DIDATTICA DELLA STORIA

LA STORIA: MODELLI DI INSEGNAMENTO

Da quando insegno storia moderna alla facoltà di Scienze politiche di Bologna (sono ormai sedici anni) all'inizio del corso chiedo ai miei studenti (che sono mediamente almeno duecento e provengono da ogni tipo di scuola e da ogni parte d'Italia, e perciò costituiscono un buon campione) come hanno studiato storia a scuola. La risposta può essere sintetizzata così (non ho notato significative variazioni nel corso di questi anni): circa il 30% ha conosciuto quasi esclusivamente il modello “studiare da pagina... a pagina... del manuale”; il 50% dichiara di aver avuto insegnanti che ricorrevano abbastanza sistematicamente a lezioni ex-cathedra per ampliare/sintetizzare/spiegare gli argomenti del manuale, o per introdurre temi in esso non trattati; il rimanente 20% ha fatto anche esperienze di “ricerca” guidata e di questo circa un terzo (meno del 10% del campione) dichiara di aver sentito parlare di “laboratorio di storia” e dimostra di sapere di cosa si tratta. Complessivamente nel primo gruppo prevale nettamente una valutazione negativa della propria esperienza didattica; nel terzo il giudizio è molto differenziato, ma tendenzialmente positivo; nel secondo generalmente positivo>> [GIANCARLO ANGELOZZI, La lezione frontale: una proposta di lavoro, in GIANCARLO ANGELOZZI, CESARINA CASANOVA, a cura di, La storia a scuola, Carocci, Roma 2003].

 

LA FIGURA DEL DOCENTE DI STORIA NELLA SCUOLA ITALIANA

 

Gli accoppiamenti tradizionali di storia e filosofia nei licei classico e scientifico e di italiano e storia, con possibili aggregazioni di latino, greco e geografia negli istituti tecnici e magistrali e nei ginnasi, fanno sì che nei concorsi la storia sia subordinata, come nella scuola, a discipline umanistico-letterarie dalla sistemazione istituzionale assai meglio definita, corrispondente a curricula universitari articolati e coerenti. Il docente solidamente preparato in linguistica, filologia e critica letteraria o in filosofia, con aspirazioni di promozione scientifica, è incoraggiato nella sua inclinazione a considerare la storia come un’integrazione necessaria ai soli fini professionali, da assumere nella forma più accessibile attraverso manuali e letteratura storiografica non specializzata. (GIANNI PERONA, La didattica della storia: il dibattito, 1983).

 

L’INSEGNANTE DI STORIA NELL’ITALIA POST-UNITARIA

 

Risposta del prof. Corio (insegnante Storia):

Sul programma assegnato per lo studio della Storia nei Licei io non ho osservazioni a fare, poiché per quanto esso possa sembrare esteso (specialmente la parte spettante al primo Corso),  non di meno si riesce a trattarlo in tutti i Corsi con ragionevole estensione (come ho potuto fare in quest’anno) e rimane inoltre il tempo necessario per le opportune esercitazioni degli studenti.

(Dai Verbali del Consiglio dei Professori del Liceo “Manzoni” di Milano, 11 giugno 1886)

 

 

Il prof. Lanzani dice: “Entrando nell’aula della 2° classe per far lezione di Storia trovai che la cattedra divelta dal suo posto era stata rivolta inversamente; osservai che le tenute di ferro erano state spezzate, e le viti e i chiodi che la fermavano alla predella dove levati e dove contorti.

Ho ragione di credere, prosegue il sullodato professore, che ciò sia stato fatto da alcuni scolari in onta a me, tanto più che pochi giorni sono entrando nella medesima classe trovai che una sedia e l’attaccapanni d’uso dei Professori erano stati cacciati sopra l’armadio che è nell’aula stessa a fianco alla cattedra. Vivamente sorpreso e addolorato feci chiamare dal bidello il Sig. Preside, a cui, fatto osservare il grave atto di indisciplinatezza e di sfregio a me domandai un severo ed efficace provvedimento.”

Riprende la parola il Preside,  e confermato il racconto del prof. Lanzani dice che lì per lì credette dover sospendere l’intera classe dalle lezioni finché il Consiglio dei Professori, radunato espressamente, non avesse deliberato quei provvedimenti che avesse stimato più opportuni ed efficaci a tutelare in avvenire l’ordine e la disciplina nella classe. Invita quindi il consiglio, considerata la gravità della mancanza commessa, a pronunciare il proprio verdetto.

