Tema e problema
SCIENZA MODERNA E METODO GALILEIANO

Attualità della figura di Galileo
e carattere inaugurale della riflessione
sulla questione del metodo

 

Destinatari: studenti del quarto anno di corso di un Liceo.

Presupposti: lo studente deve conoscere

  1. le premesse umanistico-rinascimentali di una concezione eroica della conoscenza umana;
  2. la filosofia della natura del '500;
  3. le cosmologie aristotelico-tolemaica e copernicana;
  4. le tappe, per linee generali, attraverso cui si snoda il progressivo aumento dell'attenzione ai fenomeni empirici dal tardo medioevo all'età moderna;
  5. Bacone e Bruno;
  6. I metodi maieutico e dialettico di indagine filosofica;
  7. il significato dell'espressione mos geometricus e l'importanza, in sede filosofica, degli Elementi di Euclide.

La conoscenza di tali presupposti verrà accertata nella fase introduttiva del discorso attraverso il dialogo con gli studenti.

Obiettivi di conoscenza:

  1. conoscenza del caso Galileo, sia del suo reale svolgimento storico che della valenza simbolica da esso assunta nel tempo;
  2. conoscenza della metodologia conferita da Galileo alla scienza e conseguentemente del significato del termine scienza in un senso ristretto (distinto quindi sia dall'uso che se ne faceva nelle epoche anteriori alla rivoluzione secentesca, sia dall'uso diffuso che ne fa oggi il senso comune);
  3. precisa conoscenza delle analogie e delle differenze che intercorrono tra alcuni assunti della concezione della conoscenza della natura in Galileo (la matematizzazione della natura, il ricorso all'esperienza, la distinzione oggettivo-soggettivo, l'atteggiamento dubitativo) e assunti apparentemente assimilabili riconducibili a suoi predecessori (la tradizione platonico/pitagorica, l'aristotelismo, la distinzione episteme-doxa, lo scetticismo antico);
  4. comprensione del significato filosofico di una tale impostazione metodologica;
  5. conoscenza, anche se per linee essenziali, delle ripercussioni avute sui posteri dall'introduzione di un problema del metodo; comprensione del carattere inaugurale che esso ha in Galileo.

Obiettivi di competenza:

  1. capacità di individuare in un testo scientifico-filosofico gli indizi dell'assunzione o meno del nuovo metodo;
  2. capacità di riconoscere in un testo non filosofico (nella fattispecie in testi scientifici e teatrali) le argomentazioni e/o le implicazioni filosofiche (assunzioni metafisiche, questioni gnoseologiche, giudizi di valore etc.);
  3. capacità di riconoscere una ricostruzione storiografica del pensiero di un autore, distinguendola da rivisitazioni di quello stesso pensiero che prescindano da preoccupazioni storiografiche.

Obiettivi di abilità: sviluppo di un atteggiamento problematico e capace di contestualizzare l'opera di un autore, sia in relazione alle sue coordinate storico-culturali, che a processi culturali di lungo periodo; sviluppo quindi di un'attenzione alle implicazioni sulla contemporaneità dei problemi sollevati dall'inaugurazione di un nuovo metodo conoscitivo.

Strumenti e modalità: lezione frontale, integrata dalla lettura e discussione di stralci del testo teatrale Vita di Galileo di Bertolt Brecht (di cui si presuppone la lettura integrale da parte degli studenti), di estratti scelti delle opere di Galileo. Visione del film Galileo di Liliana Cavani.

Verifiche formative: cfr. alla fine di ogni sezione.

Verifiche sommative: Prova di analisi di un testo da svolgere in due ore.

Durata: 3 ore (escluse la prova scritta e l'eventuale visione del film).

 

 

Introduzione :

Breve dialogo con gli studenti sul panorama culturale dell'epoca in cui vive Galileo, al fine di accertare la conoscenza dei presupposti.

Parte I : attualità della figura dell'uomo Galileo

Introduzione:

  1. accenni alla vicenda biografica di Galileo e in particolare al processo;
  2. breve accenno a possibili confronti con le figure di Socrate e Bruno;
  3. sottolineatura della complessità dell'uomo Galileo, e della difficoltà di darne un giudizio di valore, soprattutto in relazione all'abiura.

