IL RISORGIMENTO ITALIANO

 

 

Destinatari

Studenti del secondo anno di corso (liceo classico)

 

Prerequisiti

a.      Conoscenza dell’assetto socio-politico dell’Italia nel 1748

b.      Conoscenza del contesto europeo dopo le guerre di successione spagnola, polacca e austriaca

c.      Conoscenza dei caratteri fondamentali dell’Età dei Lumi

d.      Conoscenza del dispotismo illuminato

e.      Capacità di collegamento tra eventi storici

 

Finalità generali

Il tema del Risorgimento è affrontato in una prospettiva ampia, partendo dalle origini settecentesche e concludendo con la proclamazione dell’unità d’Italia. L’attenzione è focalizzata sul problema risorgimentale dal punto di vista morale e spirituale. Questo percorso offre molteplici spunti di riflessione per l’educazione civica.

 

Obiettivi di conoscenza

a.      Conoscenza del problema risorgimentale

b.      Conoscenza della distinzione tra Stato e Nazione

c.      Conoscenza del riformismo settecentesco in Italia

d.      Conoscenza del periodo rivoluzionario e napoleonico in Italia

e.      Conoscenza dell’assetto italiano dopo il Congresso di Vienna

f.       Conoscenza dei moti del 1820-1821, 1831 e 1848

g.      Conoscenza del mazzinianesimo, del liberalismo moderato e del liberalismo radicale

h.      Conoscenza dell’evoluzione del Risorgimento fino all’unità d’Italia

 

Obiettivi di competenza

a.      Definizione e utilizzo del concetto di Risorgimento, distinguendo tra problema politico-territoriale e problema spirituale-morale

b.      Comprensione del percorso evolutivo dalle riforme settecentesche all’unità d’Italia

c.      Comprensione dello sviluppo e della formazione della coscienza nazionale

d.      Dimestichezza nell’esposizione dei principi fondamentali delle tre correnti ideologiche risorgimentali (mazzinianesimo, liberalismo moderato e liberalismo radicale)

 

Obiettivi di capacità

a.      Capacità di cogliere le origini settecentesche del Risorgimento

b.      Capacità di collegare in un percorso tematico conoscenze storiche già acquisite

c.      Capacità di confrontare le differenti fasi del Risorgimento

d.      Capacità di valutare gli elementi di progresso e quelli di ristagno

e.      Riflessione critica sull’appartenenza nazionale in stretta relazione alla contemporaneità e al proprio vissuto

f.       Valutazione complessiva dell’importanza della dimensione europea del Risorgimento e confronto con il presente

 

Tempi

Quattro ore di lezione

 

Strumenti didattici

L’unità didattica ripercorre la storia d’Italia dal Settecento alla proclamazione dell’unità nazionale. Il manuale di riferimento è De Luna, Meriggi, Tarpino, La scena del tempo. Antico Regime, rivoluzioni, Ottocento liberale, Paravia, Torino, in particolare i capitoli 6, 11 e 13, sull’Italia nel Settecento, sull’Italia tra 1796 e 1815 (dai giacobini all’Empire) e sull’unificazione nazionale in Italia. Durante le lezioni le cartine e le immagini storiche del libro di testo sono state spesso oggetto di studio per la definizione dell’assetto geo-politico e socio-culturale. Ho usato costantemente la lavagna per tracciare mappe concettuali utili a sintetizzare gli elementi fondamentali di ogni fase e a cogliere l’evoluzione complessiva.

 

Metodologia

Le lezioni sono state prevalentemente frontali. L’intervento diretto degli studenti con domande e riflessioni è stato costante, ma si è manifestato con maggior frequenza nelle prime ore di lezione. La lezione introduttiva ha coinvolto in prima persona gli alunni, che hanno partecipato all’analisi e alla definizione comunitaria dei concetti di Risorgimento e di Nazione. La descrizione dell’assetto dell’Italia dopo il 1748 e la trattazione del riformismo settecentesco e dell’Illuminismo si sono potute svolgere in modo dialogico per le conoscenze scolastiche dell’intera classe (legate al modulo di storia immediatamente precedente).