Si discute un po’ da tutti e finalmente ammesso e ritenuto:

1° che gli Insegnanti devono essere solidali delle ingiurie recate ad uno di essi;

2° che importa di reprimere energicamente simili atti di indisciplinatezza tanto più gravi e deplorevoli in quanto che vengono commessi da giovani che per la loro età e pel grado degli studi sono in obbligo di comportarsi con maggiore educazione e dignità, e dimostrare profondo rispetto e sincera gratitudine verso i loro precettori;

3° che il difetto di coraggio nei buoni di impedire, con la forza del loro biasimo,  che alcuni sconsigliati, se non visti, compiano atti che tornano a disonore di tutta la classe, è pur esso una colpa;

visto l’articolo 55 del Regolamento 23 ottobre 1884;

Delibera

che sia esclusa dagli esami della 1° sessione tutta la classe ove gli autori dell’atto di indisciplinatezza non si rendano spontaneamente palesi.

(Dai Verbali del Consiglio dei Professori del Liceo “Manzoni” di Milano, 29 marzo 1885)

 

Adunanza del 31 Marzo 1885

Sono presenti il Preside e tutti i Professori del Liceo.

Il Preside comunica al Consiglio che il giovane Avignoni Amilcare del 2° corso liceale si è spontaneamente denunziato autore dell’atto di indisciplinatezza commesso nella scuola il 28 dello spirante mese e legge la lettera che il medesimo giovane ha indirizzato al Consiglio,  con cui dichiara di aver compiuto questo atto per mera leggerezza,  senza la menoma intenzione di fare sfregio al prof. Lanzani che egli stima grandemente per la somma bontà d’animo e pel grande sapere. E chiede perdono della grave mancanza di cui si confessa pentito, e pronto a farne ammenda.

Il Consiglio, condannando sempre il fatto commesso dallo studente Avignoni, si compiace che egli abbia avuto il coraggio di confessarlo e non lasciare così che ne venissero puniti molti innocenti. Quindi,  ritornando sulla deliberazione presa avanti jeri,  ne annulla gli effetti a riguardo di tutti gli altri alunni del 2° corso e si pronunzia disposto a far grazia anche allo stesso Avignoni qualora nel restante corso dell’anno egli dia prova di sincero ravvedimento tenendo una condotta sotto ogni rispetto inappuntabile.

Il Segretario                                                                                                Il Preside

(Il verbale è di mano del Preside)                                                                                    V.Arcinetti

(Dai Verbali del Consiglio dei Professori del Liceo “Manzoni” di Milano, 31 marzo 1885)

 

L’ITALIA FASCISTA

 

Dal Verbale per la seduta del 28 maggio 1940 concernente la scelta dei libri di testo del Liceo “Manzoni” di Milano

[…] Storia – A, B, C, D) (Classe I): Pietro Silva – Corso di storia per i licei (I); Filosofia: A, B, C, D) Guzzo – Breve storia della filosofia; A, B, C, D) Tinivella: Ragionamento introduttivo alla filosofia; A) Platone – Fedone (a cura del Villa); B) Epitteto – Manuale (Sansoni); C) Epitteto – Manuale (La Scaligera); D) Platone – Fedone (Villa);

II° classe – Storia: A, B, C, D) Pietro Silva: Corso di Storia per i licei (II); Filosofia: Guzzo: Breve storia della filosofia (A, B, C, D); A) Berkeley: Trattato sui principii della conoscenza umana (Mondadori); B) Tinivella: Ragionamento introduttivo alla filosofia; Cartesio, Discorso sul metodo (Zanichelli Bologna); C) Discorso sul metodo (a cura di De Giuli); D) Cartesio – Discorso sul metodo (Zanichelli); A, B, C, D) De Francisci Gerbino: La ricostruzione corporativa (Palermo);

 


III classe: Storia – A, B, C, D) Silva – Corso di Storia per i licei (III); filosofia: A, B, C, D): Guzzo – Breve storia della filosofia; A) Rosmini – Principii della scienza morale (Esposito); B) Vico – La scienza nuova (Mondadori); C) Fichte – La missione del dotto (Alfieri); D) Fichte – La missione del dotto (Internazionale – Torino); B, D) Mussolini – La dottrina del Fascismo (Sansoni); A) Mussolini – La dottrina del Fascismo (edizione libera); C) Mussolini – La dottrina del Fascismo (Hoepli); De Francisci Gerbino – La ricostruzione corporativa (A, B, C, D). Sono inoltre approvati, come opera consigliata, i tre volumi delle Letture storiche del Gasperoni Tudertino […].

 

L’ITALIA REPUBBLICANA

GIORNO DELLA MEMORIA: UN COMPITO DELL'INSEGNANTE DI STORIA?