    Attraverso l'utilizzo del testo di Brecht si toccheranno poi i seguenti temi:

  4. breve accenno alle diverse stesure del testo di Brecht [unicamente per esemplificare come la complessità del personaggio storico, rilevata al punto c), trovi riscontro nella possibilità di darne rappresentazioni tra loro molto differenti];
  5. preliminare chiarimento del senso in cui può essere usato un testo teatrale in ambito filosofico [nessuna preoccupazione critico-estetica, né di attendibilità storiografica: il testo verrà usato, quindi, non come fonte ma come documento à a noi esso attesta come durante e dopo la II guerra mondiale fossero ancora di piena attualità i temi sotto indicati];
  6. lettura e commento di parti scelte che sottolineino la concretezza del personaggio e il suo essere profondamente radicato nella realtà, e del suo tempo, e della dimensione quotidiana [è utile che la figura di Galileo venga percepita quanto più tangibile e vicina possibile];
  7. lettura e commento di parti scelte dell'opera che enfatizzino il tema del dissidio dell'intellettuale che persegue il libero esercizio delle sue facoltà (la libera ricerca del vero) e un potere/tradizione che gli si oppongono (agganci con l'attualità);
  8. lettura e commento di parti che trattino del rapporto scienza/cultura e denaro; quindi del tema della responsabilità di chi finanzia e dirige la ricerca (agganci con l'attualità);
  9. lettura e commento di parti scelte che affrontino il problema delle ripercussioni sociali sia delle scoperte di Galileo, sia soprattutto della tensione alla pubblicità e democratizzazione del metodo conoscitivo da lui approntato.

N.B. - Il punto i) può fungere da un utile anello di congiunzione tra la prima parte e la seconda.

Verifica formativa relativa al lavoro svolto fin qui: constatato che la contemporaneità sente la necessità di interrogarsi sulla figura di Galileo come ti poni rispetto ai temi g) h) i)? Dibattito aperto.

 

Parte II : la questione del metodo

Introduzione:

  1. richiesta agli studenti di fornire esempi dell'uso che si fa comunemente dei termini scienza, scientifico, scientificamente; da ciò guidarli quindi all'individuazione dei concetti, denominatori comuni, di rigore, procedure, metodo, esperimento, uso della matematica;
  2. richiesta a questo punto di fornire esempi dell'uso di un metodo, in relazione ai processi conoscitivi, prodottisi nell'antichità, guidandoli in particolare all'individuazione dei procedimenti logico-argomentativi.

    Lettura del seguente testo:

    Quasi tutto ciò che distingue il mondo moderno dai secoli precedenti è da attribuirsi alla scienza, che raggiunse i suoi più vistosi successi nel XVII secolo. Il Rinascimento, per quanto non medievale, non è moderno: è più vicino alla migliore età della Grecia … Il mondo moderno, per quel che riguarda la forma mentis, comincia nel XVII secolo. Nessun italiano del Rinascimento sarebbe stato incomprensibile a Platone o ad Aristotele; Lutero avrebbe atterrito Tommaso d'Aquino, ma questi non avrebbe trovato fatica a capirlo. Il XVII secolo è differente: Platone ed Aristotele, l'Aquinate e Occam avrebbero trovato che Newton non aveva né capo né coda. (Russell)

    In questo brano, che pur essendo colorito e restituendoci un'immagine vivida della nascita della scienza moderna ha la pretesa di essere una tesi storiografica, si sostiene che con la nascita della scienza cambia la forma mentis dell'uomo, al punto che il pensiero moderno risulterebbe incomprensibile per quello antico e medievale. Senza entrare nel merito del valore di una tesi così radicale e demandando alla conclusione del percorso didattico l'abbozzo di una possibile soluzione a tale questione, possiamo cercare di individuare nel problema del metodo un aspetto fondamentale di tale cambiamento.

    In proposito, e recuperando anche quanto anticipato nella discussione del punto i) della parte precedente, si può anteporre alla trattazione del problema del metodo la lettura di questo passo, a testimonianza della tensione alla pubblicità del sapere, che contamina di sé tutto l'approccio metodologico galileiano:

    Io voglio ch'e' vegghino che la natura, sì come gli ha dato gli occhi per vedere l'opere sue … gli ha dato il cervello da poterle intendere e capire (Galileo)

    Sulla scorta poi di quanto emerso dalla discussione dei punti a) e b) si può passare alla lettura guidata e al commento del seguente testo:

    In un regolo … lungo circa 12 braccia, e largo per un verso mezzo braccio e per l'altro 3 dita, si era in questa minor larghezza incavato un canaletto, poco più largo di un dito; tiratolo dirittissimo e, per averlo ben pulito e liscio … si faceva in esso scendere una palla di bronzo durissimo, ben rotondata e pulita; costruito che si era il detto regolo pendente, elevando sopra il piano orizzontale una delle sue estremità un braccio o due ad arbitrio, si lasciava scendere per il detto canale la palla, notando, nel modo che appresso dirò, il tempo che consumava nello scorrerlo tutto, replicando il medesimo atto molte volte per assicurarsi bene della quantità di tempo, nel quale non si trovava mai differenza … Fatta e stabilita precisamente tale operazione, facemmo scender la medesima palla solamente per la quarta parte della lunghezza di esso canale; e misurato il tempo della sua scesa, si trovava sempre puntualissimamente esser la metà dell'altro; e facendo poi l'esperienza di altre parti, esaminando ora il tempo di tutta la lunghezza col tempo della metà, o de i 3/4, o in conclusione con qualunque altra divisione, per esperienze ben cento volte replicate, sempre s'incontrava, gli spazi passati esser tra loro come i quadrati de i tempi, e questo in tutte le inclinazioni del piano, cioè del canale nel quale si faceva scender la palla. (Galileo)

