LEZIONE INTRODUTTIVA SU SOCRATE
di Chiara Pedretti

 

OBIETTIVI

Gli obiettivi della seguente lezione sono:

  • Fornire agli studenti un primo approccio a Socrate attraverso le testimonianze che ci sono pervenute
  • Introduzione al pensiero di Socrate

DESTINATARI

III B liceo scientifico “Torno”

PREREQUISITI

Conoscenza dei filosofi presocratici in particolar modo dei sofisti

TEMPI

1 ora

METODI

Lezione frontale dialogata

MATERIALI

Fonti fornite in fotocopia; “Il testo filosofico” di Cioffi Luppi Vigorelli ed. Bruno Mondadori;

CONTENUTO

La vita di Socrate attraverso le testimonianze:

Chi era Socrate? Quando visse? Quali sono le fonti e le principali testimonianze che noi possediamo su di lui?

  • Socrate nasce ad Atene intorno al 470 a. C.

 L'alfabeto ingenera oblio nelle anime di chi lo imparerà: essi cesseranno di esercitare la memoria perché fidandosi dello scritto richiameranno le cose alla mente non più dall'interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei: ciò che tu hai trovato non è una ricetta per la memoria, ma per richiamare alla mente. Nè tu offri vera sapienza ai tuoi scolari, ma ne dai solo l'apparenza, perché essi, grazie a te, potendo avere notizie di moltissime cose senza insegnamento, si crederanno d'essere dottissimi, mentre per la maggior parte non sapranno nulla; con loro sarà una sofferenza discorrere, imbottiti di opinioni invece che sapienti.” ( Fedro, 275 a-b)

  • Socrate non scrisse mai nulla: preferì comunicare il proprio pensiero attraverso le discussioni orali con gli altri filosofi e il dialogo con i giovani che seguivano il suo insegnamento morale

io non sono stato maestro mai di nessuno; soltanto, se c’è persona che quando parlo, desidera ascoltarmi, sia giovane sia vecchio, non mi sono mai rifiutato; e non è vero che se ricevo denari io parlo e se non ne ricevo sto zitto, perché io sono egualmente a disposizione di tutti, poveri e ricchi, chiunque mi interroghi e abbia voglia distare a sentire quello che io  gli rispondo” (Platone, Apologia, 33a-b).

  • La mancanza di fonti dirette relative alla vita e alla filosofia socratica rende l’esame della figura di Socrate, da un punto di vista storiografico, estremamente problematico.
  • Le fonti circa il suo pensiero sono costituite unicamente dalle testimonianze di coloro che lo conobbero.
  • La più antica di esse e l’unica che risale ad un’epoca in cui era ancora vivente è costituita da una commedia di Aristofane, Le nuvole (423 a.C.)[nella commedia di Aristofane Socrate  viene rappresentato come un sofista e naturalista adoratore delle nuvole, che insegna ragionamenti capziosi per sottrarsi alle leggi della città]
  • La più importante testimonianza del suo pensiero ci viene dal suo discepolo Platone che lo rende protagonista di quasi tutti i suoi Dialoghi
  • Testimonianze importanti sono quelle dello storico Senofonte, nei Memorabili [dove si ha un’immagine di Socrate moralista la cui attendibilità è viziata dal fatto che l'autore li ha scritti per scagionare Socrate dall'accusa di empietà]
  •  e del filosofo Aristotele [che non l'aveva conosciuto personalmente e che può essere utile per aver informazioni sull'immagine di Socrate diffusa nel IV secolo]
  • Testimonianze marginali sono quelle costituite da alcuni frammenti di opere di Eschine, di Fedone, di Antistene  e di altri “socratici minori”.
  • Problematiche relative a queste fonti: mostrano immagini del filosofo molto differenti; invece che essere ricostruzioni in qualche modo “neutrali” e “obbiettive”, si presentano chiaramente come interpretazioni, contengono cioè giudizi e valutazioni fortemente influenzati dalle personali convinzioni filosofiche di chi li esprime.
  • Si può dunque dire che la figura di Socrate sia costituita dall’insieme di queste tradizioni, non abbiamo dunque, né si potrà mai avere, Socrate quale egli fu veramente : abbiamo invece numerose e diverse immagini del filosofo a seconda delle tradizioni interpretative a cui facciamo riferimento.