“Legge 211, G.U. 20 luglio 2001. Art. 1: La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, 'Giorno della Memoria', al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Art. 2. In occasione del 'Giorno della Memoria' di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati italiani e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia del nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

 

 

PROGRAMMI DI STORIA DEI LICEI
GINNASIO SUPERIORE E LICEO CLASSICO - LICEO SCIENTIFICO
PROGRAMMI DI INSEGNAMENTO
(emanati dalla Sottocommissione Alleata dell’Educazione nell’anno 1944)
AVVERTENZE E SUGGERIMENTI GENERALI

I presenti programmi, negli intenti e nel metodo, seguono e completano quelli della rinnovata scuola elementare popolare e media inferiore. Ai programmi tradizionali della scuola classica suggerimenti nuovi sono aggiunti che valgono a introdurre il giovane nel mondo di una cultura più veramente umanistica, dove tutte le discipline nel loro armonico completarsi e fondersi divengano formatrici dell’intelletto e diano movimento e vita al pensiero. Affinché per più ampie strade possa spaziare l’iniziativa dei giovani si sono avviati i programmi di letteratura e di storia alla indagine di più vaste relazioni mondiali, di più profonde comprensioni sociali.
Ma la vastità dei campi d’indagine non deve indurre l’insegnante ad affastellare nella mente del giovane informazioni non assimilabili, ad appesantirlo con un materiale bruto che non diviene cultura, ma provoca avversione agli studi o, nel migliore dei casi, supino adattamento alle altrui imposizioni. Va esercitata invece l’indagine collettiva che renderà vivo nei giovane il bisogno di seguire via via nuovi sviluppi e di risolvere problemi scaturiti da formazioni precedenti. La lettura e la discussione dei presenti programmi sarà il primo incentivo al sorgere dei problemi.

 

PROGRAMMI DI STORIA
(modificati con il D. P. R. 6 novembre 1960, n. 1457)

[...]

I Liceo classico, III Liceo Scientifico:
Dal Medio Evo al Rinascimento
Il Medio Evo: limiti e importanza di esso.
Chiesa cattolica. Origini del monachesimo.
L’Islam e l’impero degli Arabi: la civiltà mussulmana.
I Longobardi. Carlo Magno e l’Europa dei suoi tempi.
La organizzazione feudale: campagne, città, castelli, abbazie e vescovati. Papato. Impero.
Il delinearsi d’una nuova vita dopo il Mille e i suoi fattori. Movimenti religiosi e sette ereticali.
Le Crociate e lo sviluppo delle relazioni tra i popoli mediterranei.
Il Comune italiano. Dal Comune alla Signoria. Gli albori della nuova Europa.
Papato e Impero in lotta per la supremazia politica.
Il declino del Papato e dell’Impero come forze politiche universalistiche.
Il Rinascimento. Le invenzioni; le scoperte geografiche e le loro conseguenze nella vita mondiale. La colonizzazione.
II Liceo classico, IV Liceo Scientifico:
L’età moderna.
La crisi dell’equilibrio politico italiano e le guerre di predominio in Europa. Riforma e Controriforma.
Le lotte politico-religiose.
Il periodo dell’assolutismo e i conflitti per il primato in Europa.
L’Italia durante il predominio straniero.
L’assetto europeo nel secolo XVIII. La rivoluzione americana.
L’Illuminismo e il movimento riformatore.
La Rivoluzione francese.
Napoleone.
Il Congresso di Vienna.
III Liceo classico, V Liceo Scientifico:
L’età contemporanea
La Restaurazione. Contrasti e lotte per la libertà e l’indipendenza dei popoli.
I problemi del Risorgimento. Il 1848 in Europa e in Italia: guerre e lotte per l’indipendenza italiana.
Lo Stato unitario italiano: problemi, contrasti e sviluppi.
I grandi problemi mondiali alla fine del secolo XIX: trasformazione e sviluppi nel campo dell’economia e della tecnica: il travaglio economico-sociale e le lotte di classi; imperialismi e colonizzazioni; i rapporti internazionali e l’equilibrio europeo.
Le guerre mondiali. La resistenza, la lotta di liberazione, la Costituzione della Repubblica italiana; ideali e realizzazioni della democrazia.
Tramonto del colonialismo e nuovi Stati nel mondo. Istituti e organizzazioni per la cooperazione fra i popoli. Comunità europea.

 

PROGRAMMI SPERIMENTALI DI STORIA “BROCCA” (1992)
(IN SOSTITUZIONE DEI PROGRAMMI DI INSEGNAMENTO VIGENTI NEL QUINQUENNIO
DEGLI ISTITUTI TECNICI,D.M. 31 gennaio 1996)

BIENNIO


FINALITA' DELL’INSEGNAMENTO
L’insegnamento di Storia è finalizzato a promuovere e sviluppare:

·         la capacità di recuperare la memoria del passato in quanto tale;

·         la capacità di orientarsi nella complessità del presente;

·         l’apertura verso le problematiche della pacifica convivenza tra i popoli, della solidarietà e del rispetto reciproco;

·         l’ampliamento del proprio orizzonte culturale, attraverso la capacità di riflettere, alla luce della esperienza acquisita con lo studio di società del passato, sulla trama di relazioni sociali, politiche ecc. nella quale si è inseriti;

·         la capacità di razionalizzare il senso del tempo e dello spazio;

·         la consapevolezza della necessità di selezionare e valutare criticamente le testimonianze.

