Prospetto di Unità didattica

JEAN-JACQUES ROUSSEAU

di Claudio Stella

Destinatari: studenti del quarto anno di Liceo Scientifico.

Tempi: 3 ore.

PRIMA ORA: biografia di Rousseau e i due Discorsi.

-          1712: Rousseau nasce a Ginevra; influenze ginevrine: calvinismo, repubblicanesimo, rigore morale.

-          1728: fugge ad Annecy, incontra Madame de Warens; conversione al cattolicesimo; non riesce a trovare un’occupazione fissa.

-          1744: arriva a Parigi, dove entra in contatto coi philosophes (Diderot, D’Alembert, Condillac, Voltaire) e coi salotti della capitale francese.

-          1745: conosce Teresa, che poi sposerà dando alla luce 5 figli, che saranno abbandonati all’orfanotrofio.

-          1749: collabora all’Encyclopédie; lettura del bando dell’Accademia di Digione: “Il rinascimento delle scienze e delle arti ha contribuito alla purificazione dei costumi?”

 

1750: Discorso sulle scienze e sulle arti

-          “Barbarus hic ego sum quia non intelligor illis” (Ovidio): Jean-Jacques aveva l’ossessione di non essere compreso e apprezzato dagli altri.

-          “Decipimur specie recti” (Orazio): ciò che appare buono in realtà non lo è.

-          Polemica contro la cultura asservita al potere: “La necessità innalzò i troni, scienze e arti li hanno consolidati”; “Scienze e arti distendono ghirlande di fiori sulle ferree catene di cui gli uomini sono gravati”.

-          Giudizio negativo sulla “civiltà”.

-          Elogio di Sparta e di Roma repubblicana, contrapposte ad Atene, dove lusso e ozio hanno indebolito la società, dando più importanza all’apparire che all’essere.

 

1754: Discorso sull’origine e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini

-          Riflessione sulle origini della comunità umana; concetto di “stato di natura”, dove gli uomini non sono cattivi come diceva Hobbes, ma hanno pietà e amor di sé.

-          Lo stato di natura ha carattere ideale (polemica con Voltaire); Rousseau denuncia i meccanismi di corruzione sociale.

-          Origine dei mali dell’umanità: istituzione della proprietà privata; le istituzioni politiche hanno prodotto ulteriori ingiustizie.

-          L’uomo ha buone qualità ma è debole e corruttibile.

 

-          N. B. : nel 1754 Rousseau rompe coi philosophes.

 

SECONDA ORA: il Contratto sociale (1762).

-          Impossibilità di tornare indietro: necessità di un patto adatto a conciliare sicurezza sociale e libertà individuale.

-          Stato sociale: organismo artificiale in cui l’uomo deve compiere un mutamento; comunità fondata sulla partecipazione, non sulla semplice obbedienza (contro Hobbes).

-          L’alienazione deve essere totale e uguale per tutti (contro Locke).

-          Stato politico: realizzazione della natura razionale dell’individuo, non più bourgeois ma citoyen.

-          Sovranità popolare: inalienabile, indivisibile (contro Montesquieu e Locke); non è tenuta a dare garanzie; non può essere delegata, perché i rappresentanti potrebbero diventare despoti.

-          Caratteri del nuovo Stato: assemblea dei padri famiglia, città piccola (Atene, Ginevra).

-          Concetto di “Volontà generale”: non è la volontà di tutti, non mira all’utile particolare, è un “atto puro dell’intelligenza che ragiona nel silenzio delle passioni”, principio e fondamento della comunità contro gli interessi di singoli o di gruppi ristretti.

-          Obbedire alla Volontà generale equivale a obbedire alla parte più razionale di noi stessi.

-          Libertà è comprendere la razionalità dell’ordine comunitario e accettare autonomamente la Volontà generale, esprimentesi nelle Leggi.

-          Assenza di partiti, associazioni e di qualsiasi corpo intermedio.

-          Derive totalitarie del concetto di Volontà generale.

 

TERZA ORA: Emilio (1762).

-          Opera pedagogica, fondata sul presupposto teorico della naturale bontà dell’uomo; il fanciullo cresce nella solitudine campestre.

-          Ruolo del precettore: né imporre divieti rigidi né assecondare fantasie immotivate; “Nulla è insegnabile, ma tutto dovrà essere trovato dall’educando”.

-          Il rapporto con le cose concrete della natura limiterà l’istinto di onnipotenza di Emilio.

-          Opportunità del “perdere tempo” dietro a cose apparentemente insignificanti, per sviluppare l’autonomia del bambino.

-          Rousseau oppone alla tradizionale pedagogia positiva (imposizione di dottrine prestabilite e insegnamento della virtù) una pedagogia negativa (risposta a domande dell’educando, allontanamento dal vizio e dall’errore, libertà ben guidata).

-          Equivocità della figura del precettore.