Gli anni della formazione giovanile:

  •  Come abbiamo già detto della vita di Socrate noi sappiamo ben poco, le notizie sugli anni della sua giovinezza sono assai scarse e non del tutto attendibili

  • Nato intorno al 470 a.c. figlio di Sofronisco e di Fenarete, il padre era scultore, la madre levatrice.
  • Come tutti i giovani di famiglia agiata era stato educato alla musica, alla ginnastica e alla poesia.
  • La sua formazione culturale avviene sotto il governo di Pericle, quando Atene è il luogo d’incontro dei maggiori uomini di cultura del tempo.
  • Nella sua giovinezza Socrate si interessa soprattutto di fisica e medicina, coltiva anche la tragedia e si occupa di religione, legandosi forse agli ambienti sacerdotali influenzati dall’orfismo e dal pitagorismo.
  • Nella sua prima giovinezza forse esercitò la professione del padre prima di dedicarsi alla filosofia.
  • La sua educazione filosofica è influenzata dai maggiori indirizzi di pensiero dell’epoca: la logica eleatica, la fisica di Anassagora e la retorica dei sofisti. Sono soprattutto le personalità di Annasagora e Protagora ad influenzare la formazione del giovane Socrate.
  • Particolarmente significativo è quanto di questo periodo della vita di Socrate ci testimonia Platone nei suoi dialoghi: Protagora rapporto Socrate e i sofisti Protagora, Prodico e Ippia, nel Fedone Platone fa raccontare a Socrate dei suoi interessi giovanili per il naturalismo di Anassagora:

“Io, quand’ero giovane, fui preso da una vera passione per quella scienza che chiamiamo indagine della natura. E veramente mi pareva scienza altissima codesta, conoscere le cause di ciascuna cosa, e perché ogni cosa si genera e perisce ed è” (Fedone, 96a)

 

Il tema dell’ignoranza socratica:

·        Secondo un aneddoto riportato da Platone e da Diogene Laterzio fu l’oracolo di Delfi ad avviare Socrate verso la filosofia. Il responso dell’oracolo, secondo il quale “degli uomini tutti Socrate è il più sapiente” segnò l’intera sua esistenza e determinò la sua ricerca intellettuale

·        Nuova fase della sua vita (430 a.c.) volta a capire il senso delle parole dell’oracolo: inizia la sua ricerca, dapprima interroga coloro che riteneva essere i più sapienti tra i cittadini: politici, poeti e artigiani,ma il sapere di costoro appariva ristretto e specialistico, incapace di spiegare che cosa è l’uomo e quali sono i principi in base al quale egli vive

·        La cultura del suo tempo ignora la verità è dunque una falsa cultura; inizia un’interrogazione di se stesso: la sapienza umana vale in realtà poco o nulla, nessun uomo è infatti sapiente; il più sapiente tra tutti è dunque proprio colui che “sa di non sapere”

·        Così, dopo aver interpretato l’oracolo Socrate si dedicò per tutta la sua vita alla missione di rendere consapevoli gli uomini della loro ignoranza ed in tal modo imparassero a conoscersi e ad aver cura della propria anima secondo la prescrizione dell’antico motto delfico: conosci te stesso.

·        Questo episodio (vero o no che sia) segna comunque effettivamente un cambiamento nella vita di Socrate: spostò la sua ricerca e i suoi interessi dal mondo della natura al mondo degli uomini

“Finii col persuadermi che a questa specie di indagini [quelle naturalistiche] io ero nato assai meno di ogni altro… cerco dunque di farmi da me, alla meglio, un altro metodo, visto che a questo non so adattarmi in nessun modo” (Fedone, 96c-97b)

·        La filosofia della natura è incapace  di comprendere l’uomo e le sue azioni.

·        Socrate era, in particolare, insoddisfatto di un pensiero come quello di Anassagora il quale, pur ricercando la causa di tutte le cose, era in realtà, a suo parere, incapace di conoscere adeguatamente l’uomo.

