LA GUERRA NELL'ETA' MODERNA

Destinatari: studenti del secondo anno del triennio conclusivo

Prerequisiti: a. conoscenza delle essenziali linee di sviluppo della storia moderna e dei principali eventi bellici che la caratterizzarono

b. capacità di leggere e interrogare delle fonti narrative

Obiettivi: a. conoscenza di alcune problematiche che caratterizzano la riflessione storica sulla guerra in età moderna

b. competenze: sviluppare la capacità in analizzare importanti mutamenti e trasformazioni che attraversano l’età moderna. Si vorrebbe inoltre potenziare la capacità di lettura e interrogazione dei documenti storici.

c. atteggiamenti: capacità di analizzare in maniera problematica gli interrogativi relativi al tema bellico in relazione alla realtà storica.

Tempi: 4 ore

Strumenti: il libro di testo e i documenti proposti

Metodi: per la prima parte si privilegeranno lezioni frontali (il più possibile partecipate), la seconda parte sarà invece affrontata attraverso delle letture e la discussione guidata dei passi proposti.

Contenuti: cfr. più avanti

Verifiche formative: domande poste alla classe

Verifiche sommative: cfr. più avanti

 

La guerra in età moderna

Si vorrebbe sottrarre la riflessione relativa alla guerra in età moderna a considerazioni che pur essendo estremamente pregevoli per il ruolo svolto nella storia delle idee, risulterebbero in ultima istanza scorrette sotto un profilo storico. Si pensi, per esempio, all’approccio che dicotomicamente contrappone guerra e processi di civilizzazione, posizione di indubbio pregio e che ebbe grande eco in ambito letterario e nella riflessione filosofica, ma che sembra tuttavia inadeguata interprete di quella fitta trama di nessi e problematiche, che una riflessione storica sulla realtà effettuale della guerra in età moderna non può eludere.

In particolare, la riflessione sul ruolo svolto dalla guerra in età moderna che si vorrebbe sottoporre all’attenzione degli studenti, si articolerà intorno a due principali interrogativi:

  1. Innanzitutto si vorrebbe indagare il ruolo svolto dalla guerra nella formazione dello stato moderno e nel delinearsi dei rapporti di forza fra gli stati.
  2. Successivamente si considererà il ruolo svolto dagli eserciti nel processo di civilizzazione

  1. Storia e guerra

Quale ruolo svolse la guerre nei processi storici?

La prima area problematica che si è scelto di indagare pone innanzitutto di fronte alla problematicità del nesso fra il consolidamento degli Stati in direzione assolutistica e la formazione di nuovi eserciti. "La storiografia si è a lungo misurata col problema di determinare se lo Stato moderno sia nato sulla punta delle picche e degli archibugi o sia stato piuttosto il consolidamento degli Stati in una direzione assolutista e, in ogni caso, a tutto vantaggio di un potere esecutivo "più uniforme, semplice e forte" (Lloyd), che abbia consentito di schierare "grossi eserciti" e, più in generale, di introdurre una serie di cambiamenti non solo quantitativi sul piano militare". La formulazione presentata da Del Negro, nel capitolo La guerra e la sua evoluzione tecnica( Aa.Vv., Storia moderna, Donzelli 1998, p. 183) riassume la problematicità di un nesso che certamente non si lascia risolvere entro interpretazioni unilaterali, una problematicità che piuttosto è bene mantenere per uno studio che voglia proficuamente confrontarsi con il tema della guerra.

È questa domanda che spinge ad indagare le evoluzioni dell’arte militare, analizzandole in connessione alle loro implicazioni politiche e ai rapporti di potenza che determinarono.