 

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare di sapere:

·         esporre in forma chiara e coerente fatti e problemi relativi agli eventi storici studiati;

·         usare con proprietà alcuni fondamentali termini e concetti propri del linguaggio storiografico (ad esempio: cambiamento, cesura, ciclo. congiuntura, continuità, decadenza, progresso, restaurazione, rivoluzione, sottosviluppo, sviluppo);

·         distinguere i molteplici aspetti di un evento e l’incidenza in esso dei diversi soggetti storici (individui, gruppi sociali ecc.);

·         interpretare e valutare, in casi semplici, le testimonianze utilizzate; distinguere in esse fatti, ragioni; opinioni e pregiudizi; individuare inconsistenze e incoerenze, ecc.;

·         confrontare, in casi semplici, le differenti interpretazioni che gli storici danno di un medesimo fatto o fenomeno, in riferimento anche alle fonti usate;

·         ricostruire le connessioni sincroniche e gli sviluppi diacronici riferiti ad un determinato problema storico studiato.


ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
[...]
TRIENNIO

FINALITÀ DELL’ INSEGNAMENTO
Lo studio della storia concorre nel triennio alla formazione di un atteggiamento aperto all’indagine sul passato per meglio comprendere ed accettare le rapide accelerazioni della società contemporanea e per favorire la partecipazione cosciente e responsabile alla vita collettiva.

Oltre a riprendere e sviluppare le finalità del biennio, l’insegnamento della Storia si propone di condurre lo studente a:

·         ricostruire la complessità del fatto storico attraverso l’individuazione di rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e contesti;

·         acquisire la consapevolezza che lo studio del passato oltre a dare conoscenza di un patrimonio comune è fondamento per la comprensione del presente e della sua evoluzione;

·         acquisire la consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate sulla base di fonti di natura diversa che lo storico vaglia, seleziona, ordina e interpreta secondo modelli e riferimenti ideologici;

·         consolidare l’attitudine a problematizzare e ad effettuare collegamenti inserendo in scala diacronica le conoscenze acquisite anche in altre aree disciplinari;

·         affinare la sensibilità alle differenze.


OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Gli obiettivi specifici del triennio devono tendere a rafforzare le abilità già acquisite nel biennio e a far acquisire abilità più complesse.

Lo studente deve acquisire la capacità di usare concetti e modelli del discorso storico, cosi da raggiungere consapevolezza della specificità della storia:

·         riconoscere, comprendere e valutare le più importanti relazioni tra dati, concetti e fenomeni;

·         individuare e descrivere analogie e differenze, continuità e rottura fra fenomeni;

·         esporre concetti e termini storici in rapporto agli specifici contesti storico-culturali;

·         classificare ed organizzare dati, leggere e strutturare tabelle, grafici, cronologie, tavole sinottiche, atlanti storici e geografici, manuali, bibliografie;

·         osservare le dinamiche storiche attraverso le fonti;

·         usare modelli appropriati per inquadrare, comparare e collocare in modo significativo i diversi fenomeni storici locali, regionali. continentali, planetari;

·         saper leggere testi specialistici ed acquisire concetti e lessico significativi.


ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Considerato il numero delle ore previste per ogni anno di corso, la varietà e la complessità dei problemi, la vastità dell’arco di tempo preso in esame nel triennio, si sono individuati, a puro titolo d’esempio, essenziali temi portanti intorno ai quali muoversi.

La scansione delle unità didattiche è stata pensata per permettere una trattazione più approfondita degli eventi del nostro secolo; inoltre in questo modo i programmi di storia e di italiano potranno essere utilmente svolti in parallelo.

·         Nella classe terza si giungerà fino alla metà del Seicento;

·         nella classe quarta fino alla seconda metà dell’Ottocento

·         nella classe quinta fino ai nostri giorni.

Le articolazioni interne delle unità didattiche, vanno intese come percorsi possibili e non pretendono d’essere esaustive; vogliono suggerire argomenti salienti, suscettibili di essere trattati con maggiori o minori approfondimenti, secondo angolature differenti (economiche, socio-culturali, politiche) che rispondono all’intento di fornire quella varietà di approcci sopra auspicata.

Resta comunque indispensabile corredare i momenti di lavoro. di analisi e di approfondimento a momenti d’indagine miranti a far acquisire una visione d’insieme del periodo storico di ogni anno.

Alcuni micro-percorsi sono pensati come strettamente interdisciplinari con le unità didattiche di letteratura e dispongono, quindi, anche di tempi di lavoro relativi all’italiano.