 

Contenuto schematico

1.      Il Risorgimento: carattere politico-territoriale o morale?

a.      Definizione di Risorgimento

b.      Breve percorso nella storia d’Italia

c.      Distinzione tra Stato e Nazione (Mill, Considerazioni sul governo rappresentativo)

d.      Prevalenza della componente spirituale: consapevolezza di appartenere a una nazione

e.      Esclusione di un’interpretazione solo passatista (Risorgimento autoctono) o solo modernista (Risorgimento europeo): connubio di tradizione e novità

f.       Limiti temporali del Risorgimento: distinzione tra tesi sabaudistica (politico-territoriale) e tesi riformistica (socio-culturale)

2.      Il Riformismo settecentesco

a.      Riforme in Lombardia, Toscana, Regno di Napoli (soprattutto accentramento amministrativo e fiscale)

b.      Fermento di idee a livello economico e giuridico

c.      Collaborazione giovani intellettuali e principi riformisti (fra tradizione e rinnovamento)

d.      Centralità dell’aspetto ecclesiastico-religioso (giurisdizionalismo)

e.      Mancata partecipazione popolare e rafforzamento del potere dei principi

f.       Risveglio patriottico solo teorico-intellettuale (rottura tra pensiero innovatore e governi illuminati)

g.      Oscurantismo popolare (educazione clericale, assenza di pensiero critico, ritualità esteriore)

3.      La bufera rivoluzionaria

a.      Formazione di nuclei giacobini (congiure, processi politici, esecuzioni capitali)

b.      Mancanza di accordo tra i principi e di solidarietà tra principi e popoli

c.      Passaggio dal piano culturale a quello politico sotto l’azione diretta della Rivoluzione francese

d.      Formazione di Repubbliche rivoluzionarie (Cispadana, Cisalpina, Ligure, Romana, Napoletana)

e.      Discussione e lotta politica, governo di popolo con assemblee rappresentative: popolo italiano soggetto di storia

f.       Coscienza del ritorno, del “Risorgimento”: appello al passato d’Italia (Roma antica)

g.      Positività del periodo rivoluzionario: problemi risorgimentali di libertà, indipendenza, unificazione e democrazia

h.      Fermento di idee, pubblicistica e periodici politici, bandiera nazionale (tricolore), legioni italiane, cristianesimo e libertà del popolo

i.        Negatività dell’intervento straniero: minore efficacia della resurrezione politica, democrazia fittizia e indipendenza peggiorata

j.        Carattere antinomico del periodo: prima realizzazione politica del Risorgimento e nuovo periodo di preponderanza straniera

k.      Consapevolezza di questa antinomia da parte dei patrioti o giacobini italiani: accettazione dell’appoggio francese solo per la mancanza di una coscienza nazionale

l.        Insurrezione dei sanfedisti contro i francesi invasori per la restaurazione della vecchia Italia: lotta per l’assolutismo, l’intolleranza religiosa, i privilegi nobiliari ed ecclesiastici, la schiavitù del pensiero

m.    Giacobini = Risorgimento, Controrivoluzionari = Anti-Risorgimento

4.      Il periodo napoleonico

a.      Elementi negativi: subordinazione degli interessi dell’Italia a quelli della Francia, ristagno culturale, blocco dell’autonomia politica, involuzione di idee (fatalismo e pessimismo), da repubbliche a regni, organizzazione del potere dall’alto

b.      Elementi positivi: Regno d’Italia (per la vastità, l’organizzazione e il nome stesso), amministrazione in mano a italiani, regolarità e accentramento amministrativo, sparizione dei vincoli feudali e dei privilegi economici, uguaglianza civile con il codice, unità di pesi e misure, provvedimenti per l’istruzione pubblica e l’igiene, abbattimento delle barriere doganali, sviluppo di una rete stradale e dei lavori pubblici, ampliamento delle città, progressi nell’agricoltura e nell’industria, esercito del Regno d’Italia (addestramento tecnico e focolaio di sentimento nazionale)

c.      Controrivoluzione vestita di patriottismo (passività del popolo italiano agli avvenimenti del 1814-1815)

5.      Il Congresso di Vienna e la Restaurazione

a.      Somiglianza dell’Italia del 1815 a quella del 1748: aumento della potenza austriaca (Lombardia e Veneto)

b.      Controllo austriaco in Italia: principio dell’intervento

c.      Sintesi tra vecchio e nuovo, non restaurazione integrale al Congresso di Vienna: principio di legittimità e dell’equilibrio

d.      Restaurazione e Risorgimento, principi antitetici: legittimità contro nazionalità e libertà

e.      Disaccordo profondo tra i governi e l’opinione pubblica progressista, dissidio pregno di capacità rivoluzionarie