In particolare si ritiene utile presentare agli studenti alcuni aspetti che caratterizzarono le trasformazioni dell’arte militare:

  1. La problematica fusione fra i modelli di combattimento proposti dalle compagnie di ventura e l’affermazione di un modello militare di massa. Tipicamente le compagnie di ventura imposero un modello di esercito iterarmi che introdusse assetti tattici e organici che richiedevano un’arte militare assai evoluta, che non si esauriva affatto in scaramucce e stratagemmi, come invece ha lungamente sostenuto una tradizione storiografica ostile ai mercenari. L’età moderna del resto è caratterizzata dal tentativo che, in modi diversi, attraversò molti stati europei di affiancare ai professionisti della guerra un modello militare di massa caratterizzato da milizie urbane e rurali.
  2. Le evoluzioni delle armi da fuoco e l’affermazione dell’architettura bastionata, evoluzioni che restituiscono la complessa dialettica di assedianti e assediati, fino alla realizzazione di nuovi equilibri.

    Entro questo processo di mutazione delle tecniche difensive è possibile leggere le Guerre d’Italia come un periodo di transizione. Il teatro di guerra italiano passò infatti in secondo piano dopo i primi decenni del Cinquecento, quando le grandi battaglie si spostarono in aree ancora sprovviste di fortezze di tipo nuovo: la vittoria di Carlo v sulla lega di Smalcalda a Muehlberg (1547) ne fu un esempio.

    È inoltre interessante sottolineare che l’architettura bastionata sul medio periodo ebbe l’effetto di stabilizzare le frontiere a tutto vantaggio dei piccoli Stati in lotta, ma sul breve termine non mancò spesso di risolversi in un danno per chi vi ricorse: i piccoli stati che si volevano dotare di questa nuova e dispendiosa architettura vennero travolti quando ancora non avevano completato i loro piani fortificatori e quando ormai non avevano più le risorse necessarie per reclutare truppe sul mercato della guerra.

    1. Veloce analisi dell’evoluzione della tecnica militare relativa alle battaglie navali.
        • Nella metà del Trecento sulle navi erano presenti pezzi di artiglieria che consentivano di bersagliare le navi rivali in fase di abbordo. La tattica navale era basata su speronamenti e arrembaggio ed era quindi in tutto simile a quella degli attacchi terrestri
        • Alla fine del Quattrocento fu introdotto a bordo delle navi il novo tipo di cannone che si era riusciti a forgiare, grazie anche ai miglioramenti della cantieristica che consentirono la creazione di navi più capienti, stabili e veloci. Nelle navi venivano così introdotti i cannoni in batteria lungo le fiancate. Questo determinò la superiorità delle flotte europee.
                    • I primi ad adottare la tattica dei bombardamenti a distanza furono i portoghesi (1502 Vasco De Gama sconfigge la flotta di Calicut e nel 1509 si registra la vittoria di Diu su una spedizione egiziana che consentì ai portoghesi il controllo delle principali rotte dell’indiano)
                    • In Europa questo nuovo tipo di combattimento navale fu introdotto solo successivamente, quando nel 1639 la flotta olandese fece colare a picco la flotta spagnola numericamente superiore.
    2. Il processo che portò alla standardizzazione delle pratiche militari con la conseguente nascita della figura del soldato automa.
        • "Nel corso di più di ottant’anni (1567-1648) le Fiandre furono (…) il laboratorio di una nuova fase della rivoluzione militare"( Aa.Vv., Storia moderna, Donzelli 1998, p. 192). Come osservò Feld (Feld, The Structure of Violence: armed Forces and Social Systems, Londra 1977) l’Olanda realizzò la prima delle rivoluzioni industriali: "l’industrializzazione del comportamento militare". Il soldato non si distingueva più per la sua destrezza o la sua abilità, ma per la pronta obbedienza ai comandi e la regolarità con cui compiva le operazioni prescritte. Il soldato era diventato "un congegno – una sorta di operaio-massa – di macchina militare gestita in modo razionale mediante l’unione sistematica della tecnica e del controllo e alimentata al più basso costo possibile da una manodopera grezza e da armi standardizzate" (Storia Moderna, Donzelli 1998, p. 193).
        • Il modello militare sperimentato dall’Olanda fu ripreso dal re di Svezia Gustavo Adolfo. Le innovazioni introdotte furono quindi adottate anche nel 1640 dal New Model Army di Cromwell.