Per ogni anno di corso si suggerisce di sviluppare da dieci a dodici unità didattiche opportunamente scelte all’interno dei temi portanti. Ad ogni unità didattica devono essere dedicate da quattro a sei ore di lavoro della classe a scuola, comprensiva di verifica ed eventuale recupero, e altrettante di lavoro individuale dello studente.

Classe terza
1. Dal basso Medioevo all’Età moderna

a.      Le istituzioni politiche italiane nel XII e XIV secolo

b.      Papato e Impero. Le monarchie nazionali

c.      Crisi economica e demografica

d.      Trasformazioni culturali e religione nell’Europa cristiana

2. L’Europa e i nuovi mondi fra XV e XVI secolo

a.     Evoluzione delle strutture statali e la formazione dello stato moderno

b.     Rinnovamento della cultura. La crisi religiosa e la Riforma. La scoperta del mondo.

c.     L’economia nel XVI secolo e la rivoluzione dei prezzi.

3. Il Seicento

a.     Assetto territoriale ed equilibri politici del ‘600

b.     La decadenza spagnola e l’Italia. L’assolutismo francese. La rivoluzione inglese

c.     Economia e società nell’Europa

d.     La cultura tra Riforma e Controriforma.


Classe quarta
1. Il secolo dei lumi

a.     Crisi dell’assolutismo: movimenti riformatori; parlamentarismo inglese; dispotismo illuminato

b.     Imperi coloniali: sviluppi economici e conflitti internazionali

c.     Illuminismo

2. L’età delle rivoluzioni

a.     La rivoluzione americana e la formazione degli Stati Uniti.

b.     La rivoluzione francese. L’età napoleonica.

c.     La Rivoluzione Industriale.

3. L’Europa delle questioni nazionali

a.     Il Congresso di Vienna e la Restaurazione. I movimenti liberali e i sistemi costituzionali. Il 1848 in Europa ed in Italia. Le questioni nazionali: caso italiano e tedesco.

b.     Lo sviluppo industriale e le nuove tecnologie.

c.     Pensiero borghese e pensiero socialista.


Classe quinta
1. L’età dell’imperialismo

a.     Le relazioni internazionali dal 1870 al 1914. Colonialismo e imperialismo.

b.     Gli stati europei: la Germania di Bismarck e l’Italia da Depretis a Giolitti.

c.     La crisi della società e del sistema politico liberale europeo.

2. L’Europa e il mondo tra i due conflitti mondiali

a.     La prima guerra mondiale.

b.     La nascita dell’URRS; totalitarismo e democrazia in Europa e nel mondo.

c.     Economia europea e grande crisi.

d.     Cultura di massa e ruolo degli intellettuali.

3. Il mondo contemporaneo

 

a.     La seconda guerra mondiale. La divisione in blocchi del mondo e la guerra fredda.

b.     Il Terzo Mondo: decolonizzazione, sottosviluppo e rivolte.

c.     La dimensione mondiale del mercato.

d.     La rivoluzione informatica.


Indicazioni didattiche

1. Il pensiero storico, in quanto metodo e forma di spiegazione euristica della realtà umana e sociale, è parte costitutiva e integrante del sapere e della cultura occidentale. Li nostra cultura è intimamente storica. In questo senso la storia può essere riconosciuta come una espressione culturale diffusa e come un peculiare modello di investigazione della realtà. La pervasività stessa del pensiero storico consente la sua trasformazione in senso comune storico, su cui possono innestarsi usi sociali, politici ed ideologici, talvolta impropri, rispetto ai quali la scuola ha compiti di chiarificazione e di critica.

2. La storia è la disciplina che studia e indaga le differenze e il mutamento, le strutture, le permanenze e le continuità; rapporta l'evento al contesto generale specifico; inserisce il caso particolare in una trama di relazioni, retaggi, opportunità; considera in un'ottica di complessità soggetti, azioni, comportamenti e valori. La storia dunque si realizza come operazione di selezione, contestualizzazione, interpretazione e come disciplina fondata su un metodo rigoroso di indagine sui fatti; su una tecnica collaudata di ricerca delle relazioni, su una ermeneutica controllabile ed esplicita. Infine procede alla spiegazione di eventi, processi e permanenze mediante proprie tecniche di discorso.

3. Finalità essenziale dell'insegnamento storico è quella di educare gli studenti alla consapevolezza del metodo storico, per ciò che attiene all'accertamento dei fatti, all'investigazione, all'utilizzo, all'interpretazione delle fonti, all'esposizione delle argomentazioni. Ciò avviene non su procedure astratte, ma in stretta relazione e interdipendenza con i contenuti. L'interazione metodo/contenuti costituisce l'asse privilegiato della didattica storica. Nel pieno rispetto di tale interazione, l'insegnante sceglie percorsi didattici, finalizzati all'acquisizione di obiettivi cognitivi e metodologici, programmaticamente individuati ed esplicitati, percorsi che utilizzano - a misura degli studenti - le procedure del metodo storico: formulazione delle domande, definizione del nodo problematico", sviluppo delle dinamiche interne e delle interrelazioni contestuali, accertamento delle eredità.