·        L’ambito dell’uomo  ha bisogno, per essere ricercato, di “un altro metodo”, rispetto al quale non basta la conoscenza che ci proviene dai sensi, ma è più conveniente considerare la realtà delle cose  e delle azioni attraverso i ragionamenti e i discorsi (logoi)

“Stanco com’ero di tali indagini naturalistiche, mi parve che bisognasse rifugiarsi nei logoi, e conoscere in essi la realtà delle cose…Io mi misi dunque per questa via” (Fedone, 99e)

 

Socrate filosofo e Socrate cittadino

  • Negli anni della sua maturità Socrate partecipò ai principali eventi storici vissuti dalla polis ateniese.
  • Socrate non lasciò mai Atene se non tre volte nella sua vita come oplita nella guerra del Peloponneso (431-404 a.c.): nella battaglia di Potidea (431-429 a.C.), salvò la vita del suo discepolo Alcibiade; a Delio nel 424 a.c. combatté contro i beoti; ad Anfipoli, colonia ateniese della Tracia (422 a.c.), partecipò alla battaglia tra gli ateniesi guidati da Cleone e gli spartani capeggiati da Brasida.
  • Socrate si avvicinò alla politica con cautela: 406-405 a.C. venne eletto a sorte membro del Consiglio dei Cinquecento ed entrò nel comitato dei Pritani, dove da solo si oppose al procedimento illegale con il quale si volevano giudicare i generali vincitori della battaglia navale delle Arginuse, accusati di non avere cercato di salvare i soldati rimasti in mare
  • Dopo la sconfitta ateniese nella guerra del Peloponneso, visse in disparte, poco interessato alle lotte politiche il periodo della dittatura dei trenta tiranni capeggiata da Crizia e della guerra civile che ne seguì
  • Si oppose però a Crizia (che aveva fatto parte della sua cerchia di amici) allorchè questi gli ordinò l’arresto del democratico Leonte.
  • Quando venne restaurato il regime democratico i legami che Socrate aveva mantenuto con Crizia e Alcibiade gli alienarono i favori del nuovo governo di Trasibulo.
  • La sua figura appariva troppo compromessa con il regime precedente (anche se in realtà Socrate non aveva mai appoggiato il regime dei Trenta tiranni) e il suo insegnamento filosofico troppo spregiudicato per una classe politica che intendeva restaurare i valori e le tradizioni della polis democratica.
  • Vi era certamente in Socrate un atteggiamento critico verso la classe politica governante che si esplicava in una condanna verso l’incompetenza dei governanti e la debolezza delle istituzioni politiche ateniesi. In particolare il filosofo lamentava la confusione in cui era caduto il regime assembleare, il quale lasciava spazio e potere a pochi e abili demagoghi.
  • Socrate criticava la corruzione, gli intrighi e le lotte proprie della vita politica del suo tempo, tanto che fu ritenuto tanto pericoloso da essere eliminato dalla vita della città, tanto più per il fatto che egli si rivolgeva in particolar modo ai giovani.
  • Di qui l’accusa, il processo e la condanna.
  • Apologia (Platone)
  • Quali le motivazioni del processo intentato contro Socrate? Corrompere i giovani, facendo da maestro a nemici della città come Crizia e Alcibiade, indagare la natura, giungendo a conclusioni empie; non riconoscere gli dèi della polis.
  • Processo di Socrate
  • Morte di Socrate.

 

Socrate e i sofisti:

La filosofia di Socrate nasce e si sviluppa contemporaneamente al movimento dei sofisti:

  • Simili sono le occasioni del loro insegnamento, i pubblici dibatti, e i destinatari, i giovani aristocratici della città
  • Comune è anche l’intenzione di spostare l’argomento della ricerca filosofica dall’ambito della natura, all’interno del quale si era svolta tutta la riflessione filosofico-scientifica ionica a quello dell’uomo e del cittadino.
  • Come quella dei sofisti la filosofia di Socrate si fonda sul linguaggio e sul ragionamento (logos)
  • Vi sono però delle profonde differenze: il logos non è per Socrate uno strumento retorico di persuasione, ma il mezzo attraverso il quale l’uomo può pervenire alla verità.
  • Contro il relativismo sofistico Socrate crede che l’anima umana possa arrivare, se avviata lungo la giusta direzione di ricerca, a conquistare una verità certa, universale e condivisa da tutti.
  • L’uomo non perviene alla verità spontaneamente, né attraverso una rivelazione divina, la verità viene guadagnata attraverso un faticoso processo di educazione, che si costruisce per mezzo di un esercizio tecnico specifico rappresentato dall’arte del “discorso”, dalla dialettica.
  • Il metodo dialettico è dunque inteso da Socrate con un fine differente da quello dei sofisti: è infatti strumento di purificazione intellettuale delle anime.
  • La conoscenza di sé e la cura dell’anima diventano lo scopo principale della vita umana