      Una miglior comprensione del significato dell’esperienza bellica entro la fitta trama della storia non può ignorare come alcuni storici videro nel nuovo tipo di soldato sopradescritto il precursore dell’operaio massa, come sottolinea lo stesso Del Negro nel passo riportato. La disciplina che veniva imposta al soldato inoltre ne limitava la pericolosità per la società.

       

      1. La figura del soldato

      Proprio quest’ultimo aspetto introduce suggestioni che possono essere meglio affrontate entro la seconda area problematica precedentemente indicata, quella relativa cioè al ruolo degli eserciti nei processi di civilizzazione. Come sintetizza brillantemente Del Negro, "il soldato appare contraddittoriamente, a seconda dei contesti e dei giudizi di valore, un barbaro se non un bruto (la violenza contro i rapporti civili, la distruzione o quanto meno lo spreco irrazionale delle risorse economiche e demografiche, l’esaltazione di disvalori quali il furore, l’istinto di morte, la sopraffazione, nei casi migliori la difesa di una cultura tradizionalista, quella cavalleresca, non più al passo con i tempi); oppure un eroe, colui che, in quanto incarna gli ideali della corte e dell’aristocrazia e porta le bandiere dell’onore, della fedeltà, del sacrificio della vita in nome del sovrano, della patria, della cristianità ecc., merita una particolare considerazione sotto ogni profilo; oppure, ancora un tecnico militare, un professionista che coltiva una visione razionale dei problemi e che applica alla gestione della guerra quanto suggeriscono la scienza e la tecnica" (Aa.Vv., Storia moderna, Donzelli 1998, p. 184).

      Ancora una volta ci troviamo di fronte a una serie di alternative non decidibili, che piuttosto dovrebbero disegnare lo sfondo problematico entro cui si dovrebbe collocare uno studio storico rigoroso della figura del soldato, che non sembra opportuno risolvere in immagini unilaterali. Del resto analogamente problematica risulta la collocazione sociale dei militari: "mentre i soldati sono soprattutto fra Seicento e Settecento il risultato di una selezione a prima vista ala rovescia, poiché provengono spesso dagli strati marginali (…) della società, in molti paesi si assiste a una compenetrazione tra le élites militari e quelle politico-sociali e, in ogni caso, si registra la presenza degli alti gradi dell’esercito ai vertici delle corti e degli Stati" (Aa.Vv., Storia moderna, Donzelli 1998, p. 184).

      Piuttosto dunque che tratteggiare una figura univocamente determinata del soldato si preferisce delineare un percorso che attraversi tali ambiguità, attraverso la lettura di alcune fonti, senza rinunciare a leggere queste contraddizioni come in parte legate ai documenti cui si è fatto riferimento, ma senza per questo risolvere in questa considerazione l’ambiguità che caratterizza la figura del soldato in età moderna.