6.      La Carboneria e i moti del 1820-1821

a.      Carboneria: esigenza liberale e costituzionale sul piano europeo

b.      Debolezza della Carboneria: indeterminatezza del programma politico e tendenza al compromesso con i governi

c.      Movimento riformistico socio-economico in Lombardia: continuazione del Settecento, dalla teoria alla pratica (espressione di energie private anziché dei governi)

d.      Azione di Confalonieri e Porro: battelli a vapore, filatura meccanica, istruzione elementare

e.      Il Conciliatore: elaborazione delle forze risorgimentali, movimento riformistico socio-culturale

f.       Lotta tra Austria e movimento riformista (soppressione del Conciliatore)

g.      Considerazione del governo austriaco come straniero e oppressore, collegamento del problema unitario con quello dell’indipendenza

h.      Negazione sul piano legale e azione sul piano illegale (cospirazioni e moti)

i.        Moti del 1820-1821 in Italia (Regno di Napoli e Piemonte): prima vera iniziativa rivoluzionaria del Risorgimento

j.        Orizzonte europeo del moto (Spagna, Italia, Russia, Grecia)

k.      Partecipazione ristretta all’esercito (pronunciamenti) e ai nobili, esclusione del popolo e delle classi medie

l.        Moti conservatori della rispettiva dinastia (preclusa ogni via a uno svolgimento unitario)

m.    Unico risultato dell’azione carbonara lombardo-veneta, lo Spielberg: ribellione al trattamento inflitto ai patrioti

7.      I moti del 1831

a.      Somiglianze con i moti del 1820-1821: moto regionale (Italia centrale), assenza di unitarismo, nesso europeo (con la Francia) anche se di carattere diverso dal precedente

b.      Differenze rispetto ai moti precedenti: mancata associazione tra indipendenza e libertà, deposizione dei governi anziché imposizione delle costituzioni, affermazione dell’autodecisione dei popoli, allargamento dello strato sociale (borghesia), tradimento di Luigi Filippo e dell’appoggio francese, maggiore iniziativa italiana

c.      Delusione del 1831: Carlo Alberto si allea con l’Austria: incarnazione dell’Anti-Risorgimento

8.      Elaborazione ideale del Risorgimento

a.      Dal fallimento del moto nel 1831 all’amnistia di Pio IX nel 1846: elaborazione delle tre fondamentali correnti di pensiero risorgimentale (mazzinianesimo, liberalismo moderato, liberalismo radicale)

b.      Caratteri comuni delle tre correnti: accento sul carattere ideologico ed etico del Risorgimento rispetto al politico puro, formazione di una coscienza nazionale, posizione del problema italiano a livello europeo

c.      Complementarità delle tre scuole: moderati – radicali – mazziniani, politica – pensiero – fede, indipendenza – libertà – solidarietà, conoscenza del reale (tecnica politica) – esigenza liberale – spirito morale e religioso

d.      Estraneità dei governi italiani: solo miglioramenti amministrativi e provvedimenti paternalistici

9.      Mazzinianesimo

a.      Critica all’individualismo della Carboneria e all’utilitarismo del movimento liberale

b.      Prevalenza dell’elemento nazionale e sociale (nazione = tutto organico)

c.      Iniziativa popolare (nazione = popolo)

d.      Pensiero e azione

e.      Richiamo al passato

f.       Costruzione di un’Italia repubblicana

g.      Missione nazionale

h.      Europeismo e solidarietà tra i popoli

i.        Problema morale (sviluppo di unità di coscienza attraverso le tradizioni storiche repubblicane)

j.        Problema sociale (principio di eguaglianza)

k.      Problema religioso (nuova fede nell’umanità)

l.        Educazione nazionale libera e progressiva

10.   Liberalismo moderato (Balbo, D’Azeglio, Gioberti)

a.      Radice culturale: studi storici (conoscenza del passato italiano e coscienza di una relazione tra Italia ed Europa) e studi economici (programma riformistico attraverso la creazione di una rete ferroviaria, l’abbattimento dei dazi doganali e lo sviluppo di industrie, liberismo ed europeismo cavouriano)

b.      Radice politica: precedenza alla libertà rispetto all’indipendenza, evoluzione graduale, ordinamento monarchico-costituzionale (minimo sconvolgimento possibile per l’Italia, timore dell’iniziativa popolare, negazione e avversione per la democrazia)

c.      Risultati: propaganda dell’idea nazionale presso vasti ceti sociali, programma minimo immediato senza rivoluzione, convergenza nel Risorgimento di forze politiche, economiche, culturali e religiose (neoguelfe), avvicinamento delle forze conservatrici europee

11.   Liberalismo radicale o federalismo repubblicano (Cattaneo e Ferrari)

a.      Punti comuni ai moderati: critica a Mazzini, recupero e rivalutazione del Medioevo, prevalenza del pensiero sull’azione, evoluzione graduale (metodo riformistico)

b.      Punti divergenti: federalismo repubblicano, riformismo come strumento di una rivoluzione progressivamente attuantesi (attuazione graduale della libertà e della sovranità popolare), radicalismo ideologico, mentalità positiva, razionale, scientifica, amante delle distinzioni (contro il misticismo di Mazzini)

c.      Punti fondamentali: scienza e ragione, valore primario della libertà, Risorgimento come liberazione totale (politica, sociale, intellettuale)