4. La storiografia offre la possibilità di puntualizzare mezzi di indagine e modelli di interpretazione, e consente il vaglio critico del patrimonio delle conoscenze acquisite e il loro utilizzo, la possibilità di confronti e di comparazioni. Essa consente altresì di individuare i punti di vista, i riferimenti ideologici, la strumentazione teorica e concettuale.

5. La struttura dei contenuti proposti, composta da grandi contestualizzazioni e dalla loro articolazione, si incontra con le modalità di apprendimento proprie del giovane che ha bisogno di ‘viaggiare' tra le grandi generalizzazioni e l'esattezza del concreto. Essa segnala un metro per risolvere la prescrittività dei programmi di storia, stretti tra la complessità e l'ampiezza dei fatti da esaminare, la necessità della selezione e il rapporto non episodico con la riflessione storiografica.

6. i contenuti individuati riguardano in particolare l'uomo associato in collettività, teso a realizzare un'esistenza accettabile, a sfruttare al meglio il patrimonio delle conoscenze accumulate, inserito in un contesto dato di relazioni, di vincoli, di rappresentazioni e autorappresentazioni, di possibilità e rapporto tra uomo, natura e cultura e tra collettività e sfruttamento delle risorse ambientali; le forme di governo delle risorse, delle culture, delle società; l'articolazione delle identità e delle soggettività.

7. Nello stesso modo in cui lo storico utilizza fonti documentarie che sono oggetto di indagine da parte di discipline non assimilabili alla storia (geografia, linguistica, filosofia, economia, psicologia, sociologia, etologia, ecc.) -proponendo così una ricerca di tipo pluridisciplinare o interdisciplinare -, anche l'insegnante di storia deve saper utilizzare una strumentazione ermeneutica pluridisciplinare. Ad essa lo predispone la stessa natura della storia che mutua, all'occasione, da altre discipline lessico e quadri di riferimento concettuali.

8. La didattica storica qui prospettata necessita di una strumentazione di supporto articolata e accessibile: carte geografiche, tabelle cronologiche e sinottiche, manuali di storia, testi storiografici, testi documentari, raccolta di fonti, riproduzioni di documenti, materiale computerizzato ecc.

Così configurata, questa didattica costituisce un vero e proprio laboratorio di storia (ove possibile da realizzare anche in una sede apposita), del quale fanno parte a pieno titolo visite ad archivi pubblici e privati e a musei.

Prove di verifica

A seconda della tipologia dell'unità di studio, cambiano le prove di verifica. Ad esempio un lavoro di concettualizzazione spazio-temporale richiede che lo studente dimostri la padronanza di carte geografiche e cronologiche; un lavoro sulle fonti, che lo studente dimostri di saper formulare questionari di interrogazione di un documento, o di saper confrontare più documenti in modo corretto; un lavoro che implichi la lettura dei testi differenziati (manuali, saggi e articoli divulgativi) richiede che lo studente dimostri le proprie competenze d'uso di generi testuali diversi; se l'allievo deve riferire - oralmente o per iscritto -sul proprio lavoro, si richiede la capacità di pianificare una relazione, di argomentare con proprietà, di servirsi del lessico specifico, di operare rimandi alle fonti di informazione. Se l'allievo deve dimostrare di possedere le conoscenze studiate, saranno utili prove strutturate quali domande vero falso e a risposta multipla, testi a completamento, ecc.

È essenziale, infine, che l'insegnante accerti le competenze, le conoscenze e le abilità acquisite dagli allievi, mediante prove di ingresso, predisposte in funzione sia del raccordo col biennio, sia dell'unità di studio prescelta.

Note alla programmazione

Il programma mette a disposizione del docente un materiale suddiviso e organizzabile in modo da progettare programmazioni che, oltre a garantire l'acquisizione delle conoscenze essenziali, rispondano ai bisogni degli studenti, agli stili di insegnamento, alle disponibilità orarie. Tale flessibilità permette di caratterizzare l'insegnamento rispetto agli indirizzi e di costruire occasioni interdisciplinari.

La struttura dei contenuti proposti è composta da grandi contestualizzazioni, corrispondenti alle titolazioni di ciascun contenuto (indicate con i numeri), ciascuna delle quali si articola in un itinerario possibile (indicato dalla serie di lettere). Queste articolazioni vanno intese come piste di lettura utili per la esplicitazione delle contestualizzazioni.

Sono prescrittivi, per ciascun anno, tutte le contestualizzazioni e non meno di tre itinerari.

Le contestualizzazioni sono prescrittive perché nel loro insieme consentono di costruire una mappa cognitiva utile per comprendere il periodo storico previsto nell'anno. E' prescrittivo lo studio di almeno tre itinerari, in modo da garantire una varietà sufficiente di approcci, e da abituare lo studente al lavoro di confronto tra fatti e contestualizzazioni.

