Il laboratorio di storia

Come è emerso anche dall'incontro del 4 marzo, il rinnovamento della didattica passa attraverso l'adozione di una didattica laboratoriale nelle diverse discipline, sia in Storia, sia in Filosofia.

Ma che cosa significa laboratorio? Un laboratorio è un luogo attrezzato in cui è possibile svolgere un'attività collaborativa di ricerca.

Parliamo, in primo luogo, di attività di ricerca. Tanto in Storia, quanto in Filosofia da tempo si è consapevoli che un lavoro didattico incentrato sul binomio lezione-interrogazione deve essere quanto meno integrato da attività che prevedano la partecipazione degli studenti. Lo abbiamo visto in filosofia, quando abbiamo parlato di comunità di apprendimento, di con-filosofare, di dibattiti organizzati, di pratiche di scrittura... Quali sono le possibili attività in storia? Possiamo parlare di raccolta di documenti e di testimonianze orali, di analisi dei documenti, di dibattiti storiografici... Certamente, non tutto il programma può essere sviluppato in questo modo (anche se, probabilmente, in questo modo può essere sviluppata una parte più consistente di quella che usualmente si pensa...), ma è importante che gli studenti facciano esperienza, ancorché limitata e protetta, del metodo storiografico.

Credo che, come in filosofia l'attività principale sia la lettura dei testi, così in storia deve essere privilegiata l'analisi dei documenti.

Prima di tutto, è opportuno scegliere libri di testo che abbiano un'ampia sezione storiografica, in cui i documenti prevalgano sui testi storiografici (in questo senso vanno i testi di De Bernardi e Guarracino editi da Bruno Mondadori).

Quando si affronta un documento, è bene che lo studente tenga presente una serie di questioni, quali:

 

  1. Di quale tipo di fonte si tratta?

  2. Chi è l'autore della fonte? Quali atteggiamenti di fondo, quali presupposti è presumibile che avesse?

  3. Come e a quale scopo è stato prodotto il documento?

  4. In che misura l'autore della fonte era in condizione di disporre di informazioni di prima mano sul tema specifico di cui si interessa lo storico?

  5. Quali riferimenti storici contiene il documento?

  6. Quale è la principale testimonianza intenzionale del documento?

  7. Ci sono testimonianze non intenzionali?

 

Il documento potrà essere utilizzato nello svolgimento della lezione, ad esempio all'inizio per porre il problema di cui la lezione si occuperà, o nel corso della lezione per dare maggior evidenza ad alcuni snodi concettuali importanti.

E' appena il caso di ricordare che l'uso dei testi e dei documenti non solo ha un valore scientifico e didattico, ma anche, per così dire, retorico: è bene variare le attività per facilitare l'attenzione degli studenti o il recupero di quanti si sono smarriti lungo la strada...

I documenti forniscono un utile sussidio anche in fase di verifica sommativa: si tratterà di chiedere allo studente non di riesporre quanto ha studiato, ma di utilizzare le nozioni apprese per attività di interpretazione.

Ma il laboratorio di storia non è solo un insieme di attività: è anche un luogo attrezzato. Che cosa ci deve essere in un laboratorio di storia? Documenti, testi storiografici, carte geografiche, registratori, macchine fotografiche e camere digitali, computer con programmi appropriati (per tabulare dati e disegnare diagrammi, per elaborare presentazioni e ipertesti...), televisori e lettori di DVD...

Arriviamo così alla domanda se la visione di un film possa rientrare nel nostro laboratorio. Oggi i libri di testo di Storia sono corredate di schede dedicate a film. Vediamone degli esempi, tratti dal primo volume del già citato Tempi dell'Europa, tempi del mondo (Bruno Mondadori):
 

Modulo Film
1100-1300 L'espansione dell'Europa medievale Rossellini, Francesco giullare di Dio

Cavani, Francesco

1300-1450 L'Europa medievale fra crisi e trasformazioni Bergman, Il settimo sigillo

Thorpe, Ivanhoe

Dryer, La pssione di Giovanna d'Arco; Rossellini, Giovanna d'Arco al rogo; Besson, Giovanna d'Arco

1400-1530 Dalla Cristianità all'Europa degli Stati Olivier, Enrico V

Olmi, Il mestiere delle armi

1400-1560 Le grandi scoperte e gli imperi coloniali Herzog, Aguirre furore di Dio
1520-1610 Politica e religione nell'Europa del Cinquecento Chéreau, La regina Margot
Kapur, Elizabeth
1500-1650 Economia e società nell'Europa moderna Cavani, Galileo
1610-1700 Assolutismo e mercantilismo Rossellini, Presa del potere da parte di Luigi XIV

Prima di tutto, se usiamo gli audiovisivi a scuola, dobbiamo conoscerne i codici linguistici. Dobbiamo chiederci, quindi, da chi siano prodotte certe immagini, in quale contesto, a quale scopo, per restituire quali emozioni, in funzione di quale committenza, ecc. Questo ci permetterà di distinguere, tra l'altro, due prospettive da cui leggere un film: quella della fonte e quella dell'interpretazione. Ad esempio, un documentario dell'Istituto Luce di epoca fascista potrà essere usato come fonte per la conoscenza – ad esempio – dello sport femminile nel Ventennio fascista e come interpretazione data dal regime del ruolo della donna nella società fascista.

La lettura di un testo cinematografico non segue vie sostanzialmente diverse rispetto a quella di un testo scritto. Dano Turrini suggerisce, ad esempio, le seguenti fasi:
“visione integrale del film; commento spontaneo degli studenti; analisi condotta con la riproduzione delle parti più significative; esercizi di comprensione e di approfondimento”.

La Storia la si fa (e la si impara a fare) soprattutto negli archivi, luoghi dove è possibile provare l'emozione della scoperta. Prima di tutto, ci sono gli archivi scolastici, della cui importanza solo da poco si è scoperta l'importanza, e che, affidati al personale di Segreteria, sono spesso disordinati (il primo passo per un docente di storia è quello di ordinarli: in questo difficilmente si possono coinvolgere gli studenti). Poi, gli Archivi di Stato, che organizzano attività didattiche per loro statuto. Non è esclusa la possibilità di portare piccoli gruppi di studenti, assai motivati, a compiervi ricerche. Infine, gli archivi che esistono sul territorio (parrocchie e curia, industrie, associazioni, ecc.).