      Modalità di reclutamento delle milizie

        • Miliziani di Angiò nel 1711

      Il 9 marzo le parrocchie condussero i propri miliziani nel Municipio (di Angers)- Questi miliziani erano giovani appartenenti ad ogni parrocchia di questa diocesi… Colui sul quale veniva a cadere la sorte del biglietto era obbligato ad andare alla guerra per tutti i giovani della sua parrocchia, che gli concedevano una specie di mancia, consistente in uno scudo di tre lire o in uno da cento soldi; la somma così raccolta variava secondo il numero dei giovani. Le parrocchie più grandi fornivano due, tre e perfino quattro giovani. Mai si sono viste le parrocchie più grandi colpite da maggior desolazione, visto il cattivo trattamento cui erano sottoposti: li si legava e li si incatenava proprio come bestie; venivano trattati, se è possibile, in modo ancora più indegno, incatenati a due a due o a quattro a quattro, quando arrivavano in qualche città o borgo venivano posti in granai o in stalle; dovevano dormire sulla paglia sempre incatenati e sorvegliati dagli artigiani armati delle suddette città e borgate. Così ne morivano parecchi e, quando se ne presentasse l'occasione, si disertava; queste truppe, inoltre, non hanno mai costituito un vero vantaggio per l'esercito. Le famiglie di questi poveretti erano in preda alla desolazione e rispondevano per i loro figli, che dovevano venire consegnati vivi o morti ai capitani. In questo modo le parrocchie si svuotavano della loro gioventù e a mala pena si trovava chi ne coltivasse i terreni, giacché nel periodo in cui si verificava l'estrazione a sorte i giovani fuggivano ed erravano qua e là; i loro padri e le loro madri erano tuttavia responsabili di questo fitto: ciò li induceva a prezzolare dei miliziani per il periodo dell’assenza volontaria dei loro figli, e a rispondere del comportamento di costoro... Se pure è possibile, la milizia di Bretagna fu trattata in modo ancora più indegno.

      • Il brano descrive le modalità di reclutamento di corpi militari, in relazione a quale guerra?
      • Quali erano i criteri di selezione delle milizie?
      • Che cosa rappresentava entro queste realtà l’arruolamento nell’esercito?
      • Quale immagine del soldato risulta da questa lettura?

       

        • Un arruolatore al lavoro: La Lancette, sergente del Royal-Comtois-Infanterie

      Signore, il 16 settembre, martedì, alle quattro e mezzo del pomeriggio, facendo battere la grancassa nel faubourg St. Etienne, feci bandire al tamburo proprio di fronte alla porte del signor Noel, chirurgo; e dopo che il suddetto tamburo ebbe fatto la grida, mi avvicinai con il denaro in mano al figlio del signor Noel per chiedergli se non desiderasse porsi al servizio di Sua Maestà nel suddetto Reggimento. Mi rispose di no. Ebbi un bel dirgli che avevo bisogno di un camerata, di un fratello d'armi. Mi rispose seccatamente che non aveva nessuna voglia di arruolarsi. Quando vidi che non potevo tenerlo, mi rivolsi il sunnominato Jacques Gravier chiedendogli se non avesse per caso l'idea di prestare servizio. Mi disse di no; ma io, avendo del denaro in una borsa, gli offrii la suddetta borsa che avevo in mano, chiedendogli se quel denaro e la borsa non gli facessero piacere. Mi rispose immediatamente che, se gliele avessi data, l'avrebbe presa subito. Non esitai un istante a dargliela; costui la prese tutto contento e, una volta avutola in mano, scantonò con destrezza per andarsene; io, avendogli visto fare qualche passo, lo raggiunsi sull'istante, chiedendogli se con quella borsa andava lontano; mi rispose che se ne andava; e allora lo presi per il braccio per portarlo a bere...

      • Di che fonte si tratta?
      • Attraverso quali mezzi si cercava di persuadere un giovane ad arruolarsi?
      • Quali mezzi risultavano convincenti? E su quali giovani?
      • Riecheggia in questo brano il cameratismo militare? Quali osservazioni faresti al riguardo?

        • Claude Charles Bernard & Blancey, gentiluomo, signore di Chatenau, segretario capo degli Stati Generali della Provincia di Borgogna, Commissario Generale della Milizia della suddetta Provincia.