L'insegnante potrà costruire, inoltre, uno o più itinerari - sostitutivi di quelli proposti - combinando in modo coerente e storicamente significativo singoli punti, tratti dalle

diverse articolazioni (contrassegnate dalle lettere), in modo da percorrere trasversalmente i contenuti proposti. Ciascun contenuto è suscettibile ancora di approfondimenti culturali di ricerca anche nella dimensione storica locale.

Dal monte ore a disposizione, un terzo potrà essere dedicato allo studio delle contestualizzazioni; la restante parte - dedicata allo studio degli itinerari - potrà essere ripartita secondo le esigenze della programmazione.

La metà del XVII secolo e la fine del XIX separano lo studio nelle tre annualità. tale periodizzazione non segnala una cesura netta. Infatti, il programma è costruito con percorsi tematici che possono sovrapporsi cronologicamente e svilupparsi secondo temporalità proprie.

Il programma dell'ultimo anno è presentato in forma più analitica. Tale scelta nasce dall'esigenza di fornire, attraverso conoscenze più ampie e approfondimenti indispensabili, una piena comprensione del proprio tempo.


MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE
Le procedure di verifica e il processo di valutazione tendono ad accertare il raggiungimento degli obiettivi, privilegiando l’acquisizione di un corretto approccio ai problemi; viene inoltre verificata la capacità di percepire e sistematizzare storicamente i problemi facendo ricorso a un adeguato supporto di conoscenze del profilo storico.

Gli strumenti di verifica da utilizzare devono essere sia di tipo tradizionale sia di tipo oggettivo; adeguato spazio viene dato a momenti di osservazione che colgano, mediante apposite griglie, sia a livello individuale che in gruppo, le conoscenze e le abilità acquisite.

La valutazione globale è soprattutto correlata alla capacità di compiere inferenze, stabilire relazioni, operare collegamenti, fare uso corretto di fatti, fonti, documenti e materiali.

 

Il decreto n. 682 del 4.11.1996

Modifiche delle disposizioni relative alla suddivisione
annuale del programma di Storia
Il Ministro della Pubblica Istruzione
[…]

Considerato che le vigenti disposizioni sulla suddivisione annuale del programma di Storia riservano generalmente all’ultimo anno di ogni ciclo lo svolgimento di un programma troppo esteso e tale da non consentire comunque un adeguato sviluppo degli eventi succedutisi nel corso del Novecento;
Attesa altresì l’esigenza pedagogico-culturale di dedicare un più ampio spazio alla trattazione di avvenimenti recenti di notevole rilievo storico-politico;
Constatato che i programmi di Storia previsti per gli indirizzi di studio di recente istituzione e quelli valevoli per numerosi progetti sperimentali riservano l’ultimo anno di corso alla Storia del Novecento;
Visto il parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione reso in data 18.10.1996;
Udito il parere della Giunta Centrale degli Studi Storici espresso il 31.10. 1996;
Decreta

Art. 1
I limiti cronologici fissati dai vigenti programmi ministeriali per la suddivisione annuale del programma di storia valevole per il quinquennio dei Licei classici, scientifici, linguistici e degli Istituti tecnici sono modificati secondo le seguenti indicazioni di massima:
1° anno: dalla Preistoria ai primi due secoli dell’Impero Romano;
2° anno: dall’età dei Severi alla metà del XIV secolo;
3° anno: dalla crisi socio-economica del XIV secolo alla prima metà del Seicento;
4° anno: dalla seconda metà del Seicento alla fine dell’Ottocento;
5° anno: il Novecento.

 

I DECRETI DEL 17 OTTOBRE 2005

STORIA

La civiltà feudale italiana ed europea a partire dal X secolo

L’Italia, l’umanesimo e la vita civile.

La rottura religiosa dell’Europa. La vita religiosa nel mondo cattolico e in quello riformato

La geografia del Nuovo Mondo e la creazione dei primi Imperi coloniali.

L’Europa nel XVII secolo. Guerre di religione e nuova geografia europea. Stato moderno e monarchia assoluta.

L’Europa nel XVIII secolo. L’Illuminismo, la nascita degli Stati Uniti, la rivoluzione francese. L’età napoleonica e la Restaurazione

Dal proto-capitalismo alla prima rivoluzione industriale.

Verso nuovi paradigmi politici e istituzionali: Nazione e Repubblica, Patria e Cittadinanza.

Le grandi “questioni” dell’Europa del XIX secolo: libertà, nazione, questione sociale.

La diffusione del liberalismo. Sviluppi dell’idea di nazione. Grandi nazioni e piccole nazioni in Europa. Il Risorgimento italiano e l’Unità.

Dal socialismo utopistico alla nascita dei partiti socialisti e comunisti. 

