistici. Gli scienziati, gli artisti e i letterati erano fuorviati dal desiderio di stima e di ammirazione. Le scienze e le arti erano coltivate perché procuravano solo fama, ricchezze, onori e gloria che appagavano il desiderio di apparire che serpeggia nell’intellettuale, volto in tal modo alla continua ricerca di privilegi e di un’approvazione degli altri.

 

“Ogni artista vuole essere applaudito. Gli elogi dei suoi contemporanei sono la parte più ambita della sua ricompensa…Mentre le comodità della vita si moltiplicano, le arti si perfezionano e il lusso si diffonde, il vero coraggio si fiacca, le virtù militari si dileguano; ed è anche questa  opera delle scienze e di tutte le arti che si esercitano nell’ombra di uno studio…Tutti gli esempi c’insegnano che nella formazione militare o ad essa comunque assimilabile, lo studio delle scienze è molto più adatto a sminuire ed effimeraie gli animi che non a renderli più forti e coraggiosi”.

 

·        Conseguenze del progresso scientifico, artistico e letterario: la disuguaglianza come problema sociale. Negli uomini di cultura era insito il desiderio individuale di competizione e di primeggiare: essi cioè cercavano di ottenere il posto più alto. Rousseau non poteva che avere una concezione negativa del ruolo sociale delle scienze e delle arti perché esse acuendo negli uomini l’ambizione, la vanità, l’invidia e la superbia, finiva per rafforzare la disuguaglianza tra gli uomini. Il problema della disuguaglianza sarà approfondito nel Discorso sull’origine della disuguaglianza.

 

 “Qual è la fonte di tanti abusi se non la disuguaglianza funesta introdotta fra gli uomini col valorizzare il talento mentre si avvilisce la virtù? Ecco il risultato più evidente di tutto il nostro studio, e la più pericolosa delle sue conseguenze. Di un uomo non si chiede più se è onesto, ma se ha ingegno; di un libro, non se è utile, ma se è scritto bene. Si è larghi di ricompense con gli spiriti coltivati, e la virtù resta senza onori. Per i bei discorsi premi in quantità; nessuno per le belle azioni… Abbiamo fisici, geometri, chimici, astronomi, poeti, musicisti, pittori; ma non abbiamo più cittadini; o se ancora ce ne restano, dispersi nelle nostre campagne abbandonate, là muoiono indigenti e disprezzati; tale è lo stato in cui sono ridotti, questa è la benevolenza che ottengono da noi coloro che ci danno il pane e che ai nostri figli danno il latte”.

 

·        Critica al sapere filosofico ( Berkley, Spinosa, Mandeville, Hobbes) , definizione del vero sapere inteso come virtù. Gli uomini attribuivano smisurate importanze al talento (onori, ricchezze, potere) svilendo invece la virtù perché non ritenuta da essi degna di innalzare l’uomo a nobili riconoscimenti.

 

“Non voglio azzardare qui un paragone tra agricoltori e filosofi; non sarebbe tollerato  Mi limito a chiedere : che cosa è la filosofia? Che cosa contengono gli scritti dei filosofi più noti? Quali sono le lezioni che si ricavano da questi amici della sapienza? A sentirli, non si prenderebbero forse per un branco di ciarlatani che gridano, ognuno dal canto suo, su una pubblica piazza: - Venite da me; io solo non vi metto di mezzo. Chi pretende che il corpo non ci sia e che tutto sia rappresentazione. C hi dice che non vi ha altra sostanza oltre la materia né altro Dio oltre il mondo. Secondo quello gli uomini sono dei lupi e possono divorarsi senza scrupoli. O grandi filosofi! Perché non riservate ai vostri amici e ai vostri figli questi utili insegnamenti? Voi non tardereste a esserne ricompensati e noi non dovremmo temere di trovare tra i nostri qualcuno dei vostri seguaci…”

 

“O virtù! Scienza sublime delle anime semplici, occorre proprio tanta fatica e tanto apparato per conoscerti? Non sono forse i tuoi principi scolpiti in tutti i cuori e non basta per imparare le tue leggi per rientrare in se stessi e ascoltare la voce della propria coscienza nel silenzio delle passioni? Ecco la vera filosofia; sappiamocene  contentare; e senza invidiare la gloria degli famosi che conquistano l’immortalità nella repubblica delle lettere, cerchiamo di porre tra loro e noi questa gloriosa distinzione  che un tempo si notava tra due grandi popoli: che l’uno sapeva parlare bene, l’altro sapeva operare”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALUNNO…………………………………………...CLASSE……………..DATA………………..

 

1 Nel primo Discorso Rousseau esprime posizioni di rottura nei confronti dell’Illuminismo, in particolare sui seguenti punti:

      

a)      contesta l’idea di progresso

b)      critica il materialismo illuministico

c)      critica il sensismo e l’empirismo

d)      mette in dubbio il fatto che le scienze e le arti contribuiscano al miglioramento dell’umanità

e)      afferma l’importanza del sentimento contro la ragione

f)        afferma la religione del cuore contro il deismo

 

2 Indica quali delle frasi seguenti sono di Rousseau o rispecchiano comunque il suo pensiero:

 

a)      Le nostre anime si sono elevate a misura che le nostre scienze e le nostre arti sono progredite verso la perfezione

b)      Bisogna condurre l’umanità ad uno stato primitivo, bruciare le biblioteche, chiudere le accademie e soprattutto vietare ogni forma superiore di cultura

c)      Le nostre anime si sono corrotte man mano che le nostre scienze e le nostre arti progredivano verso la perfezione

d)      Ogni artista vuole essere applaudito; gli elogi dei suoi contemporanei sono la parte più ambita della sua ricompensa

 

3 Rousseau considera negativo lo sviluppo delle scienze e delle arti perché:

    

a)      derivano dalla disuguaglianza sociale

b)      distolgono l’uomo dai problemi dell’esistenza

c)      alimentano l’ateismo

d)      derivano dai vizi umani e li alimentano

 

4 Secondo Rousseau, l’uomo è influenzato dall’ambiente sociale:

 

a)      in misura minima, perché ciò che conta sono le caratteristiche naturali che l’ambiente non può modificare

b)      in misura determinante, tanto che la sua stessa natura umana subisce una trasformazione

c)      in misura variabile, a seconda che il sistema politico sia più o meno costrittivo

d)      mai, perché l’individuo si sviluppa indipendentemente dall’ambiente in cui si trova

 

5 Quale valutazione morale dà Rousseau sulla società del suo tempo?

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

6 Rousseau afferma che il desiderio di reputazione, di prestigio, di gloria era soddisfatto attraverso una disuguaglianza crescente il cui obiettivo era quello di accrescere il potere degli uomini socialmente emergenti e migliorare l’opinione che gli altri avevano su di essi ( R. Polin, Le sense de l’égalité et de l’inégalité chez J.-J. Rousseau ).  Spiega cosa significa:

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….......................................................................................................................................