      Vista la lettera del Signor Maresciallo, il Duca di Belle Isle, ministro e segretario di stato alla guerra scritta da Versailles in data 22 del presente mese di aprile 1760 e indirizzata ai Signori Eletti, secondo cui lo stato di debolezza in cui Sono ridotti i battaglioni della milizia proviene dall’assenza di una grande quantità di soldati, di cui gli uni non hanno mai raggiunto i loro battaglioni di destinazione, gli altri non sono ritornati al battaglione allo scadere dei congedi che erano loro stati concessi, altri ancora si sono assentati senza averne ottenuto licenza ed altri, infine, sono stati rinviati alle parrocchie d'origine per causa di malattia e ritenuti inabili al servizio, e che tuttavia svolgono nella provincia lavori molto più duri di quel comportati dal servizio militare del Re, e che questi diversi abusi producono un vuoto tanto cospicuo nei battaglioni della Milizia che, se la cosa continuasse, si sarebbe costretti ad esigere dalle comunità i sostituti di questi uomini, adottando così una soluzione tanto estrema e fastidiosa, quanto gravosa per le genti di questa provincia.

      Noi, il Commissario, ordiniamo, in esecuzione agli ordii suddetti che i sindaci e gli abitanti dei comune di…dichiarano nello spazio di otto giorni… i nomi e i cognomi dei miliziani, sia che appartengano al loro comune sia che si tratti di abitanti della provincia attualmente domiciliati nel suddetto comune, assenti dai loro Battaglini sia con licenze scadute sia senza licenze, o che non hanno mai raggiunto il loro corpo di destinazione, sia infine coloro che, essendo stati congedati per causa di malattia, sono guariti e in grado di servire il Re: se nel suddetto arco di tempo si mancherà di ottemperare a queste disposizioni si procederà immancabilmente ad un nuovo reclutamento della milizia nell'ambito del suddetto comune allo scopo di rimpiazzare i soldati che gli abitanti avranno nascosto e omesso di dichiarare…

      Fatto in Digione il 23 aprile 1760.

      • Di che fonte si tratta?
      • A quale problema ci si propone di far fronte?
      • Da quanto letto risulta che il problema

       

        • Noi […] non siamo soldati mercenari, non siamo semplici servitori di uomini, noi abbiamo non solo proclamato Gesù Cristo, il re dei Santi, nostro re, ma desideriamo sottometterci a lui alle sue condizioni e accoglierlo nell’esercizio della sua autorità regia nei nostri cuori e seguirlo ovunque vada, avendo egli stretto di sua volontà un patto con i suoi poveri Santi […].

      Pensate voi che siamo uomini di così bassi trincipì da poter essere indotti senza il minimo ragionamento convincente, a tradire l’interesse della nostra nazione ed esporre migliaia di preziosi Santi di Gesù Cristo, perché siano calpestati come fango per le strade, quando il Signore sta per rivestirli dei loro abiti migliori e sta per renderli un inno di lode sulla terra?

      (L’esercito di Nuovo modello, New Model Army)

      • Quale immagine del soldato risulta da questa descrizione?
      • Di che tipo di documento si tratta?

       

      I disastri della guerra

        • un testimone oculare, la madre Angelica

      7 gennaio 1649. Questo povero paese (Port-Royal des Champs) è in condizioni orribili: è completamente spogliato, perché i soldati che si installano dai contadini fanno battere il grano e non vogliono darne neppure un chicco ai padroni, che glíelo chiedono per carità. Non si coltiva più la terra, non ci sono più cavalli, si è rubato tutto...

      Maggio-giugno 1652. La barbarie dei soldati è tale che neppure i turchi potrebbero far peggio... Tanto orribile è la licenza cui si abbandonano che fra Port-Royal des Champs e Port-Royal di Parigi nei villaggi non c'è più un'anima; i soldati quindi, non trovando più pane, si introducono di forza in tutti i posti che sospettano ne contengano... La farina è già salita a 56 lire e la si trova solo con grandissima difficoltà. Il pane di Gonesse non arriva più, le malattie aumentano, gli assassini si moltiplicano...