Il movimento cattolico in Italia e in Europa. 

 

Utilizzare adeguatamente gli strumenti lessicali e concettuali propri della disciplina sia generali sia connessi alle sue principali specializzazioni settoriali (ambientale, politico-istituzionale, sociale, economica, culturale, tecnologica).

Analizzare e interpretare testi storici (scritti, audiovisivi, multimediali), individuando il punto di vista, le argomentazioni e i riferimenti documentali.

Costruire/decostruire il fatto storico, individuandone le dimensioni temporali e spaziali (planetaria, di grandi aree, nazionale, locale), i soggetti e le diverse variabili ambientali, economiche, sociali, politiche e culturali nelle loro interrelazioni.

Utilizzare le conoscenze per periodizzare la storia basso medievale e moderna e per rendere conto in maniera critica di scelte storiografiche alternative.

Analizzare e interpretare fonti scritte, iconografiche, materiali, di diversa tipologia esercitando la critica della fonte (intenzionalità, coerenza interna, rapporto con il contesto, attendibilità…).

Riconoscere e leggere le testimonianze del passato basso medievale e moderno presenti nel territorio.

Analizzare testi di diverso orientamento storiografico per confrontarne le interpretazioni.

Individuare permanenze, cesure, mutamenti e rilevanze storiche, avanzando ipotesi interpretative circa la genesi del presente

Comunicare storia secondo modelli sia schematici sia discorsivi, secondo forme diverse (scritte, orali, multimediali) e secondo diversi registri (narrativo, descrittivo, espositivo, argomentativo).

 

 

La Seconda rivoluzione industriale e l’età dell’imperialismo. L’Italia dall’unificazione alla fine del secolo: il protezionismo e i fenomeni migratori.

L’affermazione e gli sviluppi della società di massa. Dalle nazioni ai nazionalismi. L’Italia e l’esperienza giolittiana.

La Prima Guerra mondiale.

Il nuovo assetto europeo e mondiale. Il comunismo in Russia. Democrazia e antidemocrazia. La crisi degli anni ’30. Fascismo, nazismo e stalinismo.

La Seconda Guerra mondiale. Razzismi e stermini. La Shoah.

I movimenti di liberazione e le nuove democrazie. L’Italia dal fascismo alla democrazia repubblicana. Le innovazioni politiche e sociali del dopoguerra

Democrazia e comunismo nel dopoguerra. Il bipolarismo Usa-Urss e l’equilibrio del terrore. Onu, decolonizzazione e neo-colonialismo. La guerra fredda fino alla caduta del comunismo. Guerre locali e globali.

La sviluppo dell’Occidente, i paesi di nuova industrializzazione e il Sud del mondo.

Il Concilio Vaticano II della chiesa cattolica, le religioni ed i loro rapporti con le dimensioni culturali, politiche e sociali del mondo contemporaneo.

I nuovi soggetti collettivi e le nuove culture. La crisi energetica degli anni ’70, la rivoluzione informatica, il post-fordismo e la globalizzazione.

La storia della società e delle istituzioni dell’Italia repubblicana dalle grandi trasformazioni del dopoguerra al presente.

L’integrazione europea e le sue istituzioni. Dal trattato di Roma al presente.

L’attuale quadro geopolitico mondiale nel rapporto con i processi storici studiati.

Padroneggiare gli strumenti lessicali e concettuali propri della disciplina sia generali sia connessi alle principali specializzazioni settoriali.

Effettuare ricerche bibliografiche, documentali e informatiche con particolare attenzione alla attendibilità dei materiali reperiti e alla loro tipologia.

Indagare le fonti di memoria, porre in raffronto la memoria e la storia, distinguendole ed integrandole.

Costruire mappe di interpretazione dei fenomeni complessi utilizzando le opportune categorie storiografiche.

Utilizzare le conoscenze per periodizzare la storia del XX secolo.

Analizzare e interpretare fonti scritte, iconografiche, materiali, audiovisive, orali e multimediali di diversa tipologia, riconoscendone l’intenzionalità (prospettive ideologiche, politiche, di classe, di genere, etc.) ed esercitando la critica della fonte.

Riconoscere e leggere le testimonianze della storia contemporanea e i luoghi di memoria presenti nel territorio.

Individuare nei testi di storia i modelli storiografici di riferimento.

Riconoscere attraverso alcuni significativi dibattiti storiografici la pluralità delle ricostruzioni e delle interpretazioni storiche.

Strutturare le conoscenze dei fenomeni storici, correlando la scala locale con scale più ampie al fine di orientarsi nella complessità del presente.

Argomentare in merito ai principali temi storici, utilizzando testi storiografici e fonti per costruire motivate interpretazioni.

Comunicare secondo i modelli appresi nel percorso liceale, approfondendo quelli richiesti dall’esame di Stato.