  3. attraverso l'analisi del testo, condurre gli studenti all'individuazione dei punti salienti dal punto di vista metodologico, e ricomporli poi, approfondendone il senso, come segue:
  1. selezione dell'esperienza;
  2. isolamento di ciò che è essenziale all'esperienza e astrazione da ciò che non lo è;
  3. misurazione;
  4. estrema cautela;
  5. ripetizione (à quindi ripetibilità);
  1. rispecchia a pieno i principi della selezione e dell'astrazione (cattura l'aspetto quantitativo e solo quello);
  2. permette di individuare in modo preciso e univoco le entità coinvolte e ricomporle secondo regole precise;

Nelle dimostrazioni necessarie o indubitabilmente si conclude o inesorabilmente si paralogizza, senza lasciarsi campo di poter con limitazioni, con distinzioni, con istorcimenti di parole o con altre girandole sostenersi più in piede, ma è forza in brevi parole ed al primo assalto restare o Cesare o niente. (Galileo)

  1. risalire ad una definizione nuova e ristretta, chiarendo che in Galileo tale definizione non è affatto esplicita, dell'uso dei termini scienza e metodo (scienza come un tipo di conoscenza, quel tipo che in particolare ha per oggetto la natura, e che è caratterizzato dal fatto di darsi un metodo, metodo che si compone a sua volta di osservazione empirica e ipotesi di leggi scritte in un linguaggio matematico, le quali leggi risultino empiricamente verificabili);
  2. chiarire quindi in cosa tale definizione differisce dagli usi che di questi due termini si fa nell'antichità e nell'uso quotidiano odierno:
  1. ulteriori approfondimenti possono essere svolti poi attraverso il superamento delle ambiguità tra:
  1. riflessione su come cambia il concetto di razionalità e il suo rapporto con la verità:

Voglio aggiungere per ora questo solo: che io mi rendo sicuro che, se Aristotele tornasse al mondo, egli riceverebbe me tra i suoi seguaci … molto più che moltissimi altri. E quando Aristotele vedesse le novità scoperte novamente in cielo, dove egli affermò quello essere inalterabile ed immutabile, perché niuna alterazione vi si era sino allora veduta, indubitatamente egli direbbe ora il contrario (Galileo)

Verifica formativa: in base alla conoscenza che hai del pensiero moderno, ti sembra che la tesi di Russell sia fondata? Dibattito aperto. Invito a tenere sempre a mente tale tesi e di sottoporla a ulteriori verifiche durante il loro percorso scolastico.

Questioni aperte:

Galileo dimostra una piena acquisizione del metodo descritto per quanto attiene alla sua pratica di uomo di scienza, mentre dal punto di vista della elaborazione teorica e dell'approfondimento del senso filosofico del suo metodo è necessario rimandare a intellettuali quali Cartesio (Discorso sul metodo), Loke, Hume, Mill fino all'epistemologia contemporanea. Alcune questioni che in Galileo restano inevase e sulle quali si può fare un rapido excursus sono le seguenti:

  1. egli si disinteressa della questione dell'origine dei concetti che usa à sarà un problema affrontato in modo peculiare da Cartesio e dalla riflessione empirista;
  2. di conseguenza non si preoccupa di giustificarne l'adozione (da cosa trae la sua legittimità la matematica? Qual è la metafisica che può fondare tale legittimità?) à la diatriba tra una concezione strumentalista e una platonica degli enti matematici si protrarrà fino ai nostri giorni;
  3. la riflessione sull'induzione e i processi di generalizzazione sarà tematizzata in particolare da Hume e Mill;
  4. la questione dell'adeguatezza della definizione di scienza e del metodo descritto è risolta positivamente in modo implicito, non viene tematizzata; come già accennato vi sono però discipline che hanno prerogative di scientificità alle quali la definizione non si attaglia à il problema della demarcazione sarà uno di quelli su cui si concentrerà l'epistemologia contemporanea;
  5. Quel metodo che è nato per liberare la ragione dal giogo della metafisica è oggi additato a sua volta come un giogo à Contro il metodo.