 

Il dialogo socratico:

Il nuovo metodo (cfr. Fedone96c-97b) è dunque costituito dal dialogo; volto alla ricerca della verità

·        La struttura della dialettica socratica si costruisce su due momenti: quello critico-negativo dell’ironia e quello costruttivo-positivo della maieutica.

·        L’ironia svolge la critica e la distruzione delle opinioni e dei pregiudizi, attraverso la confutazione del presunto sapere dell’interlocutore.

·        La maieutica invita l’ascoltatore ad avere una conoscenza chiara della verità che egli porta in sé senza saperlo (come la madre possedeva l’arte di far partorire i corpi così il figlio fa “partorire” le anime)

·        La verità infatti non può essere data all’uomo dall’esterno.

·        Per questo Socrate non ha nulla da insegnare ai suoi discepoli, saranno essi stessi a scoprire la verità, in quanto essi l’hanno già in sé. Socrate potrà solo aiutarli, maieuticamente, a generarla nella loro anima.

 

 

VERIFICA

La verifica della lezione verrà fatta dal docente alla fine dell’unità didattica di Socrate. Il docente effettuerà una prova orale.

 

 

 

Classe: III A

Data: 18 ottobre 2008

Titolo della lezione: Introduzione a Socrate

Durata: 1 ora

Quali contenuti erano stati preparati? Vedi pagine precedenti

Con quale organizzazione logica? Vedi pagine precedenti

Con quali attività e mediazioni didattiche? vedi pagine precedenti

Con quali strumenti e materiali? Con quali testi? vedi pagine precedenti

Quali contenuti sono stati effettivamente presentati? Perché? Tutti quelli sopra citati.

Quali modifiche è stato necessario apportare all’ordine logico della presentazione? Perché? Non ho dovuto apportare modifiche rilevanti

Quali attività sono state effettivamente realizzate? Perché? Interazione e dialogo con gli studenti / presenza professore in aula

Quali strumenti, materiali e testi sono stati effettivamente utilizzati? Perché? I brani sono stati solo parzialmente visionati dagli studenti

Quale giudizio è possibile dare sulla lezione in termini di completezza, chiarezza, fluidità? Discreta, con ampi margini di miglioramento

Gli studenti hanno seguito le spiegazioni? Con quale grado di attenzione? Con quale durata? Sono stati presi appunti? Come? Ci sono stati comportamenti di disturbo? Perché? Si, hanno seguito tendenzialmente tutti

Gli studenti hanno partecipato alle attività? Lo hanno fatto spontaneamente o sollecitati? Ci sono state domande? C'è stata discussione? Chi ha partecipato che percentuale rappresenta rispetto alla classe? Il professore accogliente, presente in aula poneva hai ragazzi, talvolta, alcune domande in merito a parti di programma già svolte precedentemente.

Gli studenti hanno richiesto il recupero di nozioni, concetti, metodi, presupposti dal docente, ma non effettivamente posseduti? No.

Gli studenti hanno fornito degli spunti imprevisti per approfondimenti o interpretazioni divergenti? No.

E’ stato possibile verificare il grado di apprendimento e di comprensione dei contenuti trasmessi? Se sì, come può essere valutato? Vedi verifica

La classe o singoli studenti hanno manifestato interesse dopo la lezione per approfondimenti o ampliamenti dei temi trattati? No

La lezione può essere riproposta negli stessi termini? In caso di risposta negativa, come dovrebbe essere riorganizzata alla luce dell’esperienza fatta? Si, integrandola con quanto svolto dal docente in aula.