      ...Le abbazie (dei dintorni di Parigi) sono state saccheggiate quasi tutte e, la qual cosa è ancor più orribile, le religiose che non hanno potuto scappare sono state indecormamente trattate... La casa di mio fratello d'Andilly è stata non solo saccheggiata dai lorenesi, ma addirittura quasi distrutta; si sono tagliati gli alberi e feriti e mutilati tutti quel poveri contadini. La stessa cosa è accaduti a uno dei nostri villaggi (Mondeville), anzi un po' dappertutto, dal momento che non si è portato rispetto neppure a quelli dei principi, dei marescialli di Francia e dei capitani delle guardie; nessun esercito è immune dall'insubordinazione e dall'indisciplina, e tutti i soldati sembrano posseduti dal demonio...

      Siamo minacciati dalla peste, che si dice già serpeggi in alcuni quartieri della città... Questi disgraziati di soldati hanno commesso tanti delitti che tutte le donne, nubili o maritate, abitanti nelle campagne hanno trovato rifugio in questa città...

      16 luglio 1652. Ci si massacra tutti i giorni con ogni specie di crudeltà e di disumanità... 1 soldati si derubano a vicenda dopo aver spogliato gli altri... Tutti gli eserciti sono nello stesso stato di anarchia, e si fa a gara a far peggio... I grandi e i sovrani, che di solito sopportano tanto poche cose in questo mondo, devono tremare a vedere gli altri in preda e tante sofferenze.

      • Di che fonte si tratta?
      • Quali conseguenze aveva la presenza degli eserciti sui territori?
      • Quale immagine del soldato emerge dal testo?
      • Quali provvedimenti potevano prendere i sovrani? E da questo cosa si può ricavare?

       

        • Da H.J. Grimmeishausen, L'avventuroso Simplicissimus, Mondadori, Milano 1982. H.J. Crimmeishousen combotté nelle armate flioimperiali tra il 1635-1638 e il 1646-1648; ebbe così modo di conoscere le conseguenze della guerra dei Trent'anni: devostazioni dei beni e torture della popolazione. Da questa terribile esperienza nacque L’avventuroso Simplicissimus, che viene considerato uno dei testi fondamentali della letteratura tedesca seicentesca.

      La prima cosa che quei cavalieri fecero, appena entrati negli appartamenti dipinti di nero di mi' pa', fu di mettervi al riparo i loro cavalli; poi ognuno ebbe da eseguire un suo particolare lavoro che annunziava rovina e distruzione. Alcuni si misero a macellare, a mettere a lesso e ad arrosto come se si stesse preparando un gran banchetto. Altri rovistarono e misero sossopra tutta la casa senza risparmiar nemmeno la latrina, quasi ci fosse nascosto il vello d'oro di Colchide; altri ancora fecero grossi pacchi di panni, di vestiti e di tutti gli arnesi di casa, che pareva volessero metter su un mercato di rivenduglioli, e quello che non credettero opportuno prender con sé lo misero in pezzi. Alcuni infilavan le daghe nel fieno e nella paglia come se non avessero avuto abbastanza pecore e porci da infilzare, altri tolsero le piume dai materassi e li riempirono di lardo, carne affumicata e altre vivande come se così ci si potesse dormir meglio. Altri distrussero il focolare e le finestre, che sembrava volessero annunziare un'eterna estate, spezzarono gli utensili di rame e di peltro e fecero fagotto dei rottami informi. Appiccarono fuoco ai letti, alle tavole, alle sedie, alle panche sebbene in cortile ci fossero molte cataste di legna secche. Pentole e stoviglie vennero fatte a pezzi, sia perché preferivano mangiar carne arrosto, sia perché pensavano di tener lì un unico pasto.

       

      • Di che fonte si tratta?
      • Quali accuse vengono mosse ai soldati? Quale immagine ne emerge dal testo?

       

      Verifica sommativa

      Alla luce di quanto studiato si ricostruisca un quadro del dibattito storiografico relativo alla guerra in età moderna privilegiando gli aspetti affrontati che si sono trovati più interessanti.