12.   Il 1848: la “primavera dei popoli”

a.      Cambiamento della politica papale: da ostacolo a motore del Risorgimento

b.      Riforme di Pio IX (1846): amnistia politica, formazione di un ministero regolare, Consulta di Stato, guardia civica, libertà di stampa, di espressione e di manifestazione

c.      Diffusione del riformismo tra gli altri sovrani (1846-1847) per la pressione dei popoli e le mobilitazioni di piazza

d.      Scoppio del moto in Sicilia (1848): espressione dell’autonomismo siciliano, concessione della costituzione

e.      Rivolgimento nazionale: concessione di costituzioni anche negli altri stati, tranne i ducati e il Lombardo-Veneto

f.       Affermazione del problema italiano sul piano europeo: Inghilterra di Palmerston favorevole ai moti liberali in Italia, utilità della nazione italiana per l’equilibrio europeo

g.      Scoppio di una rivoluzione in Francia, diffusione delle agitazioni in tutta Europa, insurrezioni a Milano e Venezia

h.      Prima guerra di indipendenza (1848-1849): intervento sabaudo, accesso di Carlo Alberto al movimento nazionale, compito immediato di cacciare l’Austria, prevalenza del carattere regio-piemontese su quello nazionale-popolare

i.        Abbandono della guerra per la diplomazia (trattative con l’Austria): impreparazione militare del Piemonte, impreparazione morale delle truppe sabaude

j.        Scoppio di crisi interne (Napoli, Toscana, Stato Pontificio, Piemonte) e ripresa della guerra d’indipendenza

k.      Sconfitta definitiva del moto nel 1849 con tre episodi guerreschi (Novara, Roma, Venezia)

l.        Carattere complessivamente europeo, rivoluzionario e unitario del 1848 italiano con presa di coscienza nazionale e richiesta di costituzioni: iniziativa popolare del riformismo del 1846-1848, vera e propria rivoluzione siciliana, carattere europeo delle Cinque Giornate di Milano

m.    Cause del fallimento del 1848: interferenza di socialismo e liberalismo, di democrazia e nazionalismo

13.   La proclamazione dell’unità d’Italia

a.      Ripresa del programma sabaudo: il liberalismo moderato di Cavour

b.      Evoluzione e compromesso fino alla realizzazione unitaria

c.      Iniziativa democratica solo dopo la seconda guerra di indipendenza (1859): la spedizione dei Mille e la liberazione del Mezzogiorno (1860)

d.      La proclamazione dell’unità d’Italia nel 1861 e il completamento dell’unità nazionale negli anni successivi con l’annessione del Veneto (terza guerra di indipendenza nel 1866) e del Lazio (breccia di Porta Pia nel 1870)

 

Verifiche formative

Gli interventi dei singoli studenti durante le lezioni mi hanno permesso di valutare positivamente l’apprendimento. In molte occasioni è stato possibile condividere conoscenze risalenti alla scuola media o a letture personali.

 

Verifiche sommative

Avendo svolto questa unità didattica tra la fine maggio e i primi giorni di giugno non ho avuto la possibilità di predisporre una prova di verifica. In un’interrogazione o in una verifica scritta (in forma di trattazione sintetica) avrei sicuramente chiesto di spiegare la natura morale e spirituale del Risorgimento italiano, di descrivere la progressiva formazione della coscienza nazionale o di confrontare le differenti fasi risorgimentali.

 

Bibliografia

Assini, Greco, Mancini, Marchese, Stato e società. Dizionario di educazione civica, La Nuova Italia, Firenze, 1991.

De Luna, Meriggi, Tarpino, La scena del tempo. Antico Regime, rivoluzioni, Ottocento liberale, Paravia, Torino, vol. 2.

De Luna, Meriggi, Tarpino, La scena del tempo. Percorsi, Paravia, Torino, vol. 2.

Della Peruta, Chittolini, Capra, La Storia. Dalla metà del Seicento alla fine dell’Ottocento, Le Monnier, Firenze, 1996, vol. 2.

Della Peruta, L’Italia del Risorgimento: problemi, momenti e figure, Franco Angeli, Milano, 1997.

Mack Smith, Il Risorgimento italiano: storia e testi, Laterza, Roma, 1987.

Salvatorelli, Pensiero e azione del Risorgimento, Einaudi, Torino, 1943.

Scirocco, L’Italia del Risorgimento 1800-1860, Il Mulino, Bologna, 1990.

Woolf, Il Risorgimento italiano. Dall’età delle riforme all’Italia napoleonica, Einaudi, Torino, 1981.

Woolf, Il Risorgimento italiano. Dalla Restaurazione all’unità, Einaudi, Torino, 1981.